Intervista a Roberto Ronca | Presidente AIAPI (Associazione Internazionale Arti Plastiche Italia)

Roberto Ronca

Presidente e Direttore Artistico/Art Curator presso

AIAPI | Associazione Internazionale Arti Plastiche Italia |

Comitato Nazionale IAA/AIAP | UNESCO Official Partner

www.aiapi.it

Art Curator presso SPAZIO-TEMPO Arte

www.spaziotempoarte.com

Casertano di nascita, veronese di adozione ma preferisco pensarmi cittadino del mondo

Intervista a cura di Maristella Angeli


Maristella Angeli: Un padre artista, poi nel 2000 la decisione di aprire un’associazione culturale ed una relativa galleria. Quali obiettivi ti ponevi, quali ti poni ora?

Roberto Ronca: Aver avuto la possibilità di seguire mio padre, sin da bambino, nelle sue attività artistiche ha fortemente influenzato il mio percorso professionale. Sono sempre stato affascinato dagli aspetti organizzativi, l’ideazione di un concept, la selezione delle opere, la progettazione dell’allestimento, la regia. Mi affascinava che dalla sapiente e creativa combinazione di questi elementi potesse scaturire un racconto, un percorso capace di catturare completamente chi avesse voluto attraversarlo. Questo concetto non ha mai smesso di sedurmi e ancora oggi muove tutte le mie scelte nella realizzazione di un evento.

Con gli anni e con l’esperienza si è aggiunto un ulteriore obiettivo: la difesa e la tutela degli Artisti e della creatività in ogni sua forma. Un patrimonio imprescindibile per l’evoluzione umana e il benessere sociale comune. In rispetto a questo principio, infatti, i nostri eventi sono assolutamente gratuiti per gli artisti partecipanti.

M.A.: “Spazio-Tempo Arte”, uno spazio che non ha confini e un non tempo. Un tempo eterno fissato nelle opere d’arte?

R.R.: Il nome “Spazio-Tempo Arte” nasce prendendo ironicamente spunto, nel 2009, dalla definizione scientifica: “Lo Spazio-Tempo è l’insieme di tutti i possibili eventi nell’universo.

Ogni punto dello Spazio-Tempo rappresenta un evento”. Volevamo rappresentare un’organizzazione che all’arte e agli Artisti dedica lo Spazio e il Tempo, ovvero la vita.

M.A.:“Le location scelte sono importanti, quella più simbolica è la Fondazione Opera Campana dei caduti a Rovereto, che promuove la Pace universale e la fratellanza tra i popoli, con la campana “Maria Dolens” che, dall’alto del colle Miravalle, si eleva diffondendo i suoi rintocchi. L’unione degli artisti in un contest che li accomuna, pur nella loro originalità espressiva, può rappresentare un messaggio forte, incisivo, tangibile, che possa diffondersi e porti ad un cambiamento?

R.R.: L’intento è proprio questo. L’idea che ha fatto scaturire il concept di “HUMAN RIGHTS?” nelle sue molte edizioni è quella di offrire al pubblico una visione varia e profonda di ogni singolo argomento, in un evento che vada a toccare le persone che lo visitano. Abbiamo assistito a molte manifestazioni di apprezzamento e di grande sensibilità da parte di molte persone che si sono sentite davvero coinvolte e che successivamente, di anno in anno, aspettano le edizioni successive per emozionarsi di nuovo. La Fondazione Opera Campana dei Caduti è un posto magico, che induce emozioni intense e durature nel tempo. Vedi, Maristella, le location sono gestite dalle persone e in tanti anni ho lavorato con molta gente. Alla Fondazione Opera Campana dei Caduti abbiamo trovato persone ottime e molto lungimiranti, a partire dal Reggente, prof. Alberto Robol e tutto lo staff, in particolare Morena Berti, Martino Cornali e Enrico Menis, con i quali collaboriamo ormai dal 2010 con grande intesa. Devo dirti che è raro trovare persone così interessate all’arte e ai temi sociali che l’arte può trattare e siamo davvero soddisfatti di come questa collaborazione prosegue. La continuità è uno degli elementi fondamentali per la buona riuscita di un evento, perché è importante lasciare una traccia nel tempo oltre che nello spazio (come dicevamo poco fa). Grazie a professionisti come questi è possibile strutturare progetti importanti che abbiano un senso più ampio e che diano al pubblico la possibilità di vivere ogni anno qualcosa di speciale

M.A.:“Nelle numerose iniziative artistiche che hai curato i concept proposti in “Human Rights”, si caratterizzano per le tematiche sociali ed ambientali. L’espressione artistica deve intessersi nel tessuto sociale?

