Vik Muniz: quando i rifiuti prendono forma!

Di Marta Previti

L’artista brasiliano Vik Muniz, nato a São Paulo nel 1961 e cresciuto durante gli anni Settanta in Brasile, è uno dei più grandi promotori del riutilizzo di rifiuti nell’arte contemporanea.

La sua notorietà si è sviluppata dopo il suo trasferimento a New York, dove l’artista ha intrapreso lo studio della fotografia, che ha poi intrecciato al disegno ed alla pittura. Dal 1987 l’artista brasiliano ha creato serie fotografiche che ritraggono immagini in cui erano stati utilizzati materiali di uso comune o prodotti alimentari secondo un procedimento costituito da due momenti: quello della creazione delle figure tramite oggetti vari e quello in cui l’assemblaggio viene fotografato dall’artista per essere destinato alle sale espositive dei musei.

Lavorare con le scorie della società urbana è una scelta efficace per trasmettere un segnale di  protesta nei confronti della realtà attuale, sovrastata da prodotti industriali e disinteressata alle minoranze.

Immagine da: http://streamingmuseum.org/vik-muniz/

Gli artisti del XXI secolo sono indotti a confrontarsi con questa verità e ad assumersi delle responsabilità maggiori rispetto alla collettività; infatti utilizzare un qualsiasi oggetto di uso comune implica il rapportarsi con il mercato e le nuove tendenze di consumo, ma anche con coloro che fanno parte della “catena di montaggio” di questi oggetti, tramite la scelta e la separazione di quelli idonei al riciclaggio.

Vik Muniz ha alimentato significativamente il mondo della trash art soprattutto a partire dal 2010, quando si è cimentato nella realizzazione di un cortometraggio intitolato “Waste Land” diretto dalla regista Lucy Walker, prodotto da Almega Projects e O2 Filmes e  proiettato per la prima volta in Italia il 23 novembre 2010 a Firenze, durante “Schermo dell’arte”, rassegna di film dedicati alle arti contemporanee.

Il documentario è stato girato in circa tre anni all’interno di Jardim Gramacho, la più grande discarica a cielo aperto del Sud America, nella periferia di Rio de Janeiro. Qui Muniz conosce un gruppo di catadores, i raccoglitori di rifiuti riciclabili, con i quali condivide storie ed esperienze che racconta nel suo cortometraggio.

What I want to be able to do is to change the lives of people with the same materials they dealwith every day”

afferma l’artista riferendosi ai catadores, protagonisti del film. 

Ognuno di loro racconta la propria storia, ad iniziare da Tião Santos, presidente dell’ Associação dos Catadores do Aterro Metropolitano de Jardim Gramacho (ACAMJG), o Zumbi, che da quando aveva nove anni lavora nella discarica raccogliendo i libri trovati tra i rifiuti per costruire una biblioteca tra le baracche della sua comunità; la storia di Magna presso Jardim Gramacho inizia dopo che suo marito è caduto in disgrazia, mentre Suellem lavora tra i rifiuti dall’età di sette anni.

Loro si ritengono scarti della società e pertanto idonei a vivere in quell’ambiente sporco e degradato; queste vite distrutte dalla povertà, reduci da storie disperate, diventano tuttavia nelle opere di Muniz capolavori artistici, come Tião che siede in una vasca da bagno nelle vesti di Marat del dipinto di Jacques-Louis David, o come Zumbi che diventa il Seminatore di Jean-François Millet o Suellem che assume l’aspetto di una Madonna rinascimentale.

Immagine da: http://streamingmuseum.org/vik-muniz/

Vik Muniz nella gestazione delle sue opere procede ugualmente con tutti i suoi “modelli”: chiede loro di assumere determinate pose, i soggetti vengono fotografati fino al raggiungimento della migliore resa compositiva ed a seguire si scelgono i detriti più adatti per la creazione delle immagini.

Dopo aver proiettato dall’alto la fotografia ingrandita sul pavimento per ottenere una linea guida  per i contorni delle forme, si procede con l’assemblaggio degli oggetti, disposti in modo da definire la raffigurazione. Nel 2009 le opere realizzate sono state esposte al Museu de ArteModerna do Rio de Janeiro; il ritratto di Tião è stato venduto all’asta ed il ricavato di $ 50.000 è stato devoluto all’associazione dei lavoratori di Jardim Gramacho.

Vik Muniz idea un progetto che nasce dalla riflessione secondo la quale la responsabilità dell’artista debba incidere sulle esistenze degli uomini e, trascurando l’eventuale profitto economico, attua un piano di rivalutazione non solo dei materiali di rifiuto, ma anche di quella parte della società identificata come “scarti umani”.

Immagine da: http://streamingmuseum.org/vik-muniz/

L’opera del brasiliano oltre ad essere un lavoro artistico a sostegno di una causa sociale, è anche uno strumento di conoscenza di realtà differenti e di arricchimento culturale che investe sia il  pubblico che gli stessi protagonisti del documentario.

Il paradosso dell’intuizione di Muniz sta nell’aver spinto i ceti più agiati della società, che solitamente hanno un atteggiamento sprezzante riguardo ai rifiuti, ad acquistare fotografie di rifiuti, contribuendo indirettamente ad aiutare economicamente l’associazione dei catadores.

La capacità dell’artista è stata quella di utilizzare gli scarti della discarica per creare riproduzioni famose accessibili all’osservatore che, inevitabilmente, si interessa all’opera, interagisce con essa e la riconosce.

La figura di Muniz è esemplare per dimostrare che l’artista può quindi influire notevolmente sulla società. Il passaggio dalla discarica al museo d’arte riformula i canoni artistici tradizionali perché converte i rifiuti in un fatto estetico. Muniz continua quel percorso avviato dalle avanguardie artistiche nei primi anni del Novecento  basato sullo studio della materialità nelle opere d’arte e, raccogliendo l’eredità dei grandi maestri del XX secolo, sviluppa un proprio linguaggio aggiornato sulle potenzialità e sul valore espressivo degli oggetti.


ATTENZIONE: l’uso delle immagini non comporta introiti ai nostri articoli, ma sono esclusivamente a scopo divulgativo. Quando possibile utilizziamo immagini cc, in caso contrario viene sempre riportata la fonte o il link di pertinenza. Qualora riteneste improprio l’uso segnalatelo alla nostra e-mail, contatti@dartema.com, e provvederemo alla loro immediata rimozione.


DIVERTITI SU DARTEMA CON LE CURIOSITÀ, GLI ANEDDOTI, LE CITAZIONI, I QUIZ. LEGGI I NOSTRI ARTICOLI O COLLABORA CON NOI, ISCRIVENDOTI AL SITO E INVIANDOCI I TUOI ARTICOLI.


REGISTRATI E CREA LA TUA PAGINA PERSONALE CON FOTO, BIOGRAFIA E CONTATTI


ALLEGA I TUOI ARTICOLI E, SE CONSONI, LI PUBBLICHEREMO SUL SITO


Mettiti alla prova e gioca ai QUIZ di DArteMA.

Scrivi una didascalia…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *