La Conservazione delle opere grafiche: La temperatura

Accorgimenti per una corretta conservazione

Una volta venuti a conoscenza, nei precedenti appuntamenti, dei rischi presenti all’interno dei luoghi preposti alla conservazione delle opere, cerchiamo di individuare tutti quei fattori principali che ne minacciano la “salute”. È noto, infatti, che le opere su carta sono le più fragili e quelle che, più facilmente, possono subire danni e alterazioni. Polvere, inquinamento, umidità, luce, sbalzi termici, cornici, tutto può influire sulla loro conservazione. Il tempo agisce, anche, sulla struttura molecolare della carta e contribuisce al suo ingiallimento e invecchiamento; l’incuria umana accelera tale fenomeno e favorisce un precoce degrado.

La temperatura

Altro aspetto da tenere in considerazione per una conservazione ottimale delle opere grafiche riguarda la temperatura dei luoghi. Variazioni climatiche particolarmente brusche incidono negativamente sullo stato dell’opera. La carta è particolarmente sensibile a tali variazioni e, a causa di un raffreddamento o riscaldamento improvviso dell’ambiente, tende a restringersi o dilatarsi, con le conseguenti fratture molecolari, tagli, bombature o perdite di colore. 

In ambito archivistico il controllo del microclima interno delle sale risulta essere una operazione fondamentale:

Un controllo completo del microclima deve quindi prevedere tutte le comparazioni tra clima esterno e clima interno, il monitoraggio dei valori ambientali costante nel tempo, la rilevazione dei valori termoigrometrici all’interno delle scaffalature e nondimeno la misurazione della percentuale di acqua presente nel materiale cartaceo.

In ambito domestico certi accorgimenti risulterebbero troppo onerosi, ma non per questo non si possono adottare misure utili a limitarne i danni. 

L’uso di illuminazione artificiale non adatta (luce calda), di un riscaldamento o raffreddamento repentino dell’ambiente, agiscono sulla composizione molecolare della materia comportando fenomeni di termo-ossidazione. 

La materia è in grado di affrontare più facilmente le variazioni climatiche annuali, solitamente graduali, rispetto ai repentini cambi di temperatura che spesso caratterizzano l’ambiente domestico e che minano la stabilità della carta acquisita nel tempo. 

Bisogna, dunque, evitare sbalzi climatici improvvisi, favorendo, invece, lo sviluppo di un microclima più o meno costante. Si consiglia, pertanto, di conservare le opere in ambienti della casa poco frequentati, così da limitare anche il numero di persone presenti in un medesimo ambiente (con il conseguente riscaldamento dello stesso); evitare infiltrazioni cospicue di aria esterna, luci ad elevata irradiazione termica, vicinanza a termosifoni, fonti di riscaldamento o raffreddamento dell’ambiente e di adottare, se possibile, tendaggi e vetri appositi, atti al mantenimento di una temperatura costante. 

Figura 1: dettaglio dell’opera di Federica Galli, Il tiglio selvatico di Macugnana, 1996. Si tratta di un’incisione all’acquaforte su zinco che presenta segni di degrado dovuti all’umidità dell’ambiente. Nel dettaglio è possibile notare piccole fioriture e ondeggiamento del supporto cartaceo. 

Lo scorso appuntamento:

La Conservazione delle opere grafiche: L’incorniciatura e il passe-partout


SEGUICI SU FACEBOOK


COMUNICACI IL TUO EVENTO


Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Profilo-e-post.png

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *