La Conservazione delle opere grafiche: L’umidità


Accorgimenti per una corretta conservazione

Una volta venuti a conoscenza, nei precedenti appuntamenti, dei rischi presenti all’interno dei luoghi preposti alla conservazione delle opere, cerchiamo di individuare tutti quei fattori principali che ne minacciano la “salute”. È noto, infatti, che le opere su carta sono le più fragili e quelle che, più facilmente, possono subire danni e alterazioni. Polvere, inquinamento, umidità, luce, sbalzi termici, cornici, tutto può influire sulla loro conservazione. Il tempo agisce, anche, sulla struttura molecolare della carta e contribuisce al suo ingiallimento e invecchiamento; l’incuria umana accelera tale fenomeno e favorisce un precoce degrado.

L’umidità

In questo caso ci viene in aiuto quella che precedentemente abbiamo definito come “Carte del Rischio”, ovvero l’avvenuta presa di coscienza degli ambienti e delle pareti più umide della casa. Le pareti adiacenti ai servizi igienici, alle tubature da cucina, agli erogatori d’aria condizionata, a finestre o porte scarsamente sigillate e quant’altro possa comportare infiltrazioni d’acqua e relativa umidità, sono quelle che necessitano di maggiori attenzioni, soprattutto se dedite all’esposizione delle opere. La carta, come sappiamo, è particolarmente sensibile all’umidità relativa dell’ambiente, poiché, in origine, viene creata con alte percentuali di acqua.

Figura 1

“In ambienti con elevati valori d’umidità relativa (UR), l’acqua in eccesso, assorbita da un materiale altamente igroscopico come la carta, diventa un fattore aggravante nelle reazioni di ossidazione, e produce inoltre reazioni di idrolisi della cellulosa che vanno ad incidere ulteriormente sul suo degrado.

Un elevato tasso d’umidità relativa influisce in modo determinante anche sullo stato fisico dei materiali cartacei, le cui fibre possono subire un rigonfiamento e una deformazione. […] ciò fa diminuire la resistenza meccanica della carta e provoca la deformazione del foglio. Queste trasformazioni fisiche non sono reversibili.” (1)

Il tasso di umidità favorisce lo sviluppo di funghi e microrganismi che, se non vengono “trattati” in tempo, possono portare alla distruzione del supporto cartaceo. Determinate condizioni di umidità dell’aria comportano un assorbimento di acqua nelle fibre che compongono la carta e facilitano la formazione di fioriture o di attacchi batteriologici che, una volta iniziati, continuano a prescindere dall’umidità relativa dell’ambiente.

Qualora si riscontrassero macchie o muffe sulle proprie opere è opportuno isolarle immediatamente, in modo da evitare contagi ad altri fogli e contattare esperti del mestiere per salvaguardarle ed operare nel più breve tempo possibile. Si consiglia, pertanto, una analisi periodica dello stato di conservazione della propria collezione e, in particolare, delle opere più soggette a rischi. 

Figura 2

Una misura precauzionale utile può essere quella di utilizzare dei distanziatori che, per le pareti più umide, permettano una passaggio di aria tra il muro e la cornice. L’umidità comporta anche rigonfiamenti e successivi restringimenti della carta che, col tempo, rendono cresposa e ondeggiata la superficie. Qualora possibile, valutando attentamente il costo necessario all’operazione, si consiglia l’adozione di appositi strumenti elettronici per il controllo dell’umidità.

In questo caso sarebbe idoneo un impianto di climatizzazione in grado di mantenere stabile la temperatura e il tasso di umidità, in relazione alla tipologia di carta e all’ambiente. Infatti un tasso di umidità troppo alto comporta un assorbimento di acqua nei tessuti e un allungamento del foglio; al contrario un ambiente secco porta alla perdita di acqua e ad un corrispettivo restringimento. In ambito museale il tasso di umidità oscilla, solitamente, tra il 45% e il 50%, ma deve sempre esser fatta una valutazione caso per caso. 

Immagini

Figura 1: dettaglio dell’opera di Federica Galli, Il tiglio selvatico di Macugnana, 1996. Si tratta di un’incisione all’acquaforte su zinco che presenta segni di degrado dovuti all’umidità dell’ambiente. Nel dettaglio è possibile notare piccole fioriture e ondeggiamento del supporto cartaceo. 

Figura 2: Dettaglio di una incisione di Lorenzo Viani. Il supporto cartaceo si presenza degradato da macchie di foxing. È possibile ammirare gli esiti del restauro sul sito www.restaurocarta.it.

Fonti

(1) Cfr.: Daniela Pagano, Restauro e Conservazione delle opere su carta. Materiali e tecniche, Dottorato di Ricerca in Conservazione Integrata dei Beni Culturali ed Ambientali, 19° ciclio, Coordinatore Pref.ssa Giovanna Greco, Università degli Studi di Napoli Federico II, (s.d.), p. 19.

Lo scorso appuntamento:

La Conservazione delle opere grafiche: La temperatura


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