Intervista a Martina Fermani | Coordinatrice dell’Ecomuseo di Villa Ficana

Martina Fermani
Coordinatrice Ecomuseo Villa Ficana

Ecomuseo delle Case di Terra, Villa Ficana, Macerata

Borgo Santa Croce, 87

www.ecomuseoficana.it

a cura di Maristella Angeli

Maristella Angeli: Villa Ficana e la sua storia che ha inizio nel 1862, data incastonata in una facciata di una casa. Che cosa s’intende per Ecomuseo?

Martina Fermani: La storia di Villa Ficana inizia nei primi anni del 1800 e la data 1862 definisce e ci ricorda che già in quell’anno la struttura urbanistica del piccolo borgo, costituito da abitazioni di terra e paglia, era molto simile a ciò che possiamo vedere oggi. Da quegli anni sono state tante le storie e le persone che vi hanno vissuto, spesso in situazioni di povertà (i primi abitanti del borgo erano chiamati “Casanolanti”, ossia coloro che prendevano casa in affitto perché troppo poveri per acquistarne una); a nessuno perciò è mai venuto in mente o semplicemente ha sentito la necessità di mettere per iscritto ciò che qui avveniva, la storia di chi ci viveva, gli usi, i costumi. L’Ecomuseo nasce con la volontà di raccogliere, raccontare e far conoscere questo luogo e le storie che lo hanno animato, attraverso il coinvolgimento degli abitanti attuali e di quelli passati, che con la loro memoria storica ci hanno aiutato a capire fino in fondo cosa era Villa Ficana per chi ci abitava. L’Ecomuseo infatti è un “patto” con cui gli abitanti di un luogo si impegnano a conservare e condividere usi, costumi, luoghi e saperi propri di quel luogo. L’Ecomuseo propone “come oggetti del museo” non solo gli oggetti della vita quotidiana, ma anche i paesaggi, l’architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, etc.

M.A.: Case di terra cruda, quale la loro storia?

M. F.: Le case di terra hanno una storia antica, perché la terra è il primo materiale che l’uomo ha avuto a disposizione per costruire, a Macerata come in tutto il mondo. Due terzi della popolazione mondiale vive in case di terra e in terra continua a costruire. Le case di Villa Ficana vennero edificate per dare un tetto ai poveri braccianti, che venivano chiamati a lavorare a giornata nelle terre dei padroni: così il padrone guadagnava anche sull’affitto. Le tecniche costruttive utilizzate con il materiale terra sono diverse: a Ficana, possiamo riconoscere la tecnica del “massone” o “maltone” (utilizzata nelle Marche, in Abruzzo e in altre zone del centro Italia) e l’“adobe”, ossia il mattone di terra e paglia fatto essiccare al sole. Nelle nostre campagne, come in quelle di tante regioni italiane, le case di terra cruda erano molto presenti: oggi purtroppo gran parte di questo patrimonio edilizio è andato perduto, sia perché ricordava la povertà e quindi appena possibile in passato, si lasciavano per abitazioni più consone o venivano abbattute per costruirvi una nuova casa, sia perché non si dava loro la giusta importanza storica ed antropologica. L’Ecomuseo “Villa Ficana” inoltre è unico nella sua tipologia di piccolo borgo in terra cruda nell’Italia continentale: anche per questo nel 2003 è stato sottoposto a tutela attraverso l’apposizione del Vincolo da parte della Soprintendenza.

M.A.: La riqualificazione del quartiere lo ha reso di nuovo vivo e pulsante, centro di attività culturali e didattiche. Quali i progetti realizzati? Da chi sono gestiti?