R.R.: Secondo la mia opinione l’espressione artistica è parte integrante del tessuto sociale. Racconta la contemporaneità. Comunica. Denuncia. Ne rappresenta in qualche modo la cronaca. Ci obbliga a riflettere sul nostro tempo e porta la riflessione da uno stato interiore ad un dialogo con l’esterno; gli Artisti sono coloro che sanno comunicare, più di chiunque altro, con qualsiasi persona, indipendentemente da tutto: età, cultura, estrazione sociale, appartenenza di qualsiasi genere. La grande forza dell’Arte è proprio questa. Quando l’Arte è puro esercizio di stile, seppur finalizzato a mostrare tecnica e abilità varie, secondo me rimane un po’ troppo fine a se stessa; ciò che preferisco è Arte che lasci un segno indelebile nella memoria. Ti potrei raccontare moltissimi episodi che ci parlino di questo; uno per tutti: durante una visita guidata a HUMAN RIGHTS? di qualche anno fa, i ragazzi di una scuola d’arte fotografarono molte opere per utilizzarle come sfondo dei loro cellulari. Cosa c’è di più bello di un’opera che ti colpisce e ti emoziona al punto tale da volerla portare sempre con te? Cosa c’è di più interessante di una mente giovane che si apre all’arte e desidera farla sua?

M.A.:“Numerosa la partecipazione di artisti provenienti da Paesi di tutto il mondo. Artisti che s’incontrano, senza confini di alcun tipo, ognuno con il proprio vissuto. Quali i momenti più emozionanti ed incisivi?

R.R.: É una domanda bellissima eppure talmente fitta di risposte da rendere impossibile rispondere come vorrei, perché ogni evento ha portato talmente tante persone ed emozioni che mi servirebbero pagine e pagine di aneddoti. Te ne racconto uno che forse risponde meglio alla tua domanda nello specifico: qualche anno fa selezionai un artista davvero eccezionale dalla Lituania. La sua installazione era molto grande e molto complicata e non poteva essere spedita. Qualche giorno prima dell’inaugurazione questo artista arrivò in auto, con la moglie, a portare l’opera. Pioveva come poche volte ho visto piovere. Questi due ragazzi avevano caricato l’opera sulla loro auto, avevano viaggiato dalla Lituania all’Italia e sarebbero ripartiti il giorno stesso per rientrare a casa. Al loro arrivo avevano trovato un tempo talmente brutto da aver temuto che l’installazione si fosse rovinata. La prima cosa che abbiamo voluto fare è stato offrire loro la possibilità di riposare, fare una doccia e abbiamo preparato loro il pranzo; davanti a un piatto di pasta calda e confortante ci hanno detto di amare molto il caffè italiano. Naturalmente ci è venuto spontaneo regalare loro un pacco di caffè. Nonostante fosse un gesto semplicissimo e di nessun valore economico, abbiamo visto nei loro occhi la sensazione di sentirsi accolti e apprezzati. Nello stesso momento loro avevano preparato per noi un regalo fatto da loro. É stato un momento davvero emozionante, bellissimo nella sua semplicità, fatto di abbracci, di scambio e per noi pieno di gratitudine per aver avuto la possibilità di incontrare e conoscere meglio due belle persone creative e piene di amore per l’arte e per gli altri.

In ogni evento si incontra gente di tutto il mondo ed è sempre bellissimo ed emozionante sentir parlare tante lingue diverse, vedere volti così entusiasti, vedere abbracci continui di persone che magari fino a quel momento si conoscevano solo virtualmente tramite i social. Un evento è bello anche per questo, perché è una ottima occasione per rendere reali i rapporti e aiutare gli artisti a confrontarsi tra loro

M.A.:“Puoi definire i punti essenziali e gli obiettivi fondamentali dell’Associazione Internazionale Arti Plastiche Italia, Comitato Nazionale IAA/AIAP, UNESCO Official Partner?

R.R.: Il nostro intento principale è rappresentare gli Artisti italiani e residenti in Italia; AIAP/UNESCO definisce giustamente Artista non solo chi vive della propria arte e fa di essa la fonte del proprio sostentamento ma anche tutti coloro che creano arte e contribuiscono con la loro creatività a migliorare il mondo. Senza arte non si potrebbe vivere, quindi gli Artisti sono necessari per una società che possa cercare di migliorare sempre. Tutte queste persone, che anche in Italia sono migliaia e tra esse vantiamo talenti davvero eccellenti; gli Artisti hanno il diritto di vedersi riconoscere come gruppo sociale per poter avere un sostegno dalle istituzioni. Aderendo ad AIAP abbiamo deciso di unire la nostra filosofia con le loro direttive. I nostri eventi sono sempre a partecipazione gratuita e questa è la prima cosa in assoluto che gli artisti ci chiedono. Oltre a questo gli iscritti ad AIAPI hanno la possibilità di ottenere la Professional Artist Card, una tessera personale che offra loro gratuità e sconti in tutto il mondo, in quanto appartenente al circuito mondiale AIAP, del quale in ogni Nazione esiste un Comitato come noi. Nel nostro sito aiapi.it si trovano molte informazioni su questo ed altro e naturalmente il nostro staff è sempre disponibile per chiunque. AIAP è una grande famiglia internazionale ed è molto bello scambiare con gli altri Comitati Nazionali call-for-artist, notizie e indicazioni su Artisti e molto altro. Nel tempo AIAPI si propone di diventare una vera e propria associazione di categoria così da poter avere una forza di dialogo consistente con le istituzioni. In Italia non è facile, lo sappiamo bene, ma ce la mettiamo tutta e stiamo facendo il nostro meglio per poter essere un punto di riferimento per gli Artisti e le associazioni artistiche nel nostro Paese

M.A.: “Le numerose esposizioni artistiche che hai curato, si caratterizzano nella partecipazione gratuite. Come ci riuscite?

R.R.: Offrire eventi gratuiti agli Artisti mi consente di essere sempre libero nelle mie scelte, perché non ho necessità di ‘fare cassetto’ e quindi le mie selezioni sono sempre basate sulla singola opera proposta. Questo lavoro richiede moltissimi sacrifici, dedizione totale e tutto il tempo che ho a disposizione e come ben sai è un lavoro privo di orari e di regole; non è facile ma è ciò che ho scelto. Organizzare eventi ha senso per me quando mi dà soddisfazione. Per ogni evento coinvolgiamo quindi partner pubblici e privati che sostengano le spese e ci consentano di lavorare al meglio.

M.A.: “Il ruolo di Direttore Artistico e Art Curator, sicuramente è impegnativo e complesso. Quali sono le difficoltà che incontri? Quali le gratificazioni?

R.R.: Entrambe le questioni sono molto complesse da descrivere perché costituite da innumerevoli risposte. Si tratta di un lavoro non facile che attira le ire di chi vorrebbe fare ma non può o non sa, di chi vorrebbe condizionare gli altri, di persone che ritengono di saperne sempre più di te, di chi prova sentimenti contro e li manifesta con aggressività e spesso con incompetenza. Molta parte del nostro lavoro si sviluppa in rete, dove si trova una fauna complessa, costituita da persone di tutti i generi, compresi gli haters. Quest’ultima d’altronde, è una delle realtà più odiose di questo periodo storico, perché tra le più degradanti, frutto di immensa frustrazione e della mancanza di una vita soddisfacente.

Questo scenario riguarda molti professionisti e molte professioni, ma devo dire che nel mondo dell’Arte sembrano esserci tante persone che si ritengono esperte e che spesso si sentono in obbligo di ‘parlare’ anche se non hanno niente da dire; fortunatamente la maggioranza è costituita da bellissime persone che creano arte con animo puro e libero da invidia e frustrazione ed è con costoro che mi piace confrontarmi tutti i giorni.

Una delle difficoltà è muoversi nei meandri della farraginosa macchina burocratica italiana, come pure districarsi con una politica che in questo momento storico è totalmente lontana dalla cultura e dall’arte soprattutto quando proviene da organizzazioni autonome. Complicato è anche confrontarsi sempre con persone provenienti da tutto il mondo che hanno esigenze di tutti i generi ma questo è anche ciò che ci arricchisce quotidianamente e quindi, se da un lato questo comporta grande concentrazione e molti sforzi per cercare di capire e venire incontro a tutti, è anche ciò che mi gratifica moltissimo.

Il grande successo di HUMAN RIGHTS? come di altri eventi comporta selezioni e scelte spesso dolorose, che di anno in anno diventano sempre più difficili perché attirando tanti Artisti da tutto il mondo mi trovo spesso nell’impossibilità di scegliere molte opere e dover dire di no a molti Artisti che apprezzo. Ecco, questo è ciò che racchiude entrambe le tue domande, perché è davvero difficile ma molto gratificante poi strutturare un evento che viene apprezzato e che mi dà grandi soddisfazioni. La più grande gratificazione è indubbiamente la vigilia dell’inaugurazione, ad allestimento finito, quando vedo che il mio racconto è completo e parla esattamente di ciò che avevo in testa quando l’ho ideato e posso godermi l’esposizione da solo, in silenzio e pensare, ancora una volta, che ho scelto il lavoro che amo

M.A.: “Il lavoro in team è necessario per realizzare progetti artistici, installazioni, video-art, video-performance. Cosa consigli?

R.R.: Partiamo dal concetto che lavorare da soli è impossibile quando si sceglie di lavorare in maniera professionale e a livello internazionale. Strutturare un team non è semplice perché ognuno desidera, giustamente, portare avanti le proprie idee e i propri obiettivi. Ciò che è importante è individuare un obiettivo comune, condiviso, chiaro e portarlo avanti con onestà intellettuale e coerenza. Succede che le persone ci deludano ed è importante saper scegliere, seppur con sofferenza, di mantenersi sempre coerenti con le proprie scelte, pur con elasticità. Ciò che trovo fondamentale è la professionalità e la competenza, ovvero il lavoro basato sullo studio, sulla preparazione continua, evitando improvvisazioni o hobbismo che altrimenti conducono su strade pericolosissime, fatte di frustrazioni, di conflitti, di superficialità e pressapochismo.

Lavorare con grandi professionisti è sempre un grande arricchimento e devo dire che nei confronti degli altri soci di AIAPI Debora Salardi, Piergiorgio Baroldi, Ornella Luvisotto e con tutte le persone che collaborano con noi e ci sostengono nelle nostre attività provo un grande senso di gratitudine e di soddisfazione, perché siamo tutti sullo stesso piano e nessuno di noi ha necessità di emergere sugli altri; Il clima è collaborativo, sereno e stimolante e riusciamo a condividere gli intenti e portare avanti dei progetti complicati e non facili da gestire ma molto gratificanti, che ci fanno capire che stiamo andando nella giusta direzione.

La stessa formula vale per gli Artisti che vogliano creare progetti artistici in team con altri Artisti o professionisti di altri settori che li supportino (ad esempio nella videoarte e nella videoperformance spesso le opere sono strutturate in team ben strutturati e composti da molte persone): l’elemento fondamentale è sempre la condivisione degli intenti e degli obiettivi, ma prima di qualsiasi altra cosa è necessaria una condivisione emotiva che faccia comprendere a tutti la volontà di lavorare con serenità e uguaglianza. Nessuno deve voler emergere sugli altri, perché tutti sono fondamentali alla buona riuscita di qualsiasi progetto di qualità.

M.A.: “Tua moglie, Debora Salardi, rappresenta un forte riferimento ed una competente collaboratrice. Lo staff di professionisti è essenziale per la riuscita di ogni evento. Chi desideri ringraziare?

