Maristella Angeli intervista Barbara Ghisi, scultrice, pittrice e curatrice artistica.

Barbara Ghisi, pittrice, scultrice, curatrice artistica, curatrice della rubrica culturale e artistica di “Mantova chiama Garda”

a cura di Maristella Angeli

Maristella Angeli.: Molto ricca la tua esperienza artistica in cui ti esprimi sia con la pittura, sia con la scultura. Quali sono i momenti, che ritieni più incisivi e decisivi, nel tuo percorso artistico?

Barbara Ghisi: Per la formazione a tuttotondo certamente gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Bologna, dove ho appreso le basi di tutte le tecniche, nonché i corsi di approfondimento con maestri pittori e le sperimentazioni successive con vari materiali. Ma questo è abbastanza scontato. Per il percorso artistico invece è tutta un’altra storia! Decisivi sono stati gli incontri con colleghi artisti e personalità del mondo dell’arte. 

M.A.: Rappresenti ritratti, onde, acquari, paesaggi. In quali opere ti senti maggiormente rappresentata?

B.G.: Sicuramente nelle opere marine: sia onde, sia acquari. Sono i soggetti che dipingo liberamente per pura passione del mare e dell’acqua. Mentre gli altri temi sono imposti dai committenti ed hanno regole di realizzazione molto rigide, i fondali marini mi permettono di inventare e improvvisare sia negli elementi che nei colori, liberando la mia creatività. Tutto si ferma nella quiete marina, i colori cambiano al mutare della luce e tutto all’improvviso si trasforma. Le profondità sono chiaramente mondi introspettivi, mondi sommersi, sconosciuti e misteriosi come l’anima umana. Ogni opera è un viaggio alla ricerca del proprio io. 

M.A.: Luogo, tempo, spazio. Quanto incidono in un percorso artistico?

B.G.: Sono fondamentali! Da liceale pensavo che fosse importante apprendere una tecnica perfetta per riprodurre i grandi dipinti del passato nel migliore dei modi. Oppure immagini fotografiche nei minimi dettagli. Oggi, sono del parere che un’artista debba lasciare una traccia degli eventi e dell’ambiente naturale e sociale del proprio tempo. Interpretandoli anche, ma pensando di proporli al prossimo nel modo più ricettivo possibile, emozionando! 

M.A.: Hai un curriculum in cui Biennali, Fiere, personali si alternano. Quale complimento ricevuto, ti ha reso felice?

B.G.: Una signora un giorno mi disse: “Ogni mattina quando mi sveglio e vedo il tuo dipinto, inizio la giornata con gioia ed energia positiva.”

M.A.: Hai esperienze con autori: “Tra letteratura e arte”, Festival della Letteratura, Performance Art-Music”; “Festival Filosofia”. Che cosa ricordi di queste esperienze?

B.G.: Un bel ricordo fu il connubio tra arte e musica con Marco Remondini a Mantova, dove dipingevo all’aperto, accompagnata dalle note del violoncello del maestro. Ricordi non tutti positivi però. Se a gestire i diversi eventi di arte, musica e letteratura in una galleria non c’è una persona organizzata e di polso, si rischia che si ostacolino a vicenda.  

M.A.: Mi colpiscono molto i ritratti da te realizzati, che esegui anche su commissione. Un ritratto è il pensiero fermato, l’attimo immortalato, la personalità, i sentimenti e lo stato d’animo del personaggio, che rivivono ogni volta lo si osservi. Come procedi?

B.G.: Dalla fotografia riporto in proporzione il disegno sulla tela e delineo le zone di luce ed ombra già con il colore ad olio diluito. Poi cerco di utilizzare nello sfondo toni che siano presenti nel soggetto principale, nell’abbigliamento oppure nel colore degli occhi. In modo da creare armonia tra le parti. In base all’età del personaggio raffigurato tengo lo sfondo più chiaro o più scuro. A dipinto asciutto perfeziono i particolari d’effetto: i colpi di luce negli occhi, sulle labbra, il lucido dei capelli ecc. 

M.A.: Hai curato molte collettive e personali, un impegno che richiede molte energie. Quali sono le difficoltà e quali le soddisfazioni?

B.G.: Difficile è riuscire ad inquadrare artisti di qualità unendoli tra loro da un tema, oppure un filo conduttore nella tecnica o nel soggetto trattato. Sempre più spesso incontro artisti delusi da precedenti esposizioni, che diffidano del servizio e della visibilità che gli si propone. La soddisfazione? Sentir dire dagli stessi artisti a fine mostra: “Se organizzi altri eventi, io ci sono!”

M.A.: Hai incontrato un grande personaggio nell’ambito dell’arte, colui che si definisce antropologo culturale, cioè il Dott.re Philipe Daverio. Cosa ricordi di quest’incontro?

B.G.: Veramente sono stati diversi gli incontri con Daverio, sia nel mio ruolo di artista, che di curatrice di eventi d’arte. Nel primo ho avuto grande soddisfazione per i commenti positivi alla serie di opere concettuali, che stavo realizzando sul tema degli sbarchi a Lampedusa nel 2012. Nel ruolo di curatrice è stata piacevole una lunga conversazione con il professore, sull’importanza della selezione qualitativa degli artisti da proporre al panorama contemporaneo.

M.A.: Ho letto che il Dott.re Philipe Daverio ha parlato dell’insegnamento di Arte e Immagine nelle scuole: solo due ore settimanali nelle Scuole Secondarie di 1° grado, mentre nel biennio di quelle di 2° grado, ci sono stati maggiori problemi. Cosa ne pensi?

B.G.: Penso che all’arte dovrebbero essere dedicate più ore di quelle previste, con insegnanti qualificati che sappiano coinvolgere gli studenti. L’Italia è un museo a cielo aperto, e anche solo il turismo artistico porta molto lavoro. Purtroppo vedo sempre più spesso stranieri, che vengono a fare da guida e a presentare i nostri monumenti italiani. Senza contare i direttori stranieri nei nostri musei. Queste nostre carenze culturali e organizzative, nonché ideologiche possono solo essere arginate alla base, con maggiore istruzione e coinvolgimento delle nuove generazioni.

M.A. :Progetti per il 2018?

B.G.:Grandi eventi espositivi al Castello dei Gonzaga a Revere di Borgo Mantovano, nella zona tra Mantova e Modena, con Maestri del panorama internazionale. É un progetto che si svolgerà nel mese di giugno, con una nota stilista, che per scaramanzia preferisco non rivelare!

Cenni biografici: 

Sul percorso di Barbara Ghisi

Barbara Ghisi nata a Poggio Rusco (Mantova). Diplomata al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Grazie all’uso di resina liquida, esplora il tema dei  Fondali marini, utilizzando anche pietre e polveri d’oro nella resina. Negli ultimi anni torna alla realizzazione dei ritratti su commissione. Tra i principali: il ritratto del Generale Capo di Stato Maggiore Claudio Graziano conservato a Roma al comando dell’Esercito Italiano, e del Generale Giuseppenicola Tota, conservato in Accademia Militare a Modena. Ultima serie di opere create sono sculture e installazioni in omaggio alla letteratura.

Dal 2005  l’artista cura la rubrica artistica di “Mantova chiama Garda” periodico della Voce di Mantova diretta da Marco Morelli. E’ curatrice di numerose collettive d’arte. Da settembre 2012 a dicembre 2013 ha curato le mostre presso la Galleria ArteArte di Mantova. Dal 2014 cura gli eventi d’arte presso la villa settecentesca del Club La Meridiana di Modena e il Palazzo Ducale di Revere (Mantova).

E-mail: barbaraghisi@hotmail.it 

Info: www.barbaraghisiarte.com


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