Identità delle Forme | Intervista a Barilaro e Bissoli

A cura di Maria Chiara Wang

A poche settimane dalla partenza per la sua residenza Iraniana, ho intervistato l’artista Giuseppe Salvatore Barilaro e Ivan Bissoli, autore del testo critico del progetto ‘Identità delle forme’.

Nei documenti in cui presentate il progetto di Teheran affermate di aver preso spunto da riflessioni fatte a partire dai testi dello scrittore tedesco Hoffman: riflessioni su che argomenti e in che termini? 

Ivan Bissoli/ Osservando le opere di Barilaro, si viene rapiti e letteralmente proiettati nella dimensione inconscia estremamente oscura, ma al contempo riflessiva e fortemente evocativa, tipica delle ambientazioni gotiche del romanziere tedesco. Hoffman ha avuto la capacità di far percepire al lettore gli stati d’animo dei personaggi narrati e di trasmetterne i drammi, le preoccupazioni, le ansie. Il protagonista diventa subordinato e dipendente dalle situazioni circostanti, direi addirittura disumanizzato rispetto a quello che vive, manipolato e relegato nel proprio oblio. Barilaro, come Hoffman, crea una tensione emotiva in grado di far interagire l’osservatore non solo a livello visivo, ma anche e soprattutto percettivo, con l’opera, di condurlo al suo interno alla ricerca di sensazioni smarrite e di stati d’animo interiori. 

Giuseppe, hai affermato che la conoscenza e la successiva collaborazione con la Sareban Gallery di Teheran sono nate su Instagram: in che modo pensi che i social e la rete possano aiutare la diffusione della conoscenza degli artisti e incrementarne il mercato? Qual è la tua esperienza a riguardo?

Giuseppe Barilaro/ Sicuramente i social network sono diventati di vitale importanza anche nel campo artistico. Consentono di raggiungere in modo più rapido un numero sempre maggiore di persone e quindi rivestono un ruolo significativo; tuttavia, una semplice sponsorizzazione su internet non può e non deve sostituire la qualità artistica e comunque il contatto diretto con la galleria e di conseguenza con le opere stesse. 

Identità delle forme è un progetto che vede la partecipazione di più attori, mi riferisco allo sponsor, ai patrocini e ai diversi contributi critici di galleresti, docenti universitari, figure istituzionali e critici d’arte: una vera e propria ‘macchina organizzativa’. Come siete riusciti a coordinare e a creare sinergia tra queste diverse componenti? 

Ivan Bissoli – Giuseppe Barilaro/ L’idea di questa collaborazione nasce dalla volontà di cambiare la prospettiva rispetto al canonico intendimento delle mostre personali. Abbiamo desiderato far incontrare la pittura con altre forme d’arte. Da qui l’idea di associarle da un lato un testo critico che parte da un punto di vista cinematografico e letterario e, dall’altro, contributi sia di pertinenza strettamente artistica, sia afferenti altri ambiti.

Ivan, puoi spiegare il senso del titolo ‘Identità delle forme’? Come nasce la scelta? A cosa fa riferimento? Cosa vuole significare?

Ivan Bissoli/ Il titolo nasce dall’incontro tra la pittura di Barilaro e la penna di Hoffman, entrambi in grado di ritrarre personaggi che assumono la forma identitaria dei diversi mondi da cui provengono.

Giuseppe, sempre nel testo di presentazione del progetto di Teheran, sostieni di essere ‘costante nella tua ricerca’: quali sono i capisaldi del tuo ‘fare artistico’? Cosa sei disposto e intenzionato o meno a contaminare del tuo stile, della tua tecnica e dei tuoi soggetti con le esperienze che farai in Iran?

Giuseppe Barilaro/ Il mio percorso compositivo è sempre alla costante ricerca dell’essenziale. In Iran cercherò stimoli culturali che incrementino il mio fare artistico, interagendo con una cultura molto diversa dalla nostra.

Grazie alla combustione e alla lacerazione della materia, i tuoi dipinti assumono un aspetto scultoreo che supera i confini della bidimensionalità. Qual è il tuo rapporto con la materia? Come la tratti? Che valore le attribuisci?

Giuseppe Barilaro/ È la materia stessa a ‘confessarsi’, mediante un’azione ambivalente di distruzione/costruzione indotta dal fenomeno della combustione. Combustione come allegoria del cambiamento: non si tratta, dunque, di un mero fenomeno di annullamento (distruzione) e rifondazione (creazione), quanto – piuttosto – di una circostanza che espone la castità della materia alla valutazione dei sensi. Non esiste distruzione, non esiste costruzione, esiste – bensì – un’evoluzione in cui la materia si accomoda svelando la propria autenticità. Il valore che le attribuisco, dunque, è sacrale, spirituale e intimo.

Forma, linea, drappeggio sono altri elementi ricorrenti nei tuoi lavori: come li utilizzi? 

Giuseppe Barilaro / Tratto la pittura con tecniche classiche. La linea è la mia carta d’identità e il drappeggio è semplicemente l’allusione alla pelle umana che restituisco a nuova forma.

Altri termini che spesso utilizzi nella descrizione dei tuoi lavori sono ‘pensiero’ e ‘idea’: quali sono e come ti guidano nella realizzazione delle tue opere?  

Giuseppe Barilaro / Il mio processo artistico parte dallo studio della letteratura e della filosofia per trovare idee e riflessioni da calare ed esprimere nella contemporaneità. L’immagine che realizzo non ha mai una forma certa, sta all’osservatore immedesimarsi nell’oggetto descritto e rifletterci i suoi traumi inconsci. Per dirla con Carl Jung: “per curare un malato bisogna ammalarsi dello stesso male”.

Ci puoi regalare qualche anticipazione sull’esposizione finale della residenza in Iran?

Ivan Bissoli – Giuseppe Barilaro / L’esposizione sarà costituita da un numero variabile tra 20 e 30 opere realizzate direttamente in loco.

Cogliamo l’occasione per ringraziare chi ha contribuito alla realizzazione di questo progetto. Fondazione Rocco Guglielmo (Catanzaro), MAON Museo  d’Arte dell’Ottocento e del Novecento (Cosenza), MABOS Museo d’Arte del Bosco della Sila (Sorbo San Basile), Galleria Lombardi di Lorenzo Lombardi (Roma), Galleria HQ – HeadQuarter di Mario Giusti (Milano), Galleria Art in Gallery (Milano). 

Contributi critici di: Ugo Nespolo (Artista), Prof. Massimo Fotino (Sociologo), Dott.ssa Rosetta Alberto (ex Direttore Museo MUSMI Catanzaro), Lorenzo Lombardi (Gallerista), Mario Giusti (Gallerista), Mario Verre (Critico d’Arte).

Un particolare ringraziamento va alla Sadel di Salvatore Baffa SpA (Cotronei), sempre sensibile a promuovere l’arte, che ha sposato con entusiasmo questo importante progetto artistico internazionale.


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