M.F.: Dopo diversi anni dal restauro di gran parte delle case del borgo, alcune di proprietà comunale, i volontari dell’”Associazione Culturale OZ” insieme a quella di “Gruca Onlus”, hanno scoperto questo luogo e ne sono rimasti affascinati. Abbiamo così partecipato al primo bando emanato dal Comune di Macerata, che dava la gestione di alcune case alle associazioni locali per animarle con progetti culturali: dà lì abbiamo iniziato un percorso di ricerca storica, e la voglia di condividere questo luogo con gli altri, che ci ha portato a realizzare diversi eventi: festival, laboratori didattici, workshop. Insomma, abbiamo cercato di fare il possibile per rendere di nuovo vivo e vitale il borgo, facendo amicizia con gli abitanti storici, che sono diventati una parte fondamentale della storia del borgo e dell’Ecomuseo. Scaduta la gestione delle case per questo bando, il Comune ne ha emanato uno nuovo che puntava alla gestione delle sole case di proprietà comunali e alla realizzazione di un percorso museale: anche a questo bando abbiamo partecipato insieme “Associazione OZ” e “Gruca Onlus”, coadiuvati dal “Ced Terra di Casalincontrada”, che da anni si occupa di architettura in terra e dall’”Associazione Internazionale Città della Terra Cruda”, che unisce comuni italiani e internazionali nei quali sono presenti questi tipi di abitazioni, aiutandoli nella creazione e diffusione di percorsi culturali e turistici. Il nostro progetto è risultato vincitore del bando e, dal 2015, questo gruppo di associazioni gestisce il centro visite dell’Ecomuseo e la Foresteria, grazie anche ai volontari del Servizio Civile Nazionale e del Servizio Volontario Europeo. Il progetto è sostenibile perché si finanzia ospitando i volontari europei nella foresteria messa a disposizione. Un esempio virtuoso di come sia possibile gestire la “cosa pubblica” attraverso importanti e strutturati progetti delle associazioni locali.

M.A.: Sono nati i “Musei Diffusi”. Quali gli obiettivi che sono stati raggiunti?

M.F.: I musei diffusi sono stati – e continueranno ad essere – un’ottima opportunità per le comunità, per unirsi e promuovere i loro territori; comuni, associazioni, proloco, semplici cittadini stanno dando vita ad una gestione condivisa e sostenibile di terre, architetture, paesaggi, che in altri modi sarebbero difficili da amministrare e coordinare: l’impegno che le persone mettono in campo per tutelare i loro territori è ripagato spesso dal turismo. I visitatori, sempre più viaggiano per conoscere, assaporare i luoghi e non solo per guardarli da lontano. Il turista è alla ricerca di esperienze e gli Ecomusei e i musei diffusi sono in grado di far vivere loro un’esperienza a 360 gradi: cibo, storia, urbanistica, architettura, poesia, arte, tutto nello stesso percorso esperienziale.

M.A.: Avete partecipato alla conferenza ICOM 2016, l’associazione internazionale che riunisce la comunità museale dei cinque continenti. Raccontateci questa importante esperienza.

M.F.: La partecipazione all’Icom 2016 è stata una sorpresa davvero inaspettata: l’Ecomuseo Villa Ficana è stato inaugurato nel maggio 2016, anche se da diversi anni le Associazioni OZ e Gruca lavoravamo ai vari progetti; abbiamo letto la “call” per gli Ecomusei e pensato: “Proviamoci, cosa ci costa?” Non immaginavamo di essere selezionati addirittura per presentare al mondo, e in un contesto così istituzionale, la nostra piccola e giovane realtà ecomuseale. È stato un bellissimo e importante riconoscimento del lavoro svolto fino a quel momento, e una spinta a lavorare di più e meglio per continuare a far crescere il progetto.

M.A.: Il progetto “Atterrati”, vede le case di terra, come luogo d’incontro. Alcuni artisti, selezionati, hanno esposto ed esporranno all’interno delle case di terra. Raccontateci la vostra esperienza.

