Marina Abramović. The Cleaner | Le mie impressioni


Marina Abramović

The Cleaner

Palazzo Strozzi, 21 settembre 2018- 20 gennaio 2019

Di Jessica Forlai

È difficile scegliere da cosa iniziare per tentare di descrivere al meglio quello che non è una semplice mostra, bensì un vero e proprio evento. 

Palazzo Strozzi regala a Firenze e all’Italia quattro mesi di pura poesia, nella continuazione di un disegno specifico elaborato negli ultimi anni da Arturo Galansino e incentrato sulla valorizzazione di artisti contemporanei, in netto contrasto con lo spirito prettamente rinascimentale della città in cui sorge. 

Dopo Bill Viola e Ai Weiwei è il turno di Marina Abramović, 71 anni portati divinamente, attiva da oltre 50 anni sulla scena dell’arte internazionale. Non a caso si è spesso definita “la nonna della performance art”, lei che quel nuovo linguaggio lo ha creato e plasmato nella sua carriera con proposte e reazioni che riempiono tanto i cataloghi e i saggi, quanto la mente e il cuore di chi li ha visti dal vivo o immortalati in video e fotografie.

The cleaner è un percorso al tempo stesso semplice e complesso.  Il titolo fa riferimento al desiderio dell’artista di ripensare al passato e di riportare alla luce una serie di ricordi selezionati, come a conservare e a condividere ciò che nel tempo ha scoperto essere essenziale nella divulgazione del suo credo. 

Semplice è l’allestimento che occupa, esaltandoli, tutti gli spazi di Palazzo Strozzi, a partire dal cortile, dove è collocato il van Citroen del periodo nomade vissuto con Ulay tra il 1977 e il 1980.

Il percorso di visita continua poi in Strozzina con le opere giovanili, le serie dei Rythm e dei Freeing e le performances che l’hanno fatta conoscere sulla scena internazionale. Le scale che conducono al Piano Nobile segnano invece il primo spartiacque nel percorso dell’artista: Imponderabilia accoglie il pubblico nelle sale che celebrano il binomio Abramović-Ulay, focalizzando l’attenzione sulle modalità di relazione e comunicazione tra uomo e donna, partendo da una fisicità esplorata anche nella violenza fisica e verbale per arrivare all’esaltazione del silenzio e dell’assenza come mezzi di condivisione assoluta del proprio essere. 

La proiezione di The Lovers segna la seconda cesura nel percorso della mostra: lasciati alle spalle i 2500 km che avevano segnato la fine di un amore e di una sintonia artistica viscerale, Abramović si concentra sulla sua produzione autonoma, dapprima con un tributo fondamentale alla sua identità serba con la celebrazione del padre in The Hero e la condanna degli orrori della guerra nei Balcani in Balkan Baroque (Leone d’oro alla Biennale del 1997).  

In questi anni di ricerca e lavoro, dopo che in passato si era confrontata prima con l’autodefinizione di sé come artista indipendente e poi come parte di un duo con Ulay, Abramović canalizza l’energia ritrovata, nella ripresa del lavoro individuale, esclusivamente sul pubblico, protagonista attivo delle sue performance collettive, tra sperimentazione su minerali e cristalli con i Transitory Objects, elaborazione e messa in pratica del Metodo Abramović fino a The Artist is Present, evento che ha obbligato la mente e il cuore a rallentare, per ritrovarsi, interrogarsi e aprirsi nello sguardo silenzioso e statico tra due sconosciuti.

Se semplice e lineare è l’allestimento della mostra, incredibilmente complessa è la sua fruizione.  Prima di tutto perché Abramović è uno di quei rari casi di artisti che non senti distanti e lontani, è vera, diretta, spietata nel farsi specchio delle nostre paure e insicurezze. 

Concentra e assorbe su di sé tutte quelle dinamiche psicologiche con cui è difficile confrontarsi nella vita quotidiana, si fa strumento di confronto obbligato ed è un qualcosa di cui ti accorgi quando esci dalla mostra, quando rimani solo tu con tutto quello che ti ha scatenato. 

È una mostra che va vista tassativamente, perché è la prima retrospettiva in Italia su tutto il lavoro dell’artista, un’occasione più unica che rara di vedere dipanarsi in un solo luogo l’intricato percorso di vita e di arte che da sempre la caratterizza. Ma è anche un momento per cui bisogna essere assolutamente consapevoli e preparati. 

In una realtà che non trova e spesso nega il tempo per la riflessione personale, Palazzo Strozzi diventa uno spazio che congela le lancette dell’orologio, che spegne ogni supporto tecnologico che ci portiamo appresso come protesi, spingendo davvero il visitatore a rallentare frequenza cardiaca, passo e cervello. Le foto, i video, le performance riprodotte da giovani artisti che da Abramović hanno assimilato tutta la sensibilità e la delicatezza dei gesti; ogni singolo aspetto di ogni singola sala è pura poesia, tanto commovente nel suo essere così vera nella sua semplicità comunicativa, quanto crudele nel suo evidenziare ciò che non siamo più, ciò che abbiamo dimenticato e che dovremmo recuperare. 

The Cleaner è un’esperienza a tutto tondo, visiva, uditiva, tattile, psicologica. Il che è perfettamente coerente col concetto di Arte di Marina Abramović, che al risultato ha sempre anteposto l’importanza del processo. 

È una occasione per ritrovarsi con se stessi e riconnettersi con gli altri in modo vero e puro. A dimostrazione che l’Arte è capace di cose che non si possono spiegare, un terreno sempre fertile per non soccombere sotto le banalità e le superficialità della nostra routine quotidiana, un polmone di ossigeno che consente di ripartire e riscoprire il nostro potenziale. L’Arte vive ed è fedele compagna di viaggio. Grazie a Marina Abramović e a Palazzo Strozzi per avercelo ricordato.


ATTENZIONE: l’uso delle immagini non comporta introiti ai nostri articoli, ma sono esclusivamente a scopo divulgativo. Quando possibile utilizziamo immagini cc, in caso contrario viene sempre riportata la fonte o il link di pertinenza. Qualora riteneste improprio l’uso segnalatelo alla nostra e-mail, contatti@dartema.com, e provvederemo alla loro immediata rimozione.


DIVERTITI SU DARTEMA CON LE CURIOSITÀ, GLI ANEDDOTI, LE CITAZIONI, I QUIZ. LEGGI I NOSTRI ARTICOLI O COLLABORA CON NOI, ISCRIVENDOTI AL SITO E INVIANDOCI I TUOI ARTICOLI.


REGISTRATI E CREA LA TUA PAGINA PERSONALE CON FOTO, BIOGRAFIA E CONTATTI


ALLEGA I TUOI ARTICOLI E, SE CONSONI, LI PUBBLICHEREMO SUL SITO


Mettiti alla prova e gioca ai QUIZ di DArteMA.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Profilo-e-post.png
Scrivi una didascalia…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *