Roma film festival 2018? Un riassunto dell’edizione appena conclusa.

Testo di Jacopo Zonca 

La tredicesima edizione della Festival del Cinema di Roma si è appena conclusa.

Quest’anno, la varietà dei generi e dei titoli in concorso è stata molto ampia e il criterio di scelta da parte degli organizzatori è stato molto intelligente e attento. 

Ma procediamo con ordine: il titolo di apertura della Festa è stato “sette sconosciuti a El Royale” di Drew Goddard, Thriller ambientato negli anni ’60, con star d’eccellenza tra cui Jeff Bridges, Chris Hemsworth e Dakota Johnson, riscuotendo un discreto successo di pubblico e critica. Un ottimo antipasto per la giornata successiva, dove al mattino è stato proiettato il nuovo Halloween (evitabilissimo) e l’ultimo  film di Eli Roth, con protagonisti Cate Blanchett e Jack Black che ha divertito e deliziato i più nostalgici amanti del genere fantastico. Nel pomeriggio la bellissima Cate si è concessa ad una  intervista e ad un incontro in cui ha parlato ovviamente dei suoi personaggi, della sua carriera e anche del ruolo della donna nel mondo dello spettacolo post movimento “Mee Too”, tematica importante discussa anche da Isebelle Hupert durante la sua e commovente cerimonia per il premio alla carriera, durante il primo weekend, la zona calda del festival, in cui gli incontri sono stati inframmezzati da proiezioni di film importanti, su tutti Fahrenheit 11/9 di Michael Moore, nel quale l’autore, con lo sguardo lucido, ironico e spietato che lo contraddistingue ci mostra un’America in piena era Trump completamente allo sbando, oppure “ The old Man & the Gun”, ultimo film con protagonista Robert Redford, che pare dica addio alla recitazione, e a seguire il deludente Beautiful Boy, pellicola che tratta il delicato tema della tossicodipendenza, con protagonisti Steve Carrel e il giovanissimo sex symbol di tutto il genere femminile che non fa differenza di età o religione: Timothèe Chalamet.

Nella giornata successiva, la presenza di Martin Scorsese ha a dir poco polverizzato ogni programma giornaliero di tutti i partecipanti al festival, i quali già dalle prime ore di apertura dei cancelli dell’Auditorium si sono messi in fila e stoicamente hanno aspettato le ore diciannove che sembrava non arrivassero mai.  Un’attesa che è stata ampiamente ripagata da uno Scorsese in forma smagliante che oltre a ricevere il premio alla sua carriera da peso massimo ha tenuto una bellissima ed emozionante lezione di cinema, mostrando alcune sequenze dei film italiani da lui più amati. Una serata meravigliosa, in cui la presenza di una leggenda come Martin Scorsese ha dato prova della qualità di questa edizione. 

Le giornate post Scorsese, per così dire, sono state piuttosto tranquille, altri titoli molti interessanti come “Stan & Ollie”, la commedia nera “Dead in a week” e “Green Book” hanno stregato la maggior parte del pubblico presente in sala. 

Mario Sesti, importante critico e organizzatore del Festival, ha dichiarato che la scelta dei titoli è stata fatta seguendo  le sensazioni più forti che ogni film suscitava nel comitato di selezione, pellicole come “The Hate you  Give” ed “Hermanos” ne sono la prova lampante, in entrambi si viene travolti da una miriade di emozioni e si esce dalla sala scossi, ma con una consapevolezza diversa,quella stessa consapevolezza che ha orientato questo festival verso una direzione che predilige il sociale. 

Fatte alcune accezioni di genere infatti, la maggior parte dei titoli in concorso narrano di intolleranza, di minoranze e di guerre, come nel caso di “Private War”, in cui si discute l’importantissima questione Siriana. 

Una scelta intelligente e importante, perché se il cinema, oltre ad intrattenere  ed emozionare, ha una funzionalità, è appunto quella di far riflettere sull’andamento della società. 

Tenendo il passo con la contemporaneità, ovvero un mondo in cui la politica di Donald Trump sta facendo a pezzi i valori di integrazione che hanno fatto grandi gli USA e che di conseguenza si riflette sull’Europa e anche, in particolar modo, sul nostro paese, i film presentati in concorso ci possono aiutare a mantenere quella lucidità necessaria per mantenere viva la coscienza e a non farci travolgere dalla drammaticità degli eventi.

Grazie al Festival di Roma e Viva il cinema.


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