Street art a Modena? I 6 muri da non perdere consigliati da DArteMA.

Di Giovanni Avolio

Torniamo a parlare di Street Art su DArteMA, questa volta focalizzandoci su una città in particolare: Modena. Ancora un tour che ci porta a scoprire alcuni dei pezzi più belli che è ancora possibile trovare e vedere in città. 

La storia della Street Art di questa splendida città ebbe inizio alla fine degli anni Novanta e si intensificò nel 2002 quando nasceva il Festival Icone. Da quel momento le strade, le serrande, le vie più buie e recondite, i vecchi capannoni e tanti luoghi del centro si sono riempiti di coloratissimi graffiti, di tag e vere e proprie opere maestose di arte urbana. Il tutto è avvenuto fra polemiche ed entusiasmi, come sempre accade quando si affronta questo delicato tema.

Oggi è ancora possibile ammirare in città opere di Blu, Bastardilla, Dem, Etnik, Honet, Ericailcane e tanti altri. Ovviamente si tratta di una lista puramente esemplificativa, ma speriamo comunque possa essere in grado di farvi intuire la ricchezza di opere presenti nel territorio.

Iniziamo…

1.Ericailcane e Bastardilla | Cavalcavia Cialdini

Il primo pezzo di cui desidero parlarvi si trova, come di consueto, sotto un cavalcavia. Si tratta di un’opera realizzata a quattro mani dagli artisti di fama internazionale Bastardilla e Ericailcane. L’opera ci invita indubbiamente alla riflessione. Il soggetto è, infatti, un bambino rannicchiato che, insieme ai suoi compagni di gioco, i conigli, si diverte a dare alle fiamme la macchina di fronte. È forse un modo per distruggere le costrizioni della società.

2. Blu e Ericailcane | Viale Molza

Questa volta parliamo di Blu, uno degli street artist più influenti al mondo, ancora una volta in un lavoro a quattro mani con Ericailcane. Una gigantesca piovra, che raffigura la costrizione dei poteri forti, avvolge e circonda la città. Questo è probabilmente il graffito dell’artista che più si avvicina allo storico, ormai scomparso e volutamente cancellato, che adornava la facciata dell’XM24 di Bologna. Purtroppo l’opera versa in cattivo stato di conservazione e molte parti sono già crollate, quindi vi consiglio di vederlo al più presto.

3. Escif | Viale Molza

A questo punto è obbligatorio fare un giro completo di tutto il palazzetto dello sport e per questo di parlerò di altre opere da vedere proprio nei dintorni. Si tratta, in questo caso, di un gigantesco “cartello” di Senso Unico realizzato dall’artista spagnolo Escif. Chissà dove vorrebbe portarci realmente!

4. Nunca e Blu | Viale Molza

Siamo ancora qui, a pochi passi da Escif e girando appena l’angolo dalla grande piovra. Questa volta ci troviamo davanti un’altra opera realizzata a quattro mani da Blu e da Nunca. Siamo di fronte ad un gigantesco volto privato della sua coscienza e tramutato in macchina. Anche la mano non può esprimersi liberamente poichè deve seguire i dettami che derivano solo dai circuiti. È la deriva cosciente della tecnologia e dei suoi influssi sull’agire umano.

5. Ericailcane | Inrocio tra via Taglio e via Nazario

É ancora Ericailcane che torna a farci riflettere con questo gigantesco topo alto quasi tre piani. Come al solito gli animali dell’artista non fanno altro che raffigurare i vizi umani. In questo caso l’avarizia di colui che accumula ricchezze e denaro e pur di non rinunciarvi ne mantiene il peso anche sull’orlo di un instabile precipizio.

6. Vari | Hangar Rosso Tiepido

Per terminare il tour vi proponiamo una capatina all’Hangar Rosso Tiepido e allo strepitoso capannone dell’imprenditore modenese Tiziano Dal Vecchio. Quì potrete ammirare pareti dipinte da fantastici artisti come Tellas, Ciredz, Bartocci, Arix, MP5, Stenlex, Martina Merlini, Gola Hundum. 

Questo è solo un assaggio di ciò che potrete trovare in questa splendida città e sicuramente ne parleremo ancora consigliandovi ulteriori tour. Altri magnifici pezzi come Bastardilla e Ericailcane potrete trovarli al Camposanto di Modena, oppure la fantastica “icona 5.9” di Alessandro Formigoni (in arte Hiro Proshu), poi Luca Zamoc che ha lavorato in città appena un anno dopo il terremoto e Pao con i suoi pinguini disseminati in città. 


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