Leonardo Da Vinci | La vita di un genio e commento al film “Leonardo Cinquecento”

Di Maristella Angeli

Dal film “Leonardo Cinquecento”, diretto da Francesco Invernizzi e prodotto Magnitudo Film, vi portiamo alla scoperta di uno dei più grandi geni dell’umanità: Leonardo Da Vinci.

Celebrando i cinquecento anni trascorsi dalla scomparsa di Leonardo da Vinci (Vinci 1452 – 1519 Amboise), è stato proiettato, per soli tre giorni, un film che documenta, illustra e focalizza il genio leonardesco nei campi della pittura, scultura, disegno, balistica, scienza, matematica, paesaggistica, geografia, medicina, astronomia, urbanistica, anatomia, ingegneria, aeronautica, fisica, con rimandi temporali che evidenziano come i suoi studi siano stati fondamentali e corretti, permettendo di utilizzarli e svilupparli grazie alle moderne tecnologie.

Leonardo, nacque a Vinci il 15 aprile 1452 da Caterina, di umili origini, che sposerà un altro uomo, e ser Piero, ricco notaio. Leonardo crebbe nella famiglia paterna molto numerosa, poiché il padre, sposato più volte, ebbe ben quattordici figli. Da fanciullo visse in campagna, ammirando la natura e conoscendo la cultura contadina. Inizia il lavoro del vasaio nella fornace del padre, quindi continuò con la ceramica.

Un aspetto che non viene alla luce nel film è l’amore per la musica: il grande genio sapeva cantare e suonava perfettamente la lira. Ma aveva un difetto che viene sottolineato dal Vasari: l’incostanza. Inoltre amava poco il greco e latino.

La sua storia di artista iniziò a Firenze a diciassette anni, grazie al padre che lo condusse da Andrea Verrocchio il quale, rimasto molto colpito dai disegni del ragazzo, lo mise a lavorare accanto al Botticelli e al Perugino. Il Maestro davanti alla realizzazione di un Angelo dipinto da Leonardo nell’opera il “Battesimo di Cristo”, secondo gli scritti del Vasari, entrò in crisi profonda. “mai più non volle toccar colori, sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse più di lui.”Leonardo viaggiò spesso e, dopo Firenze, si recherà a Milano, Mantova, Venezia, poi di nuovo a Firenze e a Milano, quindi a Roma ed infine in Francia, dove morirà ad Amboise il 2 maggio 1519. 

Le immagini 8K mostrano fedelmente lo studio di Leonardo basato sull’osservazione di eventi naturali, degli animali, del corpo umano e di tutto ciò che lo incuriosiva e lo spingeva ad approfondire. Da vero esperto di botanica, Leonardo riproduce fiori ed erbe di campo, svolge un accurato studio sugli animali e sui loro movimenti., dona alle figure dipinte “il moto e il fiato”.

La sua lucidità ed certa capacità di premonizione ne fecero un uomo quasi venuto da futuro. L’unico impedimento alla realizzazione dei suoi macchinari venne dalla mancanza di un’energia più potente.

I suoi codici, a lungo incomprensibili, appaiono oggi completamente tradotti anche grazie alle moderne tecnologie, segreti svelati che aprono un mondo di conoscenze per quell’epoca incredibilmente moderni.

Formatosi nella bottega del Verrocchio, eccelleva con la sua personale pittura. Il pensare e l’agire, tutto ciò che era per lui interessante veniva osservato, appuntato, disegnato, elaborato studiato ed infine realizzato. 

Alla corte di Ludovico il Moro a Milano realizzò gli studi per la basilica e portò avanti gli studi di balistica per la difesa delle mura sforzesche. Fu un perfetto ingegnere militare che creò nuove macchine da guerra: balestre giganti, un mitragliere, un carro armato, una bombarda, un ponte girevole, una barca a pale e la realizzazione di passaggi sotterranei. 

Le opere pittoriche relative alla Sala delle Asse, appaiono come un grande affresco dedicato alla natura, ed è proprio ad essa e agli esseri umani, che dedica molti dei suoi studi, fino a concepire una città ideale. Nel film intervengono studiosi ed esperti d’arte che si soffermano sulla produzione artistica di Leonardo da Vinci, analizzandola: La Vergine delle Rocce, nelle due versioni esistenti, l’Annunciazione, la Dama coll’Ermellino, la Belle Ferroniére, l’Uomo Vitruviano, il Cenacolo e il Cavallo monumentale, che fu distrutto nel 1499, e in seguito realizzato e posto a San Siro e la Gioconda.

La passione per il volo lo porta ad osservare e studiare il volo degli uccelli, le correnti ascensionali e il vento, così elabora la macchina volante e addirittura il paracadute e un veicolo somigliante alla bicicletta. Allo studio seguì l’azione, la concretezza delle sue realizzazioni. Molte delle sue invenzioni nel campo dell’aeronautica sono state realizzate basandosi su disegni di macchine volanti e di un elicottero, mentre in quello delle immersioni subacquee, arrivò a progettare un sottomarino e uno scafandro. 

Il genio di Leonardo non ebbe limiti e giunge ad osservare la volta celeste, la luna ed i suoi crateri. 

Concluse la sua vita in Francia, poiché nel 1517 accettò l’invito di Francesco I, che gli riservò incarichi molto prestigiosi tra cui progetti di castelli e palazzi e nuovi sistemi di bonifica, ed è proprio in quel periodo che Leonardo crea “La Gioconda”, che porterà sempre con sé in viaggio. Si narra che morì tra le braccia del re nel castello di Cloux.

Ricche le documentazioni presentate, ma non si evidenzia l’aspetto dell’uomo e il suo carattere. Doveva essere prestante, bello d’aspetto e non era affatto introverso, anzi, tutt’altro: lui era amabile e talentuoso. 

Viene definito anticonformista, vestiva in modo originale ed era molto bravo nell’uso delle armi, curioso, geniale e imprevedibile. Molte delle sue opere rimasero incompiute, non sempre fu puntuale nelle consegne ai committenti (“La Vergine delle Rocce, per esempio venne consegnata alla Confraternita dell’ Immacolata Concezione, ben sei anni dopo). 

Il Cenacolo merita sicuramente un maggiore approfondimento. Realizzata su una parete del refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, venne dipinta in tre anni e terminata nel 1495. Un capolavoro in cui ogni espressione degli apostoli indica l’amore, la paura, lo sdegno.

Non si fa alcun cenno dell’esoterismo, ma all’epoca alchimia e astrologia erano di grande importanza e in alcuni disegni di Leonardo si rilevano simboli astrologici. 

Il grande genio scriveva continuamente nella sua scrittura speculare, (era mancino e scriveva da destra a sinistra), inoltre era solito iniziare a scrivere i suoi taccuini dall’ultima pagina. Un tesoro prezioso racchiuso nei suoi scritti: il Codice Atlantico, Trivulziano sul volo degli uccelli, Manoscritti Forster I, II e III, il Codice Arundel 263, i Manoscritti anatomici, il Manoscritto I e II di Madrid, i Manoscritti A-M e il Codice Hammer. Una delle sue passioni erano i rebus.

In quanto allo studio dell’anatomia arrivò a sezionare ben trenta cadaveri e continuò nel suo studio con l’aiuto del medico anatomo-patologo Marcantonio della Torre, ma un suo assistente lo denunciò per negromanzia, accusa per cui venne giudicato innocente.

“E la fama del suo nome tanto si allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto più ne’ posteri dopo la sua morte” (Anonimo Gaddiano, XV secolo).


ATTENZIONE: l’uso delle immagini non comporta introiti ai nostri articoli, ma sono esclusivamente a scopo divulgativo. Quando possibile utilizziamo immagini cc, in caso contrario viene sempre riportata la fonte o il link di pertinenza. Qualora riteneste improprio l’uso segnalatelo alla nostra e-mail, contatti@dartema.com, e provvederemo alla loro immediata rimozione. 


SEGUICI SU FACEBOOK


COMUNICACI IL TUO EVENTO


Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Profilo-e-post.png

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *