Portus Lunae: inaugurato in Liguria il primo ponte che unisce presente e passato

Di Chiara Pastine

Si è svolta sabato 18 maggio 2019 la cerimonia di inaugurazione del nuovo acceso al parco archeologico di Luni, in provincia della Spezia, in Liguria.

Il ponte in questione è stato progettato dall’ingegnere Paolo Pierantoni, il quale ha spiegato di aver scelto una forma semi ellittica che ricorda quella di uno spicchio di luna, in onore dell’antica città romana.

Idealmente la città di Lunae e il suo porto sono riemersi grazie a quest’opera ingegneristica: nel 177 a.C. è stata edificata la città ed il suo porto, battezzata così dai suoi fondatori in onore della dea romana “Luna”. Inoltre il toponimo sarebbe da ricollegare anche alla forma falciforme del Golfo che accolse le prime navi romane qui approdate.

Sulla pedana pedonale, che sovrasta l’autostrada A12, rivediamo vivere simbolicamente il faro dell’antica città, nella struttura di marmo al centro della passerella, ricoperta da 118 pezzi di marmo bianco, uno diverso dall’altro. Marmo bianco ambito per secoli, definito “manto di luna sulla terra”, di cui è possibile ancora oggi ammirare le cave alle spalle del sito archeologico, alzando lo sguardo verso le Alpi Apuane.

Questo territorio, ancora oggi ricco e fertile, rappresentava uno dei più importanti scali commerciali sul Mar Ligure; fu conteso per largo tempo tra Liguri Apuani e Romani, sino alla data della fondazione della colonia nel 177 a.C., a cui pare abbia presto parte anche il console Mario Emilio Lepido.

All’interno della colonia romana si trovavano templi, statue e lussuose dimore private; alla fine del IV secolo d.C. un terremoto la distrusse e fu ricostruita sulle sue macerie. Secondo le fonti disponibili, intorno al XIII secolo d.C. l’impaludamento progressivo e l’epidemia di malaria ne causarono il suo abbandono definitivo.

Ad oggi è possibile visitare quello che rimane dell’antica città nel parco archeologico, come la “domus dei mosaici” che prende il nome dalla ricca pavimentazione, i ruderi del tempio dedicati alla dea Luna e il più celebre dei reperti rinvenuti: l’anfiteatro, risalente all’età imperiale ubicato al di fuori delle mura. Proprio ai mosaici rinvenuti nella città appartiene il nuovo simbolo dell’area archeologica: si tratta di una figura mitologica, quella di Medusa.

Medusa è stata scelta come immagine rappresentativa del museo e di tutto il percorso, poiché presso gli antichi si credeva avesse il potere di scacciare il maligno ed essere benaugurale. Simbolo che non solo si trova all’ingresso del parco archeologico e dell’annesso museo, ma anche sopra l’ingresso dello speciale tunnel pedonale posto all’inizio del percorso che porta alla città di Luna.

All’interno del tunnel è possibile vivere un’esperienza diversa dal solito: uno schermo che percorre la lunghezza della galleria, proietta senza sosta quella che viene definita dalla direttrice del museo, Antonella Traverso, “un’esperienza emozionale”.

La proiezione racconta attraverso musica e immagini la storia plurisecolare della città. Il video, ad opera di Karmachina, è composto da musiche, realizzate appositamente per ricreare i suoni del tempo, accompagnate dalle immagini dei reperti di Luni, con un’unica eccezione di un dipinto fornito dal Polo Museale della Toscana.

Un’esperienza immersiva che prepara il visitatore adentrare col cuore e con la mente nell’antica Luni.

Il tunnel rappresenta una vera novità in quanto permette di accedere direttamente al percorso archeologico, punto di ingresso alla passerella pedonale che porta al ponte falciforme. Da qui, infatti, potranno accedere tutti coloro che vorranno fare tappa al sito archeologico, senza uscire dall’autostrada. Un nuovo approdo al porto della città, accessibile a tutti i viaggiatori della A12.


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