Quella volta che la pietà di Michelangelo venne sfregiata | DArteMA e le curiosità sull’arte

Vi raccontiamo quella volta che la Pietà di Michelangelo è stata martellata, e non dall’artista!

Era il giorno di Pentecoste, per la precisione il 21 maggio del 1972, quando accadde un vento che il mondo ricorda ancora oggi. Rimbalzava da un rotocalco all’altro la tragica notizia di un grave sfregio nei confronti della famosa Pietà Vaticana, il celebre capolavoro di Michelangelo.

Quel giorno, infatti, riuscendo ad eludere la sicurezza, il geologo australiano trentacinquenne László Tóth, “armato” di martello, si è scagliato con violenza sull’opera, colpendola per ben 15 volte. Tutto l’episodio è avvenuto in pochi secondi e l’uomo ha urlato “I am Jesus Christ, risen from the dead!” ovvero “Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte!”.

Laszlo Toth portato via dalla Pietà. Immagine, cc, ricavata da wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Restauro_della_Pietà_di_Michelangelo#/media/File:Laszlo_Toth_dragged_away_from_the_Pieta.jpg

Sono bastati pochi secondi, quindi, per danneggiare gravemente l’opera. Oltre 50 i frammenti che si sono staccati. La Vergine è stata la più danneggiata: il braccio spaccato, il naso quasi totalmente distrutto, il gomito frantumato come anche le palpebre. 

Antonio Maria Montini, ovvero Papa Paolo VI, interpreta il gesto come l’assedio del Male, di Satana, alla chiesa cattolica, un presagio di sventura per le sorti della Chiesa (“Il fumo di Satana è entrato nelle sale dei sacri palazzi”).

Il restauro venne avviato immediatamente. Per prima cosa vennero recuperati tutti i frammenti dell’opera. Accompagnati da una lettera di scuse alcuni di questi frammenti rientrarono in Italia mesi dopo, arrivati dagli Stati Uniti, poichè un cittadino americano in vacanza in Italia quel giorno li aveva prelevati come Souvenir e “ricordo” dell’evento. 

Foto del 1972 che mostra lo sfregio all’opera. Immagine cc ricavata da wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Restauro_della_Pietà_di_Michelangelo#/media/File:Pietà_vaticana_dopo_il_vandalismo,_1972.jpg

Catalogati e sistemati i frammenti per dimensioni si è proceduto ad un restauro della durata di 9 mesi. Grazie ai numerosi calchi esistenti dell’opera è stato possibile reintegrare le lacune in maniera fedele, senza alcuna interpretazione o modifica di sorta.

E l’autore dello sfregio che fine ha fatto?

Dopo lunghi processi gli è stata riconosciuta l’infermità mentale e, date le parole pronunciate durate l’atto, non è difficile credere alla sentenza! É stato detenuto in un manicomio italiano sino al 9 febbraio del 1975, dopodichè venne rimpatriato in Australia. Quì non subì nessuna altra restrizione alla sua libertà.

Speriamo non succedano più eventi simili, anche se, purtroppo ne sentiamo spesso. Intanto, per sicurezza, dal ritorno alla sua sede la Pietà è stata protetta da uno speciale vetro antiproiettile. I prossimi matti dovranno, sicuramente, faticare di più!

La Pietà oggi in una foto del 2014, cc, ricavata da wikipedia al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Pietà_vaticana#/media/File:Michelangelo%27s_Pietà,_St_Peter%27s_Basilica_(1498–99).jpg

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