Sculptural Training | Alcuni appunti sul progetto espositivo dell’MTN di Bologna

SCULPTURAL TRAINING

Alcuni appunti sul progetto espositivo

di Marcello Tedesco

Artisti in mostra: Joseph Beyus, Domenico Brancale, Daniele D’acquisto, Niccolò Morgan Gandolfi, Moe Yoshida, Marcello Tedesco, Alberto Scodro. 

Sculptural Training, exhibition view. ©ph Auroreaudiovi

Il pensiero scultoreo

La base del pensiero scultoreo, di cui questa mostra è espressione, consiste nel distinguere il Pensiero come forza vitale dai contenuti che questa forza può o meno ospitare. Come dire che i pensieri non sono affatto il Pensiero, così come i vestiti che qualcuno indossa non sono di fatto quella persona.

Esercitarsi in questa distinzione permette di conoscere l’energia pre-dialettica inerente al Pensiero, che diventa dunque una vera e propria forza in grado di agire e determinare plasticamente la realtà. In quest’ottica, la scultura oggi non è solo la capacità di creare dei manufatti tridimensionali, bensì l’avere addestrato e dinamicizzato il Pensiero fino a farlo diventare una forza creativa in rapporto alla realtà. Oggi intravediamo la necessità di considerare il processo creativo come un fatto a cui tutti indistintamente sono chiamati.

Sculptural Training, exhibition view. ©ph Auroreaudiovi

La materia, dissolto l’enigma della mineralità, è il tempo

La scultura, così come la vita degli uomini, sembra essere avvinta fatalmente alla densità muta della mineralità. Il labirinto della materia sembra davvero impenetrabile e tuttavia ci si aspetta dal suo mutismo una qualche direzione e orientamento. L’uomo che usa il pensiero scultoreo inverte questo rapporto, investendo la fredda mineralità di quella forza calorica, vale a dire di vita, con la quale la densità spaziale della materia si dissolve in una ampia e salutare dimensione temporale, una sconosciuta durata musicale inerente all’interiorità dell’uomo. Un esempio di questo processo può essere tratto dal mondo naturale: il nero carbone investito da calore e pressione millenaria si metamorfizza in diamante, manifestazione stessa del tempo e superamento della densità materica.

Sculptural Training, exhibition view. ©ph Auroreaudiovi

Pensiero scultoreo e cultura

Così come si tende a identificare, erroneamente, gli abiti che qualcuno indossa con la persona stessa, così anche si è progressivamente affermata la credenza che la discorsività culturale coincida con la creazione artistica. Con cultura si intende neutralmente identificare quanto è stato in qualche modo già codificato, e in una qualche misura si pone come fenomeno irreversibile. Intuitivo è il comprendere la profonda stasi che un tale fatto comporta. Anche se potrebbe risultare molto radicale da sostenere, tuttavia in questa ottica la cultura è una forza anti-creativa. Si rischia, senza accorgersene, di avere una poderosa quanto effimera attività culturale, senza di fatto averne nessuna creativa, ovvero dinamica, allineata con l’attuale processo evolutivo dell’essere umano.

Il pensiero scultoreo si pone diversamente in un territorio sconosciuto, inesplorato: dalla zona celebrale si è coscientemente spostato in quella ritmica, cardiaca. E da qui ha imparato a disincantare con forza le superstizioni, mascherate di adamantina oggettività, del pensiero dialettico/speculativo. Ottenendo così una profonda intuizione di ciò che è possibile ma tuttavia ancora irrealizzato. Il pensiero scultoreo sente che l’uomo non è veramente ancora mai stato e da qui parte per le sue esplorazioni.

Sculptural Training, exhibition view. ©ph Auroreaudiovi

Le forze scultoree del pensiero: immaginazione, ispirazione, intuizione

Uscendo dall’ingenuo realismo di un pensiero avvinto alla mineralità, si incontrano tre forze capaci di ridestare il pensiero alla sua attività principale: la creazione.

Immaginazione, ispirazione e intuizione sono i fondamenti che permettono la nascita di una nuova teoria della conoscenza basata sui parametri di una riconquistata libertà, ovvero di un nuovo e bilanciato rapporto tra l’uomo e la realtà che, per il momento inconsciamente, egli crea.

Daniele D’Acquisto, S-REVERSE, 2012-2014. ©ph Auroreaudiovi

Infine l’umorismo

Nell’ottica di lavorare con delle forze vive e non con delle esangui astrazioni, la funzione dell’umorismo è fondamentale per riportare ad azione ritmica quanto si è necroticamente irrigidito sino a divenire luogo comune privo di contenuto. L’esercizio e l’addestramento all’umorismo permette di afferrare e metamorfizzare la tetraggine delle forze anti scultoree. Umoristico è scolpire il muto blocco di marmo, sottraendo da esso tutto ciò che è in eccesso, che blocca l’attività ritmica, che occulta la verità, la quale, come è noto, ama ridere.

Marcello Tedesco, Threshold, 2020, salgemma porfirizzata ad alta pressione, 400x120cm. ©ph Auroreaudiovi

Incontri pubblici su Sculptural Training:

6 Marzo, ore 17:30, a cura di Simone Menegoi e Gabriele Tosi, segue anteprima nazionale del documentario Sculptural Training.

Sculptural Training, incontro pubblico. ©ph Auroreaudiovi

Contatti:

mtn | museo temporaneo navile

Via John Cage 11/a-13/a – 40129 Bologna

info@museotemporaneonavile.org

www.museotemporaneonavile.org



SEGUICI SU FACEBOOK


COMUNICACI IL TUO EVENTO


Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Profilo-e-post.png

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *