Underwood 315 | La “piccola” di casa Olivetti

di Giovanni Avolio

Questa settimana voglio parlarvi di un oggetto da me molto amato ed entrato nella mia collezione con un colpo di fortuna. Si tratta della famosa Underwood 315, la piccola portatile di casa Olivetti. Come al solito faremo una piccola digressione nella storia della marca della macchina da scrivere e del designer alle spalle del progetto.

Non tutti sanno, infatti, che la Underwood Typerwriter Company è un’azienda Newyorkese nata nel 1895 con l’ormai storica macchina da scrivere Underwood n°1, realizzata da Franz Xaver Wagner e che si classifica tra le prime macchine da scrivere di ampio successo commerciale. 

L’azienda nasce, in realtà, nel 1874. In quel periodo però si occupava esclusivamente della fornitura di carta carbone e nastri di stampa per altre ditte produttrici di macchine, come la Remington o la Smith. 

É solo negli anni Sessanta che una delle più grandi aziende nel campo della produzione di macchine da scrivere, l’italianissima Olivetti, acquista il marchio, tutt’oggi utilizzato nella produzione di registratori di cassa. La fusione con la Underwood iniziò, infatti, nel 1959, per terminare nel 1963. Con questa strategia l’Olivetti volle inserirsi nel mercato americano, inglobando la sua più grossa rivale del settore. Ma da li a breve per il marchio italiano inizierà il periodo di decadenza per diversi motivi che non staremo a raccontare in questo contesto.

 

Appena un anno prima dell’inizio dell’acquisto della Underwood iniziò a collaborare con l’Olivetti un grande designer italiano, Ettore Sottsass Jr. 

Figlio dell’architetto Ettore Sottsass senior e di madre austriaca Antonia Peintner, si laurea a Torino nel 1939 presso il Politecnico, dove aveva frequentato la facoltà di Architettura. Chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale, rientra in Italia dopo 6 anni di prigionia e, nel 1947, comincia la sua attività a Milano, affiancando prima il padre e poi aprendo un proprio studio di design. Si appassiona all’arte astratta e nel 1948 entra a far parte del famoso movimento MAC (Movimento Arte Concreta). 

La sua collaborazione con l’Olivetti risale al 1958 per il settore dedicato al “computer design” e durerà circa trent’anni. Molti i progetti e gli oggetti realizzati per l’azienda tra i quali spicca il “computer mainframe Elea 9003” che gli ha permesso di vincere il prestigioso premio del Compasso D’Oro nel 1959.

Arriviamo così alla nostra Underwood 315. La macchina da scrivere si configura per il suo design elegante, compatto e versatile, in linea con i migliori oggetti di design degli anni Settanta-Ottanta. É possibile trovarla in commercio con tante varianti di colori che le permettono di adattarsi a tutti i gusti, anche quelli più eccentrici. Nel mio caso ho ricercato il modello azzurro e bianco, in assoluto il mio preferito della gamma. La tastiera QZERTY presenta 49 tasti neri e un tasto rosso, inclusi tasto di ritorno, tasto sblocca margine, 2 tasti per le lettere maiuscole e il tasto per fissarle, per un totale di 86 segni. Il coperchio azzurro è amovibile per tutte le operazioni necessarie al controllo e al funzionamento della macchina. Nonostante le sue piccole dimensioni ha un peso tutto sommato notevole, dovuto anche alla qualità dei materiali utilizzati per la sua realizzazione

Se vi capita l’occasione, dati i bassi prezzi del modello, vi consiglio di aggiungerlo alla vostra collezione. Si tratta di un piccolo pezzo di storia, un oggetto in grado di raccontarci lo sviluppo dell’industria italiana all’estero e la genialità del design del nostro paese.


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