LA BIENNALE DEL DISEGNO DI RIMINI

Testo di Tristana Chinni

Focus sul disegno a Rimini mostrato in tutte le sue declinazioni, grazie alla Biennale del Disegno, nata nel 2014, curata dal direttore artistico ed assessore alla cultura Massimo Pulini  (affiancato da un comitato scientifico costituito da curatori, storici dell’arte, critici, in sinergia con l’amministrazione coordinata dal sindaco Gnassi) che con attenta sensibilità è riuscito a far tornare la città romagnola ad essere un luogo d’arte e cultura, oltre che rinomato per il divertimento.

Il Festival, giunto alla sua terza edizione é costituito da 33 mostre dislocate nei luoghi principali della città quali Castel Sismondo, la FAR, il Fulgor, Il Museo della Città, la Biblioteca Gambalunga, il Palazzo dell’Arengo, l’Istituto Lettimi e la Domus del Chirurgo, e 40 mostre off disseminate in spazi espositivi  vari che vanno da gallerie private a negozi, da associazioni a botteghe d’arte. Questa modalità organizzativa del fruire incoraggia il visitatore ad esplorare spazi storici bellissimi alcuni da poco restaurati, ed altri meno istituzionali (quelli del circuito open) con offerte interessanti (dagli storicizzati Sironi, Rotella, ad autori contemporanei).

Il tema della Biennale di quest’anno Visibile ed invisibile ( con sottotitolo Desiderio e Passione) è riferibile al disegno inteso come mezzo di confine tra pensiero ed opera, stato liminale tra creazione ed esecuzione, progetto ideativo che abbozzato in un segno trasborda in pittura, illustrazione, grafica, collage, installazione, fumetto, street art, design, sì perché questa manifestazione alla fine spazia racchiudendo tutto ciò che é espressione artistica muovendosi tra antico, moderno e contemporaneo.

F.Fellini a Castel Sismondo

Numerosi ed interessanti i protagonisti di questa edizione: Castel Sismondo ospita 66 incisioni,acqueforti, acquetinte e puntesecche di Picasso che illustrano La Célestine di Fernando de Rojas  in dialogo con una serie di  ironici disegni a sfondo erotico di Fellini nati durante le riprese di Casanova e donati all’amico Tonino Guerra  (in mostra anche  il Libro dei sogni dove il regista annotava il suo universo onirico ed in cui il maestro spagnolo compare diverse volte); ed ancora Diego Zuelli, Adolfo De Carolis, i fogli barocchi della raccolta di Maurizio Nobile, Giovanni Buffa, Jirì Kolàr, artista e poeta ceco famoso per i suoi collages. Alla Far troviamo Davide Benati con l’elegante esposizione Arpabirmana che comprende 11 acquerelli floreali, Vanessa Beecroft che abbandona i suoi celebri tableaux vivant per mostrarci inedite donne stilizzate disegnate su grande formato, Sergei Tchoban artista ed architetto che espone bizzarre architetture immaginarie, Davide Arcangeli, talentuoso designer  riminese ed i suoi prototipi per la Pininfarina. La sede del cinema Fulgor, da poco restaurata, accoglie i rifacimenti dei disegni da bambino dello street artist Ericailcane insieme ad alcuni inediti, le tavole dei fumettisti Toppi e Scozzari, gli “avvisi” di Tonino Guerra pubblicati dalla Maggioli, gli insetti e gli orologi di Federico Moroni, e la Scuola del Bornaccino del maestro Moroni che utilizzò tra i primi la didattica artistica come metodo applicativo nelle scuole. 

Ericailcane

Un discorso a parte meritano le esposizione progettate negli spazi del Museo della Città dove ci si imbatte in un’offerta vastissima e dove l’antico convive con il contemporaneo creando contaminazioni e richiami: si va dalla mostra sul Guercino ed il suo falsario identificato in Francesco Nobile, ai Fogli della Follia di Fortunato Duranti, dalle incisioni di Stefano Della Bella, ai manifesti Aiap concepiti ad hoc, all’allestimento sulla Calligrafia su progetto sviluppato dal gruppo Scripta. Ed ancora: Giovanni Manfredini con Corpo sacro, I Patriarca di MAD MEG, le grandi tele di Ombra mai fu di Del Bianco-Lombardelli, la Disegneria di Tinin Mantegazza, le xilografie e carte di  Giancarlo De Carolis, Luca Piovaccari con La stagione del disincanto, le immagini fotografiche di  Umbratile di Silvio Canini, Catania dal progetto Lina di Umberto Giovannini, i disegni di Luciano Baldacci ed Anna Girolomini con Atto terzo, una installazione basata sul rapporto uomo/natura. Nell’ala nuova, dove un tempo nascevano i bambini, è stata creata un’estensione dell’area espositiva un po’ più underground, quella del cantiere disegno. Qui disposti su tre piani troviamo una cinquantina di artisti: Castellani con i suoi torsi trasparenti, eterei, enigmatici, Barbara Nicoli con le composizioni di foglie singole da cui si dipanano linee infinite, reticolati simili a ragnatele, Leonardo Cemak con grandi  disegni che lo stesso definisce nati come “atto d’amore”, le icone contemporanee di Gilda Marconi Sancisi realizzate a china, Alvise Bittente con mani imponenti a parete che si materializzano in scultura, Octavia Monaco ed i suoi personaggi misteriosi ed evocativi intrisi come tutta la sua opera da polisemici significati. Proseguendo:Leonardo Blanco con lavori segnici, Sebastiano Guerrera e gli alberi tratteggiati con la grafite, Giovanni Frangi con opere dal colore stratificato, Chiara Lecca e la stampa di seta, una stele-sindone depositaria di memoria della nostra animalità, gli ironici disegni di Marco Smacchia, Alessandro Sicioldr e le illustrazioni perturbanti che attingono al mondo dell’inconscio, Betty Zanelli e la sua opera che riflette sul concetto di confine, limite spaziale che diventa anche culturale. Nelle splendide e storiche sale della biblioteca Gambalunga è possibile visitare la mostra Il disegno della polvere, un omaggio al maestro Giorgio Morandi, mentre all’Istituto Lettimi La musica visibile accoglie diversi spartiti illustrati del XIX-XX secolo, ed alla Domus del Chirurgo si impone l’installazione Everything di Marotta & Russo.

Un’occasione unica, questa della Biennale di Rimini, di approfondimento su un mezzo, il disegno, messo in luce in tutte le sue sfaccettature (sia che si tratti di traccia preparatoria, stato germinale, che di disegno fine a  se stesso, autonomo), che alla fine diventa pre-testo per connettersi all’arte, alla cultura tout court. Perché è proprio vero , e poetico, che “il disegno (come scrive Massimo Pulini sul catalogo che accompagna la mostra) è una bocca che canta, parla, mangia, fischia, alita, soffia e bacia”, che invita il visitatore a perdersi nei labirinti dei suoi tracciati.

Biennale del Disegno Rimini

Visibile e invisibile, desiderio e passione

Terza edizione 28 aprile-15 luglio 2018

Info: www.biennaledisegnorimini.it


DIVERTITI SU DARTEMA CON LE CURIOSITÀ, GLI ANEDDOTI, LE CITAZIONI, I QUIZ. LEGGI I NOSTRI ARTICOLI O COLLABORA CON NOI, ISCRIVENDOTI AL SITO E INVIANDOCI I TUOI ARTICOLI.


REGISTRATI E CREA LA TUA PAGINA PERSONALE CON FOTO, BIOGRAFIA E CONTATTI


ALLEGA I TUOI ARTICOLI E, SE CONSONI, LI PUBBLICHEREMO SUL SITO


Mettiti alla prova e gioca ai QUIZ di DArteMA.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *