Han van Meegeren | Il falsario di Vermeer

Di Giovanni Avolio

La storia dei falsari di opere d’arte è antica, probabilmente, come l’arte stessa. Ogni epoca ha avuto un suo grande falsario, spesso dotato di notevole abilità tecnica, poco considerato dalla critica, e il XX secolo ha avuto uno dei più abili e noti falsari della storia, Han van Meegeren. La storia di questo affascinante truffatore è appassionante quanto, per certi aspetti, rocambolesca. 

Nato a Deventer, in Olanda, nel 1889, si appassiona all’arte sin da giovanissimo. Nonostante la sua passione e le sue capacità tecniche veniva spesso criticato e considerato come un artista fallito, al punto da essere giudicato dai suoi maestri come artista non particolarmente dotato. 

Questi giudizi spinsero Han a studiare sempre più approfonditamente e ad appassionarsi alla pittura olandese del Seicento, in particolare a quella del più grande maestro dell’epoca, ovvero Vermeer. Si esercitò tal punto tale da riuscire ad impadronirsi non solo della tecnica del grande maestro olandese, ma addirittura dello spirito che caratterizzava le sue nature morte o le sue vedute d’interni.

Photo cropped from GaHetNa (Nationaal Archief NL), from wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Jesus_unter_den_Schriftgelehrten_von_Han_van_Meegeren.jpg

Forse per rivalsa Meegeren decise, a quel punto, di dedicarsi alla falsificazione. La sua abilità nell’imitazione dello stile dell’epoca era accompagnata da una grande conoscenza chimica in grado di dotare le opere di tutti i difetti causati dal passaggio del tempo, in modo da ingannare anche i maggiori esperti dell’epoca. 

Tutti i materiali utilizzati dall’artista, dai pennelli sino ai colori, riproducevano esattamente quelli adoperati trecento anni prima. Meegeren era solito procurarsi vecchie tele Seicentesche di scarso valore sia economico che artistico, dalle quali raschiava accuratamente il colore esistente. Successivamente, una volta terminato il nuovo dipinto, riusciva a ricreare abilmente ogni singolo dettaglio del trascorrere del tempo, spesso inserendo della polvere per riprodurre le craquelure, tipiche e microscopiche fratture spontanee che si creano dall’invecchiamento del colore ad olio.

Photo by Koos Raucamp (ANEFO), cc, from wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/File:VanMeegeren1945.jpg

La sua furbizia più grande fu quella di non copiare opere di Vermeer già esistenti. L’artista, infatti, creò dipinti totalmente nuovi, con assoluta coerenza sia stilistica che tematica. Conosceva inoltre perfettamente il trattato di De Vild su Vermeer, che ne analizzava tecniche e materiali. Questo gli permise di utilizzare esattamente gli stessi colori usati dal maestro olandese, incluso il rarissimo blu oltremare composto da olio di lillà e preziosi lapislazzuli.

Vermeer fino a metà Ottocento era un artista poco conosciuto, anche a causa della mancanza di fonti documentarie. Sino ad allora dell’artista erano noti solo dipinti a carattere profano ed un solo dipinto di tipo religioso. Meegeren ebbe l’intuizione di crearne di nuovi a soggetto religioso e di immetterli nel mercato. Questo espediente sfruttò l’ansia di successo dei critici e degli studiosi, sempre in cerca di nuovi capolavori del maestro olandese. Meegeren creò in totale sei falsi dipinti, o almeno sei sono quelli a noi noti, e riuscì ad ingannare critici ed esperti, incluso lo stesso De Vild. 

Con i suoi falsi si arricchì enormemente e l’avrebbe fatta franca se, nel 1947, non fosse stato accusato di aver collaborato con i nazisti. Meegeren, infatti, vendette due dipinti a due capi nazisti e, alla fine della guerra, ovvero nel 1945, venne arrestato, per essere processato in Olanda nel 1947. Riuscì ad evitare l’ergastolo solo rivelando di essere un falsario e di aver venduto ai nazisti due falsi. Per dimostrarlo dovette dipingere direttamente in aula di tribunale un falso. Dipinse un Gesù nel tempio alla maniera di Vermeer, lasciando a bocca aperta sia i giudici che gli esperti giunti per l’occasione. Venne condannato, infine, ad un solo anno di reclusione.

Photo by Koos Raucamp (ANEFO), from wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/File:HanVanMeegerenOct1945.jpg

Meegeren riuscì ad ingannare l’intero mondo dell’arte con le sue opere. Un suo famoso falso, la “Cena in Emmaus”, ispirato ad un dipinto di Caravaggio, venne venduto per una cifra astronomica addirittura ad un museo, ovvero il Boymans di Rotterdam.

L’intera vicenda fece dell’artista l’uomo più famoso d’Olanda. L’abuso di alcool e droghe avevano purtroppo compromesso la sua salute e morì poco dopo in carcere, all’età di 58 anni, nonostante stesse per essere graziato dalla regina stessa. Alla sua morte rimane ancora il dubbio che alcuni dei dipinti attribuiti a Vermeer siano in realtà dei suoi perfetti falsi.


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