Le alchemiche figure di Andrea Casciu | Intervista all’artista

A poche ore dall’inizio del live painting per Pennelli Ribelli, incontriamo Andrea Casciu al pub LOrtica (BO). Seduti sotto al portico, birra e registratore alla mano, iniziamo la nostra chiacchierata.

Maria Chiara Wang – Robby Rent/ Siamo curiosi di sapere qualcosa di più riguardo questo nuovo progetto ‘Pennelli Ribelli’: cosa ci puoi raccontare?

Andrea Casciu/ Pennelli Ribelli è un festival di street-art che avrà luogo a Marzabotto (BO) la prima settimana di ottobre. L’idea è nata da un mio amico originario del posto che mi ha chiesto di organizzare una jam.  Si tratta di un percorso di rigenerazione urbana che si terrà durante la commemorazione dell’eccidio nazista. Nel mentre, abbiamo in programma un po’ di eventi nei locali per raccogliere fondi. Oggi siamo qua a LOrtica e, con Kikiskipi, faccio live painting. Abbiamo scelto questo pub perché siamo molto amici dei proprietari; a loro è piaciuto il progetto e abbiamo deciso di realizzare qualcosa anche qui.

MCW – RR/ Tra giugno e luglio si è tenuta la tua personale ‘Grottesche Creature Demoniache’ alla Galleria d’Arte Portanova12 (BO). In mostra figure apotropaiche tra volti barbuti che emergono dal nero dell’inchiostro graffiato col pennino e creature cornute scolpite nel legno.  Qual è il primo bilancio a pochi giorni dal finissage?

AC/ Penso sia andata bene. Ho sentito ieri Antonio Storelli e Massimo Cattafi (i Responsabili della Galleria) e mi hanno detto che si ritengono soddisfatti.

MCW – RR/ Le sculture di questa mostra sono le prime che hai realizzato?

AC/ Diciamo che rappresentano in parte un ritorno alle origini, perché usavo questo materiale quando frequentavo l’istituto d’arte del legno. Poi, durante il periodo dell’Accademia, ho abbandonato la scultura a favore della pittura. Quindi, sì, sono le prime dopo tantissimo tempo, o per lo meno le prime di questo genere.

MCW – RR/ Come mezzi espressivi tra carta, muro e scultura con quali ti senti più a tuo agio? Che differenze trovi?

AC/ In realtà, mi sento a mio agio con tutti; riesco a trovare un bell’approccio con ognuno di questi anche se sono diversi. La scultura, in particolare, è una ricerca abbastanza nuova, grazie alla quale sto scoprendo molte cose. Mi incuriosisce e mi piace molto. Per i muri, che dire?!? È un po’ la lente di ingrandimento di quello che faccio sul foglio. Cambia il supporto e, rispetto alla carta, sono soddisfazioni differenti. Lavorare su parete è più complicato per via delle proporzioni.

MCW – RR/ Quanto c’è di te nei tuoi lavori?

AC/ C’è tanto di me! Il personaggio che ritraggo è diventato un’icona; nasce da un autoritratto che oramai ha acquisito una sua vita e che cerco di trasformare e modificare a seconda del progetto e del posto in cui si lavora. Tento di trasmettere serenità, nonostante il suo volto sia serioso. Ognuno è libero di dargli la propria interpretazione, che è l’aspetto che mi piace di più.

MCW – RR/ Hai un muro che preferisci tra tutti quelli che hai realizzato finora o a cui sei legato particolarmente?

AC/ Non ho un muro preferito, però ci sono lavori che sono venuti meglio di altri. Quello all’interno di Làbas, ad esempio, mi piace molto.

MCW – RR/ Qual è il tuo primo murale?

AC/ I primi muri un po’ più seri sono quelli realizzati a Sassari ai tempi dell’Università con un amico che abita lì. Abbiamo iniziato guardando Blu e Ericailcane venuti in Sardegna per realizzare alcuni lavori.

MCW – RR/ La tua parete più grande?

AC/ Quella di 4 piani raffigurante un gallo enorme che ho dipinto in Sardegna in un paese vicino al mio. 

MCW – RR/ Com’è nata la collaborazione con Ericailcane per il manifesto di ‘Eat the Rich’?

AC/ Io abitavo a casa sua, nel suo studio, e un’amica ha chiesto se potevamo realizzare la locandina; così è nato il lavoro a quattro mani.

MCW – RR/ Da dove deriva la fascinazione per i temi cinquecenteschi, l’alchimia e Pinocchio?

AC/ Pinocchio è molto alchemico. Della sua storia mi affascina l’aspetto della trasformazione. 

Inoltre, la passione per questi temi nasce dagli studi dell’arte illustrativa di quel periodo, delle litografie, delle incisioni e mi sono interessato anche alla parte esoterica.

MCW – RR/ C’è un testo o un autore che ti ha ispirato di più?

AC/ Il libro di Aldrovandi l’ho letto, rivisto e sfogliato miliardi di volte. Poi su internet trovo molte idee interessanti per il mio lavoro, scopro parecchi testi…. Ore e ore passate al pc……

MCW – RR/ Concludiamo tornando a parlare di tecniche: quali usi per le tue stampe?

AC/ Di solito utilizzo la linoleografia. Per Portanova 12, però, ho impiegato la tecnica dello scratch board che è un po’ come fare un’incisione dal momento che si graffia il foglio di carta.

MCW – RR/ E la xilografia? Sarebbe una tecnica che si potrebbe conciliare con i tuoi lavori? 

AC/ Sì, ma non ho il torchio, quindi devo andare a stampare i miei lavori in Bolognina dai ragazzi di Checkpoint Charlie che ne hanno uno fatto a mano.

MCW – RR/Grazie Andrea, è stato un piacere, arrivederci a Marzabotto!


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