Lorenzo Puglisi

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L’artista

Lorenzo Puglisi (Biella, 1971) è autore di una pittura caratterizzata dall’utilizzo diffuso del colore nero per creare uno sfondo di buio assoluto, dal quale sprigionano fiotti di luce capaci di definire i volumi, i volti, le parti del corpo, come presenze catturate in un’espressione o in un gesto, frutto di un lungo percorso verso l’essenzialità della rappresentazione e denso di rimandi alla storia della pittura ad olio. Il forte interesse per la natura umana e dunque per il mistero dell’esistenza sono le basi tematiche della sua ricerca e lo stimolo ossessivo verso il tentativo di raffigurarla. Dal 2015 la sua ricerca artistica si focalizza sulla composizione della scena pittorica nel senso più classico ed ampio, con grandi tele riferite a capolavori del passato e filtrate dalla sua iconografia.

Vive e lavora a Bologna.

Scrive Martina Cavallarin

<<Nel lavoro di Puglisi interagiscono le due polarità rappresentate dall’appropriazione da una parte e dal richiamo alla pittura più pura dall’altra, estremi che danno luogo a una rappresentazione inattesa. Le sue opere da un lato evocano alcuni temi iconografici dell’arte, dall’altra sono caratterizzate dalla stesura dei fondi che si pongono in netta contrapposizione con la gestualità fredda e materica dell’espressionismo impiegato per realizzare le forme dei soggetti. In queste opere la post elaborazione, e la dissoluzione della struttura classica della pratica pittorica, si dirige a favore di un’elaborazione personale e strettamente connotata sia nell’architettura costruttiva costituita da grandi supporti verticali o orizzontali, sia nel linguaggio pittorico inteso come gesto ed espressione, moto quasi violento e volutamente dispersivo nella ristretta campitura in cui si poi si riassume: volto e mano, soltanto volto e mano.

Le tele edificano un ring di composizioni pittoriche che giocano tra conclamati passaggi di materia luminosa e la sinuosa irraggiungibilità dello spazio fondo della struttura, tra la spudoratezza dell’opera e il suo porsi in uno stato di empatia con lo spettatore, dialogo serrato e irrisolto che costituisce la domanda sempre aperta dell’Arte. Nell’opera di Puglisi la realtà, la surrealtà, il senso e il non-senso, coesistono e affondano le proprie radici nella struttura della visione sentendo la necessità, l’artista, di far subentrare il sogno alla realtà, direi di imporre il sogno sulla realtà quasi fossero in antitesi, risolvendo il “conflitto” che subentra nel rintracciare la memoria di qualcosa che è già stato e ponendo l’intera realtà come fosse un sogno. A tratti incubo iconoclasta, della cui versione originale resta solo una vacua e contaminata aura, la pittura di Puglisi ha l’intento di dilatare il senso profondo dei messaggi tramandati dai grandi maestri lungo il cammino della storia e dell’esistenza dell’uomo. E lo fa formulando un processo di dislocazione che si svela con la proiezione e la mappatura dei profili apportati su tele e carte. I lavori sono residui eseguiti con pennellate, spatolate o getto di materia distribuito direttamente con i palmi e le dita, scintille generate da un fuoco nero. Nel suo lavoro ciò che è restituito, è esercizio di forme fantasma, coazione alla citazione, contro verità, fughe di luci e apparenze di ombre, fusione e aggregazione spontanea di racconti, narrazioni che stabiliscono un dialogo tra Storia dell’Arte e Cultura contemporanea. La sua ricerca innesta tutte le problematiche di una personalità ricca, ossessiva, calibrata nel perpetuo proprio personale inventario tra ripetizione e sperimentazione>>.