R.R.: Debora è la figura centrale e fondamentale della mia vita. E questa è l’unica definizione che riesco a darle sul piano personale. Sul piano professionale non riuscirei mai a definirla una ‘collaboratrice’. È una professionista con vent’anni di esperienza ed è un elemento essenziale di AIAPI di cui gestisce l’organizzazione e la comunicazione. Risolve i problemi; è il nostro ‘mister Wolf’. Svolge il lavoro, a volte nascosto in cabina di regia, che tiene insieme tutte le parti della struttura. Oltre a questo e prima di tutto, è una persona molto creativa ed è la mia metà da 12 anni: tutti gli eventi che abbiamo ideato con AIAPI e prima con Spazio-Tempo Arte sono usciti dalle idee di entrambi, insieme.

Tutti in AIAPI siamo uguali e nessuno è ‘collaboratore’, ma siamo tutti colleghi: Piergiorgio Baroldi, creativo e preciso è indispensabile per la sua competenza nel campo dell’arte, dell’amministrazione e del suo impegno come concept coordinator. Ornella Luvisotto è artista sopraffine e preziosa nelle pubbliche relazioni oltre che elemento di coesione con altre associazioni e istituzioni.

Nel nostro gruppo di lavoro abbiamo ottimi Key Account Manager che ci aiutano a sviluppare una fitta rete di relazioni: Franco Cardone, Gabriella Maldifassi, Daniela Tabarin, Riccardo Silva Bedmar, Francesco Fai, Elina Tsingiroglou per la Grecia, Olivier Leogane per il Canada.

Desidero dedicare un particolare ringraziamento al Maestro Alfredo Avagliano, un Artista di eccelsa e rara qualità che in AIAPI, con amore e dedizione, svolge il non facile compito di gestire i nostri canali social da sempre, selezionando e coordinando il gruppo degli admin: grazie al suo lavoro quotidiano i nostri numeri nei social crescono continuamente e ci offrono grande visibilità.

M.A.: “Progetti per il 2018?

R.R.: Innanzitutto HUMAN RIGHTS?#EDU che in questa edizione è dedicato al diritto all’educazione e all’istruzione e che, come già è stato negli ultimi anni, viene organizzato con la Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto e in linea con l’agenda 2030 UNRIC, che ogni anno propone argomenti fondamentali per il rispetto dei diritti delle persone in tutto il mondo. La call-for-artist è aperta fino a metà maggio. Inauguriamo il 23 giugno e aspettiamo tutti a visitare sia l’evento che la location, sempre magica e suggestiva.

Stiamo strutturando inoltre un evento dedicato ai soci AIAPI, ma questa è una anticipazione della quale non posso ancora fornire elementi. Ti dico solo che è sempre stato nostro intento organizzare un evento esclusivo per i nostri soci e finalmente abbiamo la possibilità di lavorarci serenamente e con obiettivi chiari. Abbiamo strutturato un progetto con un argomento che, sono certo, ti piacerà. Maggiori dettagli su questo saranno pubblicati a breve nel nostro sito e nelle nostre pagine social.

CONTEMPORARY VISIONS | VIDEOART IN LOOP è l’evento di videoarte in condiviso in contemporanea in tante location nel mondo che organizzeremo verso la fine dell’anno.

Oltre agli eventi organizzati direttamente, AIAPI patrocina gli eventi personali dei nostri soci e spesso eventi collettivi di particolare rilievo a livello nazionale e internazionale.

Nostro impegno costante è la selezione raccogliere le call-for-artist gratuite in Italia e nel mondo per aiutare i nostri associati a trovare occasioni valide per esporre la propria arte.

I nostri associati trovano anche sostegno e supporto tramite le convenzioni che stipuliamo con enti pubblici e privati e con aziende che offrono sconti o gratuità per gestire al meglio il loro lavoro.

In questo 2018 ci sono stati tanti cambiamenti a livello professionale e personale e sentiamo l’esigenza di aprirci di più all’esterno per portare in Italia collaborazioni importanti che ci aiutino a far conoscere sempre di più le nostre eccellenze in tutto il mondo

La presentazione dell’ultima edizione di “HUMAN RIGHTS?” alla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto. Da sinistra: Debora Salardi, Alberto Robol (Reggente della Fondazione), Piergiorgio Baroldi, Roberto Ronca

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