Passeggiando per Milano tra Sacro, Romanticismo e Contemporaneo: le otto mostre più importanti, curiose e particolari da mettere sotto l’albero.

Di Cristiana Zamboni 

Stranamente la città di Milano è avvolta da un clima mite, nonostante manchi poco più di un mese a Natale. Nel via vai frenetico dei suoi incroci, si profilano le prime lucine ad intermittenza che regalano alla città quella particolare combinazione di sacro, romanticismo e contemporaneo che stravolge il panorama e lo rende unico. La stessa combinazione che ritroviamo nelle otto mostre più interessanti, curiose e particolari in calendario fino ai primi mesi del nuovo anno.

Picasso

Palazzo Reale presenta, dal 18 ottobre 2018 al 17 Febbraio 2019, oltre duecento opere di Pablo Picasso indicative del suo intenso e complesso percorso artistico tra mito ed antichità. In un’unica esposizione le opere  sono affiancate, in sei sezioni specifiche, da vasi, ceramiche, statue e rilievi di produzione greco – romana.

L’arte greco- romana fu, per l’artista spagnolo, una preziosa fonte d’ispirazione necessaria all’attuazione del processo di recupero dall’antico per la rielaborazione del mito. Opere che ben spiegano e raccontano la nascita della Minotauromachia.

L’obiettivo della mostra è svelare al pubblico le affinità tra l’arte di Picasso e l’arte classica e la successiva metamorfosi che lo rese unico ed innovativo.

L’esposizione, studiata da una prospettiva completamente nuova,  enuncia il profondo legame dell’artista con la storia. Mettendo  in risalto , nei minimi dettagli, il profondo e tortuoso cammino che lo portò a rappresentare il Minotauro come emblema della sua vita e del suo periodo storico, in cui l’ambivalenza tra uomo e animale, giaceva simbioticamente insita nell’animo umano. 

Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione del segno e della forma. La mostra è parte integrante del progetto „Picasso – Méditerranée‘“, promosso dal Museo di Picasso di Parigi e le opere esposte provengono dalle più importanti collezioni pubbliche e private a livello mondiale.

Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro. 

P. Picasso 1935

Carrà

Unitamente alla mostra di Picasso, Palazzo Reale, presenta dal 04 Ottobre 2018 al 3 Febbraio 2019, un’antologia ricca e pragmatica delle opere più caratteristiche e rappresentative del percorso artistico di Carlo Carrà.

Attraverso centotrenta opere, vi è rappresentata la sua evoluzione creativa  e personale con un occhio attento alla sua proverbiale apertura verso lo studio di nuovi linguaggi e forme espressive.

Partendo da alcuni lavori iniziali, l’evento si snoda  dal periodo Divisionista, al Futurismo ed alla Metafisica. Senza tralasciare alcune sue opere denominate „valori plastici“, le nature morte ed i paesaggi.

Una mostra che, nonostante sia classica nella metrica espositiva, è capace di suscitare sensazioni che avvicinano il visitatore all’animo profondo dell‘artista. Malinconia e  solitudine si mescolano alla memoria trasportando lo spettatore verso mondi sospesi tra realtà ed emozione, senza tempo e senza spazio.

Una mostra antologica nel senso più concreto della parola. Un’esposizione che completa la figura di Carlo Carrà. Un uomo ed un artista che attraversò il Novecento modificandolo. Parte integrante del progetto „L’esplorazione del Novecento italiano, a cui, il Comune di Milano, ha dedicato l’esteso programma culturale del 2018. 

La pittura deve cogliere quel rapporto che comprende il bisogno di immedesimazione con le cose e il bisogno di astrazione.

Carlo Carrà

Banksy

Il Mudec di Milano, dal 21 Novembre 2018 al 14 Aprile 2019, presenta, nella sua caratteristica chiave di lettura universale, un artista discusso e alquanto ricercato dal mercato contemporaneo. Il writer enigmatico e geniale Bansky.

Ottanta lavori tra dipinti, stampe, sculture, oggetti, fotografie e video, provenienti solo da collezioni private,  raccontano il personaggio ed il suo pensiero attraverso la sua misteriosa carriera.

