#nohatefamily? | Street artist uniti contro l’odio. Intervista a cura di Maria Chiara Wang

Intervista di Maria Chiara Wang 

Incuriosita dalla forte presenza dell’# ‘nohatefamily’ sui social,  ho rivolto qualche domanda sul progetto a @sweetsnini – portavoce del collettivo per l’occasione – e ho chiesto ad alcuni street artist italiani che hanno aderito all’iniziativa un loro pensiero a riguardo. 

Come, da chi e con quali obiettivi è nato il progetto?

L’idea nasce da @planet_selfie, @greetaxonomy e @vctrplnt – tre street artist di base a Colonia  –  durante una passeggiata domenicale. Stanchi di limitarsi a parlare dell’odio, delle sue diverse espressioni (contro gli omosessuali, le donne, i senzatetto, i rifugiati o le minoranze religiose) e della sua diffusione a livello mondiale, hanno deciso di passare all’azione e di creare ‘rumore’ a modo loro.

Il passo successivo è stato la fondazione del collettivo di artisti e la progettazione del logo: il cerchio ‘Levve un Levve losse-Streetart jäje’. Inizialmente il progetto è stato proposto nel territorio di Colonia e dintorni e, pochi giorni dopo l’inizio, è stato creato il primo muro con 24 adesivi.

Successivamente è stato aperto un account Instagram che, in poche ore, ha raccolto più di 100 adesioni con relativi stickers.

In che modo la Street Art può aiutare a diffondere l’amore e a combattere l’odio?

Pensiamo che sia giusto che le persone che sono a favore della ‘diversità’ ne parlino e si uniscano nella lotta all’odio per fare sentire la forza della propria voce. La fobia è il risultato della paura, pertanto bisogna indagarne le ragioni.

Tutti possono scegliere in che modo aderire a queste battaglie: si possono aiutare i rifugiati, partecipare  alle manifestazioni contro il razzismo o ai gay pride. C’è bisogno di consapevolezza e di coraggio morale.

Noi abbiamo deciso di essere attivi contro l’odio esprimendo graficamente i nostri pensieri a riguardo. Siamo convinti che nei passanti che osservano i nostri muri nascerà una riflessione. Cerchiamo, quindi, di creare una presa di coscienza su questi temi, una piccola goccia che assieme ad altre piccole gocce forerà la pietra.

Quante adesioni avete contato finora? Quante le nazionalità coinvolte?

Ad oggi abbiamo ricevuto più di 500 opere da tutto il mondo. Dall’Argentina passando per gli Stati Uniti, dall’Europa alla Russia e all’Indonesia.

Avete in programma di ampliare e sviluppare il progetto? Penso a festival o a ‘live painting’ o altro ancora.

Ogni artista che desidera realizzare un ‘muro d’amore’ nella propria città o all’interno di un festival ottiene il link a tutti i lavori che abbiamo raccolto sinora.

È importante, per noi, che nessuno utilizzi le opere per fini commerciali. Per ora, abbiamo ricevuto richieste da diversi paesi tra cui Francia, Italia, Paesi Bassi e Porto Rico, oltre che a offerte di partecipazione ad alcuni Paste Up Festival.

Inoltre, stiamo stabilendo contatti con le scuole per creare opere d’arte con gli studenti e costruire ‘walls of love’ anche in quei contesti. Questo progetto è diventato così famoso in poche settimane, che siamo certi che avrà futuro. Tante persone vogliono prenderne parte, creare pareti e diffonderne il massaggio su Instagram.

La #nohatefamily si sta ampliando di giorno in giorno, ed è così bello vederla crescere e diffondersi  grazie all’ampia partecipazione!

BB.QU.EE.N

www.instagram.com/bb.qu.ee.n/

Ho aderito con grande entusiasmo alla #nohatefamily perché, in questo particolare momento storico, sento molto vivo il sentimento dell’odio verso i cosiddetti “diversi” (per il colore della pelle, per l’orientamento sessuale, la religione…) Tutto sembra diventare un buon pretesto per dividere le persone.

La street art, e in particolare la poster art, è uno strumento leggero, ma allo stesso tempo molto potente, che unisce la gente. Per questo motivo quando mi hanno proposto di prendere parte a questo progetto, ho sentito che sarebbe stato fantastico, che l’ amore sarebbe esploso e si sarebbe diffuso oltre ogni confine. E  così è stato, perché – come me – hanno aderito centinaia di artisti da tutto il mondo, tutti con l’unico scopo di far sapere che l’odio non ci appartiene e noi non apparteniamo all’odio. 

I miei gatti sono confusi, non sanno chi sono e da dove vengono, ma di una cosa sono sicuri : amano!! Amano le persone, i sorrisi della gente, la vita.

L’amore va incoraggiato, per questo ho scelto di essere un membro della NO HATE FAMILY!

KAPPA2EMME

www.instagram.com/kappa2emme/

Ho deciso di prendere parte a questo progetto perché ne condivido i principi e credo che sia estremamente attuale e contemporaneo per il messaggio che propone.
L’arte abbatte i muri, ha la grande capacità di aggregare persone che non si conoscono, anche se appartenenti a religioni, razze e etnie diverse.

_2UK4_

www.instagram.com/_2uk4_/

Ho aderito perché ‘vivi e lascia vivere’ era il motto dei miei genitori, ci sono cresciuto, è alla base della mia educazione ed è quello che ogni giorno insegno anche a mio figlio.

Penso che ogni tentativo di osteggiare l’odio vada appoggiato, e non per un eccesso di buonismo, ma perché l’odio genera solo odio e ritengo che questi ragazzi stiano sfruttando bene e in modo positivo le potenzialità e l’immediatezza dei social…Tutto qui…

Mr MINIMAL

www.instagram.com/mr.minimal.official/

Ho deciso di prendere parte alla #nohatefamily perché ritengo che veicoli un messaggio molto importante: dichiararsi contrari all’odio è fondamentale, specialmente in questo periodo storico in cui si cede con fin troppa facilità a questo atteggiamento.

Personalmente mi ha confortato vedere una partecipazione così viva e numerosa da parte di artisti provenienti da tutte le parti del mondo, questo è un segno chiaro ed inequivocabile che c’è ancora tanta gente che si impegna ogni giorno a lottare contro la disumanità!

Credo fermamente che attraverso l’arte e la libera espressione individuale, ognuno possa dare un contributo valido alla collettività, convincendoci finalmente che possiamo cambiare il corso delle cose.

STELLECONFUSE

www.instagram.com/stelleconfuse/

A prescindere dall’importanza del progetto “NoHate”, voglio sottolineare come la cultura della sticker art (da cui nasce questa idea) sia uno dei pochi movimenti dell’arte urbana in cui si creano collaborazioni e si diffondono idee a livello internazionale.

Se con la mail art si scambiavano idee tra gli artisti, la sticker/poster art permette, sempre attraverso il mezzo postale, di lasciare nel tessuto urbano un segno rivolto alle masse.

ZETA

www.instagram.com/zeta.istheletter/

Ho subito aderito al #nohatefamily per il messaggio di rifiuto all’odio, che è sempre giusto ribadire, e perché è riuscito a riunire tantissimi artisti creando davvero una “famiglia” che vuole esprimere solo amore e unità, concetti che la società moderna ha sempre più difficoltà a comprendere.


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