M.F.: “Atterrati” (nome locale con cui si identificano le case di terra) è nato per volontà e dalla fantasia e determinazione dei nostri volontari del Servizio Civile Nazionale. Spesso nelle riunioni settimanali, ci chiedevamo quale fosse il potenziale dell’Ecomuseo, come farlo conoscere anche al di fuori dei confini provinciali, come promuovere il lavoro che stavamo facendo. Dopo lunghe e attente riflessioni è nato “Atterrati! Call for Art” un vero e proprio bando a cui tutti gli artisti, o semplicemente coloro che hanno qualcosa da raccontare attraverso le diverse tipologie espressive, possono partecipare. Attraverso un bando aperto a tutti e una successiva selezione fatta sempre insieme ai nostri volontari, vengono selezionati coloro che per 2 settimane esporranno gratuitamente in due stanze del centro visite dell’Ecomuseo. L’idea principale è quella di aprire all’arte il nostro mondo e viceversa, perché l’arte deve essere fruibile da tutti in ogni contesto e in ogni forma. Come sempre abbiamo iniziato questa avventura senza grandi aspettative, ma con molte speranze che sono state ampiamente ripagate: tanti coloro che hanno partecipato al bando, tanti i selezionati; tanti anche coloro che non sono stati selezionati ma che hanno la possibilità di partecipare ad ogni bando liberamente. Si è creata una bella sinergia con coloro che sono passati nella nostra piccola “galleria d’arte”, e il progetto sta crescendo anche perché i nostri volontari amano gestirlo, allestire gli spazi, parlare con gli artisti e organizzare al meglio la comunicazione per ogni evento. Questo è il 2° anno del progetto “Atterrati”: ci sono delle novità soprattutto a livello organizzativo e comunicativo e a settembre apriremo la stagione con una esposizione di “Atterrati Spin Off”, costola del progetto precedente che non prevede un bando ma nel quale siamo direttamente noi a scegliere l’artista.  Speriamo davvero di diventare un luogo di diffusione della cultura e dell’arte a Macerata!

M.A.: Quali esperienze, che avete organizzato, con la collaborazione di associazioni e volontari, sono state maggiormente incisive?

M.F.: “Atterrati” è sicuramente un progetto importante per tutti noi. Come anche il “Festival Ficana Terra di Mezzo”, che si svolge una volta l’anno e che vede tutto il borgo in festa, coinvolto in una giornata di conoscenza dei prodotti del territorio: dal cibo alle attività delle associazioni cittadine con cui collaboriamo di volta in volta, al vino biologico, alla birra locale, etc.

Importanti esperienze sono anche le attività didattiche che proponiamo alle scuole di ogni ordine e grado e che ospitiamo a Ficana per raccontare la storia del borgo, dei casanolanti e delle case di terra, attività complementare ai laboratori di manipolazione della terra cruda, in cui i ragazzi vengono a contatto con il materiale e allo stesso tempo con un’importante parte della storia locale.

Sono tante le attività che portiamo avanti e non basterebbe una giornata per raccontarle tutte! Vi invito a seguirci sul nostro sito www.ecomuseoficana.it e sulla pagina facebook, per essere sempre aggiornati e partecipare attivamente.

M.A.: Quali sono gli obiettivi che desiderate raggiungere?

M.F.: Uno degli obiettivi che vogliamo raggiungere è quello di diventare un punto di riferimento per chi nelle Marche (e non solo) si occupa di architettura in terra cruda: stiamo lavorando per creare a Ficana un centro di documentazione sull’argomento. Abbiamo già iniziato con un ciclo di incontri che prevede la presentazione di libri sull’architettura in terra ieri e oggi, realizzati in diversi comuni della nostra provincia e anche fuori provincia, con il progetto “La terra è”: incontri in cui cittadini, professionisti ed esperti raccontano le proprie esperienze per far capire l’importanza di questo metodo costruttivo di ieri, ma anche applicato alle nuove tecnologie, in una visione sostenibile di vita. La cosa più importante è mantenere la nostra particolarità e diffondere anche in altri luoghi della città e dell’Italia questo tipo di progetti, che vedono i giovani e i cittadini quali custodi e diffusori della memoria dei luoghi. 

M.A.: Progetti futuri?

M.F.: Tante idee bollono in pentola, costantemente, perché non ci fermiamo mai! Posso solo accennare ad un progetto a cui stiamo lavorando da tanto, e cioè la creazione di percorsi turistici ed esperienziali legati all’architettura in crudo, ai prodotti tipici locali del nostro territorio, in sinergia con altri comuni della provincia maceratese. Vi terremo aggiornati!


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