Indomito e fiero attivista silenzioso che urla, attraverso i suoi provocatori murales, contro la guerra, il consumismo, il potere ed il convenzionalismo. Una mostra che rivela, attraverso il frazionamento delle opere per temi e generi, l’intera evoluzione della vena creativa dei writers.

A partire dai primi pionieri del movimento Situazionista degli anni 50 – 60, passando per i giovani artisti dell’Atelier Populaire, fino ad arrivare al boom dei più rinomati graffisti e writers di New York degli anni 70- 80.  Con una particolare attenzione al Détournemen, il ripetersi delle immagini note alla collettività ma trasformate nel loro significato, fino a dislocarle completamente da esso. Tecnica  che definisce e caratterizza l’arte di Bansky. Una sezione speciale racconterà le allegorie metaforiche dipinte da Bansky in giro per i muri del mondo, del loro obiettivo comunicativo in correlazione al luogo in cui sono stati dipinti.

Un percorso espositivo semplice ed accessibile che accompagna il visitatore verso la scoperta di uno dei più importanti artisti contemporanei. Sfuggente e poco incline al mondo del mercato dell’arte, si lascia scoprire attraverso i suoi murales con un linguaggio multisfaccettato e facilmente comprensibile. 

I graffiti hanno la possibilità di significare qualcosa o di cambiare le cose più di ogni altra cosa che rimane, invece, al chiuso. Sono stati utilizzati per dare inizio alle rivoluzioni, fermare le guerre e, in generale, sono la voce delle persone che non sono ascoltate.

Banksy

Paul Klee

Unitamente a Banksy, il Mudec presenta dal 31 Ottobre 2018 al 03 marzo 2019, un’effusa raccolta di opere di Paul Klee provenienti dai musei e dalle collezioni private più importanti a livello internazionale. L’atteso ritorno in Italia di uno dei padri dell’arte moderna , analizzato, attraverso le sue opere, dal punto di vista etnografico.

L’interesse per Klee verso il primitivismo è da sempre insito nella sua ricerca artistica ma,  con il suo primo viaggio a Roma nel 1902  esplode quando osserva, per la prima volta, l’arte paleocristiana. Ne scaturisce un momento di grande cambiamento, sia dal punto di vista artistico che personale.

Un intenso cammino a ritroso verso la scoperta di simboli e linguaggi arcaici che lo rimettano in contatto con la natura e con il suo essere primordiale. Un necessario distaccarsi dal contemporaneo per sentirsi in sintonia con il mondo che lo circonda, diventato ormai troppo rumoroso ed enfatizzato dal gusto monumentale e retrò che la sua città, stava assecondando.  Un’analisi espositiva in cui è chiaro il suo voler recuperare un linguaggio primitivo  e trasformarlo in colore e forme moderne. 

Un’esposizione che riporta in auge uno dei più importanti artisti dell’arte moderna interessato al rinnovamento dell’arte classica come origine di una spiritualità necessaria e primogenia, insita nella natura dell’uomo e condivisa attraverso simboli e riti primitivi. 

L’arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

P.Klee

Magritte

Dal 9 Ottobre 2018 al 10 Febbraio 2019, la Fabbrica del Vapore presenta, in una nuova veste altamente tecnologica ed  immersiva, il mondo onirico di René Magritte. Una sensazionale experience che avvolgerà lo spettatore con le più importanti e note opere d’arte di uno dei più grandi  pittori del XX secolo.

Sarà possibile camminare al fianco dell’uomo con la bombetta, diventando parte integrante del surrealismo ed osservare, da molto vicino, la realtà  trasformata dal sogno. Una nuova realtà sviscerata da dogmi e ricca di nuovi  significati.

Un evento sensoriale supportato da suoni, immagini, suggestioni e richiami di un mondo parallelo in cui lo spazio ed il  tempo non esistono o sono ribaltati. Ideale per i bambini o chi vuole avvicinarsi all’arte provando un’esperienza più completa a livello percettivo. 

Un esperimento che toccherà le corde sensoriali dello spettatore e lo coinvolgerà nella sua globalità emotiva, trasportandolo sullo stesso piano onirico dei soggetti delle opere più importanti del surrealismo, diventando, a loro volta, protagonisti assoluti di un mondo irreale.

La mostra, promossa dal Comune di Milano ed ideata da  Succession Magritte di Bruxelles in collaborazione con Crossmedia Group, presenta un particolare ed altamente digitalizzato percorso espositivo di centosessanta immagini che narrano e spiegano l’intero cammino artistico di René Magritte. 

I sogni non vogliono farvi dormire ma, al contrario, svegliare.

Renè Magritte

Romanticismo. Volti, luoghi e storie dell’Italia moderna.

Le Gallerie d’Italia, in collaborazione col Museo Poldi Pezzoli, presenta, per la prima volta, un’esposizione di opere selezionate  sul movimento del Romanticismo.

Visitabile dal 26 Ottobre 2018 al 17 Marzo 2019. Un excursus, suddiviso in diciassette sezioni di cui dodici alle Gallerie d’Italia e cinque al Museo Poldi Pezzoli, raccontano il periodo che dal Congresso di Vienna portò  alle rivoluzioni del 1848. Un movimento nato verso la fine del Settecento che ha notevolmente trasformato , nel corso della prima metà dell’Ottocento, la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale.

Le opere di Corot, Friedrich, Mallor, Turner ed altri narrano l’acceso dibattito culturale  che attribuisce al paesaggio, alle scene di vita quotidiana e perfino al ritratto, la stessa importanza delle opere sacre. Modificando completamente la visione della realtà e riportando in auge una sensibilità ed una libertà artistica compressa e poco concessa fino ad allora.

Milano fu un centro nevralgico per la nascita del Romanticismo,  non solo per il teatro e la musica ma, anche, per l’arte. Artisti come Hayez, Massimo D’Azeglio, i Canella, Giacinto Gigante, Vincenzo Vela ed altri  raccontano, attraverso le loro opere,  un periodo storico importantissimo per il Bel paese che si conclude con l’Unità d’Italia. Il rifiuto dell’ideale illumista della ragione come spiegazione di ogni cosa, compreso l’irrazionale, genera un’attenzione nuova e particolare verso i sentimenti, i desideri ed i sogni.

La pittura torna ad essere espressione ed affermazione dell’individualità e della soggettività di ogni uomo come valore principale. Opere cariche di sentimento e spirito nazionalista che porterà all’unione il nostro paese. 

Nessuno mi ha mai insegnato: il mio istinto mi spinge ed io obbedisco 

J.B.C. Corot

L’adorazione dei Magi di Paolo Veronese

Il Museo Diocesano, in collaborazione con i Chiostri di Sant’Eustorgio, presentano dal 30 Ottobre 2018 al 20 Gennaio 2019, il capolavoro di pittura sacra più importante di Paolo Caliari detto il Veronese. Uno tra i più grandi protagonisti del Rinascimento veneziano. Eccezionalmente prestato, per la città di Milano in occasione del Santo Natale, dalla Chiesa di Santa Corona a Vicenza.

Un’occasione unica per rivivere la magia di un’epoca che ha reso grande l’Italia dal punto di vista artistico. L’opera, realizzata tra il 1573 ed il 1575 per la Cappella Sacra Spina dal Veronese, racconterà la magia del Natale attraverso la sua sacralità rappresentata dai colori accesi, dai sorprendenti effetti di luce e dall‘armonica teatralità tipici della pittura rinasimentale veneta.

Per l’occasione, sarà esposto al pubblico il reliquiario contenente le reliquie dei Re Magi donate dall’Imperatore di Costantinopoli ad Eustorgio quando fu Vescovo di Milano. Insieme al sarcofago che custodì le salme dei Magi durante il trasporto da Oriente a Milano.

Noi altri pittori ci prendiamo la licenza che si prendono i poeti e i matti.

Paolo Veronese

Senza titolo 2005

L’Università Statale di Milano, sita in Via Festa del Perdono, presenta la sua collezione d’arte contemporanea. Dal 20 Febbraio 2018,  arricchita di una nuova opera dell’artista Jannis Kounellis.

L’opera „Senza titolo 2005“ è un’istallazione alta più di cinque metri caratterista per la sua attinenza all’arte povera. 

Nell’arte e nell’amore non si può essere turisti. Santi, rivoluzionari, mai turisti.

J. Kounellis


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