Monet e i capolavori in mostra al Vittoriano dal Musée Marmottan Monet. Impressioni ed emozioni.

Claude Monet (Parigi 14 novembre 1840 – Giverny 5 dicembre1926)

Impressioni ed emozioni

Testo di Maristella Angeli

L’esposizione al Complesso del Vittoriano, si apre con un filmato, immagini di vita che scorrono, viaggi, luoghi incontri ed evoluzione dell’espressione artistica di Monet, che dall’impressionismo giunge ben oltre, fino ad un primo astrattismo. Un sentire forte, un emanare l’essenza dei suoi amati fiori impressi su tele, che vibrano di energie, la pittura “en plen air”. Un corridoio dove sono proiettati i dipinti dell’artista, la sua abitazione di Giverny tanto amata, ed ecco che Monet rivive in ogni sua tela, in ogni visitatore che percepisce il suo sentire e percepire impresso in ogni opera, e ne resta ammaliato.

Sessanta opere narrano la storia del grande artista, dalle iniziali caricature ai ritratti dei propri figli., ai paesaggi, i fiori e le Ninfee. Monet s’immerge nei paesaggi, che delinea con pennellate calibrate in atmosfere eteree, vibranti in cui il nero è assente. Paesaggi nei quali l’artista è più interessato alle atmosfere nebbiose o solari dei luoghi che visita, ne constata la diversa intensità della luce, dei riflessi: Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville. I viaggi, i luoghi, i tempi e gli incontri segnano i momenti di vita di Monet.

La sua dimora a Giverny, in Normandia, dove visse per quarantatré anni, ora Divenuta Fondazione Monet, è immersa in viali di salici piangenti e laghetti con Ninfee, un ponticello giapponese ed il viale delle rose, che vengono immortalati in pannelli monumentali. A volte, possono sembrare dipinti incompleti, con spazi non coperti dal colore, pennellate con cromie decise, che fermano lo stato d’animo, la luce, il riflesso dell’attimo che fugge. Quello che diverrà quasi un’ossessione per l’artista, che rivela la sua paura nel pensare di non riuscire a dipingere tutto ciò che vorrebbe. Un giardiniere accurato un artista che va ben oltre l’impressionismo, una vita segnata da lutti dove la natura rappresenta un rifugio, un fonte vitale.

Sembra strano che tele di grandi dimensioni, non siano state precedute da studi e bozzetti, ma l’artista non è interessato a riprodurre la realtà, a curare i particolari, quello che giunge all’osservatore è il forte impatto emotivo, fortemente coinvolgente di ogni sua opera, la luminosità.

Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, la mostra curata da Marianne Mathieu, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, sarà visitabile fino al 3 giugno al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma

www.ilvittoriano.com

http://it.france.fr/it/da-scoprire/alla-fondation-monet-giverny

https://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Monet


Immagini, riferimenti, crediti:

L’immagine di copertina rappresenta l’opera Claude Monet, Impression, soleil levant conservata al Musée Marmottan Monet. La fotografia, cc, è stata ricavata da wikipedia alla voce dell’artista. Link: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Claude_Monet,_Impression,_soleil_levant.jpg.

La fotografia presente nel testo riguarda l’opera di Claude Monet, Autoritratto (1886); olio su tela, 55×46 cm, collezione privata. L’immagine, cc, è stata ricavata da wikipedia alla voce dell’artista. Link: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Autoportret_Claude_Monet.jpg

 


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