La Conservazione delle opere grafiche. La “Carta del Rischio” e la Prevenzione indoor.

Continuiamo con la nuova rubrica di DArteMA, dedicata esclusivamente all’arte grafica e alla conservazione delle opere. Otto appuntamenti che vi sveleranno, passo dopo passo, quali sono i maggiori rischi ai quali sono sottoposte le opere d’arte grafica e i più semplici ed efficaci metodi per prevenire ed evitare danni alle opere. Oggi vi parliamo de:

La “Carta del Rischio” e la Prevenzione indoor

Nell’ambito della Conservazione un testo fondamentale agli sviluppi del Restauro in Italia è “Problemi di Conservazione”(1), curato da Giovanni Urbani(2). Afferma Marco Ciatti: 

Questo volume rifletteva l’evoluzione teorica avvenuta all’interno dell’I.C.R. con la progressiva focalizzazione della centrale importanza di spostare l’attenzione dal momento del “restauro”, quale intervento diretto sui materiali dell’opera a seguito di una qualche forma di degrado, alla “conservazione” basata su di una esatta conoscenza dei meccanismi di funzionamento e del comportamento delle varie classi dei materiali (3). 

Grazie al rinnovato interesse per la “Conservazione Preventiva”, nel 1992 viene avviato il progetto “Carta del Rischio”, tuttora in corso (4), attraverso il quale si cerca di sviluppare un sistema attivo su tutto il territorio nazionale al fine di documentare preventivamente i rischi a cui sono sottoposti i Beni Culturali del nostro paese.

Figura 1

Nel nostro caso il progetto risulta particolarmente interessante al fine di poter realizzare una “Carta del Rischio” domestica, ovvero offre la possibilità di valutare preventivamente quegli agenti che, in casa, potrebbero minare la “salute” delle opere.

Si consiglia, dunque, di mappare, fisicamente o mentalmente, i luoghi preposti alla conservazione o all’esposizione delle opere in relazione alla struttura domestica, così da anticipare futuri danni.

Figura 2

Una stanza troppo luminosa potrebbe causare uno scolorimento delle opere, una parete con tubi passanti o particolarmente umida potrebbe generare la comparsa di muffe, una stanza con finestre rivolte verso una strada trafficata potrebbe influire sulla qualità dell’aria provocando ossidazioni:

Il principale problema delle carte moderne consiste nella degradazione ossidativa, talvolta accompagnata da degradazione acida. L’ossidazione provoca un netto imbrunimento e un indebolimento del supporto cartaceo (…) (5).

Anche gli accorgimenti più “banali”, in futuro, potrebbero salvare un’opera. La capacità di carico dei chiodi o tasselli utilizzati per l’esposizione, la presenza di opere a ridosso di porte o sportelli, coi quali si potrebbero urtare e danneggiare, la vicinanza di fuochi, stufe, termosifoni e fonti di calore che potrebbero alterarne la qualità. Avere un’idea, la più completa possibile, dei rischi domestici aiuta e facilita interventi preventivi utili alla conservazione.

Immagini:

Figura 1: L’opera, di proprietà della Pinacoteca Civica di Faenza, presenta evidenti lacerazioni e segni di degrado avanzato dovuti ad un cattivo stato di conservazione. L’intervento di restauro ha previsto spolveratura, lavaggio, eliminazione di eventuali supporti e collanti, deacidificazione, consolidamento, ritocchi. A restauro terminato si è provveduto a conservare l’opera in apposite carpette a ph neutro. L’immagine è stata ricavata dall’ibc (istituto per i beni artistici, culturali e naturali) della Regione Emilia-Romagna (bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it).

Figura 2: Dettaglio di acquaforte dell’autore cecoslovacco Jan Konupek. Sono visibili i segni di nastro adesivo causati da una scorretta incorniciatura. Il nastro adesivo, una volta rimosso, ha lasciato la superficie del foglio macchiata.

Bibliografia:

(1) Commissione per lo sviluppo tecnologico della conservazione dei beni culturali, Problemi di conservazione, a cura di Giovanni Urbani, Bologna, Compositori, [1973?].

(2) Giovanni Urbani (1925 – 1994). Allievo di Lionello Venturi, ha lavorato come funzionario dell’I.C.R. al fianco di Cesare Brandi, divenendone direttore dal 1973 al 1983. A lui si deve l’introduzione del concetto di Conservazione Programmata, in linea al Restauro Preventivo introdotto da Brandi nella “Teoria del Restauro”. Nel 1995 riceve la “Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte”.

(3) Cfr.: Marco Ciatti, Appunti per un manuale di storia e teoria del restauro. Dispense per gli studenti, con la collaborazione di Francesca Martusciello, Firenze, Edifir, 2009, pp. 352-353.

(4) Per approfondimenti sul tema si rimanda al sito internet di pertinenza: www.cartadelrischio.it.

(5) Cfr.: Marina Bicchieri e Maria Speranza Storace in: Dipartimento per la Ricerca, l’Innovazione e l’Organizzazione, Conservare, Restauro, Innovare, Roma, Edizioni MP Mirabilia, 2006, p.32.


SEGUICI SU FACEBOOK


COLLABORA CON NOI


Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Profilo-e-post.png

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *