Intervista a Stella Fedele e Maria Salvatore dell’Associazione LaborArte di Parma

Associazione LaborArte

Stella Fedele, psicologa, Maria Salvatore, Educatrice

http://www.laborarteparma.it/

Intervista per DArteMa a cura di Maristella Angeli


Maristella Angeli: Creare uno spazio d’incontro con attività laboratoriali, da 0 a 99 anni, è stata la motivazione principale, che ha dato vita a LaborArte. I momenti più significativi?

Stella Fedele, Maria Salvatore: L’Associazione LaborArte mira ad essere un punto d’incontro e di scambio quotidiano, sia lo spazio che le attività proposte permettono di accogliere dai bambini ai nonni senza distinzioni. Le nostre giornate sono ricche di momenti significativi, abbiamo la fortuna di poter assistere alla meraviglia negli occhi dei bambini davanti ad una nuova attività, alla curiosità di scoprire come costruiremo un gioco, alla tenerezza di una carezza, al nascere di un’amicizia non solo tra i piccoli, ma anche tra adulti. Nei momenti più significativi ci sono sicuramente le conquiste dei bambini, dal riuscire a portare a termine un’attività, all’essere in grado di manipolare strumenti e di vedersi nei panni di piccoli artisti che abbelliscono le loro case di personalissime creazioni.

M.A.: Molti dei laboratori che proponete, si basano su attività creative, alcuni con il coinvolgimento dei genitori, altri per sole mamme. Cosa osservate e quali obiettivi ritenete di avere raggiunto?

S.F, M.S.: Non è stato facile coinvolgere i genitori nei nostri laboratori, la motivazione a non partecipare, spesso celava una difficoltà nel lasciarsi andare a sperimentare, per il timore di non essere all’altezza…

In realtà, hanno poi scoperto che è un’esperienza davvero preziosa quella che gli stavamo offrendo, sperimentare divertendosi insieme ai loro figli, fuori dalle mura di casa poteva essere davvero un valore aggiunto alla creazione della relazione che stanno costruendo con i loro bambini.

L’obiettivo principale dei laboratori che coinvolgono sia genitori che bambini è quello di poter far vivere ai genitori l’atto creativo dei propri figli che è per eccellenza il momento di massima espressione del loro essere, dei loro vissuti, durante il quale si mostrano senza barriere e lasciano uscire un potente flusso energetico.

I laboratori per sole mamme nascono dall’idea di metterle all’opera nel vero senso della parola, scoprire il fascino di riciclare un vecchio maglione, un asciugamano sbiadito per dargli una nuova utilità; il nostro obiettivo è di incentivare la creatività, la bellezza di realizzare insieme ad altre mamme e nonne, magari sfruttando una le abilità dell’altra, senza tralasciare la creazione di un ambiente caldo e sereno, con solo il rumore di chiacchiere…

M.A.: Educare, sensibilizzare fin dall’infanzia all’osservazione, al gioco creativo, all’arte. Come ci si confronta con bambini che crescono con tablet, smartphone e What’sApp?

S.F, M.S.: Noi crediamo che educare e sensibilizzare fin dall’infanzia al gioco creativo, manipolativo, di stimolazione sensoriale e all’arte sia fondamentale per promuovere con l’insegnamento e l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettive, estetiche e morali e sensoriali. Viviamo in una società in cui i dispositivi elettronici occupano un posto rilevante, per gli adulti molto spesso, rappresentano strumenti indispensabili di lavoro, tuttavia con il passare del tempo abbiamo notato tutti l’uso spropositato che se ne fa. I bambini che imitano il mondo dei grandi, stanno crescendo sempre più affascinati da questi dispositivi che regalano stimoli accattivanti, i genitori dovrebbero insegnare ai figli come si usano le tecnologie in base all’età ed al loro sviluppo.

Il nostro desiderio è che si riscopra il fascino della creatività, del fare insieme, della manipolazione di materiali diversi e a volte poco utilizzati nel quotidiano, della lettura, dei giochi puramente di fantasia e di tutti quei piacevoli passatempi che la nostra generazione ha conosciuto e che noi, nella realtà del nostro laboratorio, cerchiamo di proporre e di trasmettere a genitori e bambini.

M.A.: Stella, se un figlio/a dicesse ai propri genitori: “Ho deciso, da grande voglio fare l’artista!”, come potrebbe essere la reazione dei grandi? Cosa consiglieresti?

S.F.: Il lavoro dell’artista è visto, generalmente dalla nostra società, come un impiego precario e poco remunerativo, che non garantisce una posizione sociale rilevante; questo potrebbe spaventare i genitori e non incoraggiare questa scelta da parte dei figli. Sappiamo anche che nella vita ci vuole coraggio nell’affrontare alcune scelte ed ancora di più nel sostenerle.

I genitori hanno un compito molto importante: non solo prendersi cura dei propri figli, ma anche e soprattutto quello di aiutarli ad essere felici. Hanno il difficile ruolo di educare, stimolare e incentivare le potenzialità di ciascuno per aiutarli a realizzare quello che vorrebbero per il futuro, anche quando ciò non corrisponde alle loro aspettative e ci si scontra con una società che li metterà di fronte a tanti ostacoli.

M.A.: Maria, quanto le attività che hai svolto nell’ambito artistico hanno inciso sull’apprendimento e la formazione dei bambini?

M.S.: Chiaramente il bagaglio formativo ha inciso ed incide sull’impronta che cerchiamo di dare ai nostri laboratori, crediamo sia molto importante educare fin da piccoli i bambini all’arte, portandoli a teatro, alle mostre, nei musei, facendoli dipingere e in questo modo far diventare il mondo dell’arte un mondo fatto di scoperte a cui ispirarsi.

La settimana di LaborArte prevede dei laboratori divisi per fasce d’età e questo per poter calibrare bene le attività proposte, rispettando i tempi e le potenzialità di tutti i bambini consapevoli del fatto che la spontaneità e l’unicità dell’atto creativo devono essere preservati e stimolati sempre e comunque, cerchiamo quindi di non perdere mai di vista il benessere di chi ci sta davanti, anche se la dimensione è quella del piccolo gruppo e del fare insieme, ciascun bambino ha libertà di sperimentare divertendosi, facendosi trasportare dalla magia che hanno i materiali che si decide di utilizzare.

M.A.: Nell’attività laboratoriale “Oggi dipingo come…”, avete proposto ai ragazzi un dipinto di un artista, come riferimento visivo per poi richiedere ad ognuno di loro di elaborare una propria creazione. Queste esperienze li porteranno a desiderare di conoscere le opere d’arte e gli artisti?

S.F, M.S.: “Oggi dipingo come…” è un laboratorio a cui teniamo particolarmente perché ci permette di far conoscere ai ragazzi un’opera, un artista. Vogliamo ricreare tra le mura del nostro laboratorio momenti di sensibilizzazione all’arte, dando loro la possibilità di esprimere, ispirati dall’opera oggetto del laboratorio, un’emozione, un vissuto, un pensiero dove l’unica indicazione è di “renderla viva” reinterpretandola e realizzando una personalissima creazione.

A livello pratico permettiamo di utilizzare non solo tempere e pennelli, ma anche materiali di recupero, stoffe e cartoncini.

M.A.: Collaborate o vi collegate con altre Associazioni, enti, figure professionali?

S.F, M.S.: Il desiderio di dare un contributo concreto ai bisogni della realtà del nostro territorio ci ha portato a conoscere varie associazioni e figure professionali. Con alcune collaboriamo più da vicino, ma siamo comunque sempre aperte al confronto ed allo scambio. Accogliamo nel nostro laboratorio tirocinanti provenienti da percorsi di studio sia artistici che educativi-pedagogici, per continuare a tramandare quello che per noi è il valore educativo insito nell’arte e nella creazione artistica.

M.A.: Progetti per il 2018?

S.F., M.S.: LaborArte nasce nel novembre del 2016, l’anno appena passato è stato per noi pieno di soddisfazioni e molti degli obiettivi che ci eravamo date siamo riuscite a realizzarli. Il nostro augurio è che il nostro laboratorio continui a crescere, a diventare sempre più un punto di incontro tra adulti, bambini e famiglie, un luogo dove possano intrecciarsi relazioni avendo come punto di condivisione l’arte e la voglia di creare e stare insieme. Un progetto che ci piacerebbe realizzare nel corso dell’anno è quello di riuscire a creare uno spazio di incontro tra i bambini che partecipano ai nostri laboratori creativi ed i nonni del quartiere, che si mostrano sempre desiderosi di capire cosa facciamo e riassaporare quell’allegria che solo i bambini sanno donare.

 

Note biografiche:

Stella Fedele

Psicologa

Sono come un puzzle, ho bisogno dei miei pezzi per essere completa… amo la mia famiglia, mi piace la mia casa, viaggiare, cucinare e prendere a cuore ogni situazione. Da quando sono diventata mamma nel lavoro mi sento più vicina ai bisogni degli altri, bambini e famiglie in particolare. Credo che sia importante creare tra genitori e figli un clima di ascolto reciproco e di complicità. Per questo fare delle cose insieme è fondamentale!

Maria Salvatore

Educatrice

Sono arrivata ad essere la mamma di due meravigliose bambine, dopo aver lavorato per parecchi anni con bambini di tutte le età. Nella mia esperienza ho cercato di unire agli studi pedagogici, esperienze legate al mondo del teatro e alla teatroterapia. Credo molto nell’utilizzo dell’Arte come strumento che mira all’accrescimento, allo sviluppo e al benessere personale

Associazione LaborArte
Via Ruggero da Parma, 3
43126 PARMA (PR)


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