La Conservazione delle opere grafiche: L’inquinamento dell’aria


Accorgimenti per una corretta conservazione

Una volta venuti a conoscenza, nei precedenti appuntamenti, dei rischi presenti all’interno dei luoghi preposti alla conservazione delle opere, cerchiamo di individuare tutti quei fattori principali che ne minacciano la “salute”. È noto, infatti, che le opere su carta sono le più fragili e quelle che, più facilmente, possono subire danni e alterazioni. Polvere, inquinamento, umidità, luce, sbalzi termici, cornici, tutto può influire sulla loro conservazione. Il tempo agisce, anche, sulla struttura molecolare della carta e contribuisce al suo ingiallimento e invecchiamento; l’incuria umana accelera tale fenomeno e favorisce un precoce degrado.

Figura 1

L’inquinamento dell’aria

Anche la qualità dell’aria influisce positivamente o negativamente sulla conservazione delle opere grafiche. Gli agenti inquinanti aggrediscono la carta e i colori e provocano ingiallimento, perdita di colore, secchezza dei tessuti, alterazioni molecolari e facilitano la formazione di muffe. 

Trattandosi sempre di ambienti domestici o si adottano costosi sistemi di depurazione dell’aria, oppure si deve cercare di limitare i danni che, accidentalmente o distrattamente, possono causare un deperimento delle opere. 

Bisogna limitare il contatto delle opere con batteri, vapori, fumo, sino alla polvere. Per le opere esposte sulle pareti degli ambienti domestici una buona incorniciatura, dotata di appositi vetri già precedentemente descritti, può essere sufficiente a limitare il contatto degli agenti inquinanti con la carta e la superficie incisa. 

Figura 2

Per la stanza, o le stanze, dedicate alla conservazione delle opere in cassettiera si consiglia di limitare il numero di persone presenti nel singolo ambiente, di utilizzare stanze preferibilmente lontane da strade trafficate e inquinate, di riciclare spesso l’aria, di evitare l’uso di sostanze volatili, così come di fumare, di assicurare una giusta distanza dalle cucine o da fonti di calore quali camini e stufette a gas. 

Spesso, per conservare le opere e isolarle dagli agenti esterni, vengono usate buste di plastica sigillate. In realtà questa pratica potrebbe rivelarsi controproducente e, soprattutto se usata su materiali cartacei che necessitano di un continuo riciclo di aria, favorisce la formazione di muffe o di umidità. È più opportuno riporli in faldoni, buste di carta o separarli con l’uso di veline, assicurandosi sempre di utilizzare materiali con PH neutro. 

Figura 3

Lo stesso dicasi per l’accumulazione della polvere, spesso veicolo di spore fungine. Una costante spolveratura degli ambienti preposti alla conservazione diminuisce notevolmente il rischio di ingiallimenti e alterazioni materiche.

Immagini:

Figura 1: Ingrandimento e dettaglio di un’acquaforte su carta di Erio Baracchi, Ambiente. L’opera si presenta sbiadita a causa di una esposizione duratura nel tempo a luce solare e artificiale.

Figura 2: Dettaglio di una incisione di Lorenzo Viani. Il supporto cartaceo si presenza degradato da macchie di foxing. È possibile ammirare gli esiti del restauro sul sito www.restaurocarta.it.

Figura 3: Prestate attenzione alla corretta incorniciatura delle opere, come accennato nel precedente articolo. Dettaglio di acquaforte dell’autore cecoslovacco Jan Konupek. Sono visibili i segni di nastro adesivo causati da una scorretta incorniciatura. Il nastro adesivo, una volta rimosso, ha lasciato la superficie del foglio macchiata.

 

Lo scorso appuntamento:

La Conservazione delle opere grafiche: L’umidità


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