Pietro Cavallini e il mosaico all’italiana

di Marco Grilli

Uno dei grandi Maestri del mosaico è Pietro Cavallini, un pittore e mosaicista italiano nato nel 1240 e morto nel 1330 circa, noto a tutto il mondo come il più gande esponente della scuola romana del XIII secolo, dal quale grandi artisti hanno appreso l’arte stessa del mosaico.

La sua fama, infatti, è principalmente legata al grande ciclo di Santa Maria in Trastevere a Roma, dove realizzò i meravigliosi mosaici absidali raffiguranti le Storie della Vergine (datati 1291), e agli affreschi di Santa Cecilia, realizzati nel 1293 circa e assai apprezzati da Lorenzo Ghiberti, che arrivò anche ad attribuire al Cavallini tutta la decorazione della chiesa.

Di questa decorazione oggi restano soltanto parte del Giudizio universale (posto in controfacciata) e alcuni lacerti di affreschi sulle pareti laterali raffiguranti alcune Storie Bibliche.

Original File: https://it.wikipedia.org/wiki/File:SMariaTrastevereW6.JPG, cc, autor Welleschik

Va annotato che grazie a queste preziose testimonianze artistiche del Cavallini che sono giunte sino a noi, è stato possibile attribuire la giusta importanza a questo grande Maestro del passato, assai attivo in molti cantieri romani del tempo e molto probabilmente anche artefice di alcune decorazioni all’interno della prima Basilica Vaticana, oggi completamente (o quasi) scomparsa.

Ma chi era Pietro Cavallini e quale fu la sua formazione artistica?

Non molte sono le informazioni riguardo al nostro artista, certo è che tutte le informazioni documentarie giunte sino a noi lo collocano a cavallo tra il 1273 e il 1321: certa è la sua provenienza romana in quanto le fonti lo definiscono proprio come pictor romanus. Dopo un breve soggiorno a Napoli presso la corte angioina, Cavallini rientra a Roma dove tra il 1325 e il 1330 trova la morte.

Le ulteriori informazioni riguardo all’artista ci giungono da un suo discendente, il pittore della corte papale Giovanni Cavallini che, all’interno di alcuni suoi appunti, lo chiama Pietro de Cerronibus, un chiaro nome riscontrabile anche all’interno delle fonti stesse, che ha permesso di associare questa figura (e le sue vicende storiche) a quella di Pietro Cavallini (stessa sorte che toccherà anche ad altri artisti quali Giorgione nella seconda metà del Quattrocento).

Original file: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Pietro_Cavallini_011.jpg

Certo è che il Cavallini da sempre è considerato il grande rinnovatore artistico della fine del XIII secolo. Recuperando la tradizione classica attraverso i mosaici paleocristiani del IV e V secolo e seguendo una via di ammodernamento già intrapresa a Roma a cavallo tra l’XI e il XII secolo, è riuscito a riproporre uno spazio in cui le figure, ritrovato il loro volume corporeo, si inseriscono in modo libero e naturale, superando la tradizione tardobizantina parallelamente all’azione intrapresa da Giotto.


Attenzione: le immagini, cc, sono state ricavate da Wikipedia, alla voce dell’autore.


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