Love, Death+Robots: Novità imperdibile di Netflix.

Di Jacopo Zonca

Torni a casa e ti rilassi, mangi, ti fai una doccia e poi proprio quando stai per andartene a letto dai una sbirciata a Netflix, convinto di aver visto tutto quello che di interessante possa essere uscito.

Dai una rapida occhiata alle novità e poi vedi un “VM 18” in un trailer che mostra una sequenza di scene violente, crude, spettacolari e … d’animazione.

Love, Death + Robots è una serie creata da Tim Miller, animatore e regista di Deadpool e prodotta da David Fincher, regista che non ha bisogno di presentazioni. 

Una serie antologica che non solo apre uno spiraglio originale e innovativo sul mondo dell’animazione, ma anche  sulla nuova serialità televisiva. 

Gli episodi infatti hanno tutti la durata più o meno standard del cortometraggio (15-17 min) ed ogni puntata non solo narra vicende differenti ma presenta anche un diverso tipo di animazione, che passa dall’anime giapponese, alla grafica più recente da videogame, all’animazione stile Pixar. Un progetto ambizioso che ha coinvolto tantissimi studi di animazione sparsi un po’ in tutto il mondo. 

Il minimo comune denominatore dell’opera è fondamentalmente la fantascienza e la distopia, universi popolati da personaggi tormentati ma quasi sempre decisi a far trionfare il bene sul male, mentre  le storie sono ambientante in epoche e contesti diversi, dove le scene di violenza e crudeltà si sprecano, l’orrore è sempre dietro l’angolo e la commedia fa irruzione anche nei momenti più inaspettati. 

Love Death+Robots  riflette su un’umanità che ha perso tutti i valori che contano e quelli che sopravvivono sono fondamentalmente i più forti, o quelli che non lo sono mai stati ma si industriano per diventarlo.  L’animazione fa da filtro a queste storie divertenti, terribili e disperate, intrattenendo efficacemente lo spettatore con un ritmo incalzante che spinge ad avere voglia di vedere l’episodio successivo praticamente senza pause, come se la serie fosse un pacchetto di patatine che non riusciamo a smettere di mangiare. Paragone forse banale, ma azzeccato, perché a volte si ha come l’impressione che alcuni momenti siano più rivolti all’impatto e al piacere piuttosto che ad una buona sostanza, ma è giusto così, perché l’intrattenimento è la base dello spettacolo ed è uno degli aspetti che a volte sia le opere audiovisive che letterarie perdono di vista, ma sicuramente non è questo il caso. 

Basti pensare all’originalità delle scene d’azione , dove spesso la violenza raggiunge il limite della sopportabilità, in pochi episodi per fortuna. 

Regna sovrana invece la cura per il dettaglio in ogni puntata a prescindere dalla tipologia dell’animazione. 

Ci immergiamo in mondi colorati, luccicanti con mostri terrificanti e donne stupende. Mondi in cui la bellezza può diventare orrore nel giro di pochi secondi e viceversa, per non parlare degli omaggi al grande cinema di fantascienza che qui si sprecano, a volte dichiarati, a volte celati, ma sempre presenti, quasi che gli animatori vogliano confermare la loro conoscenza del mezzo e dell’arte cinematografica con affetto e anche con un pizzico di giusta arroganza. 

In definitiva questa serie è una bella novità di Netflix. Un nuovo viaggio nell’animazione e nella sperimentazione audiovisiva che è veramente imperdibile per tutti gli amanti del genere, ma anche estremamente istruttiva per i detrattori del cinema animato, che dopo aver visto questa prima stagione, cominceranno a mordicchiarsi le unghie pensando alla seconda, sperando che arrivi presto. 

Molto presto. 


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