“Winfred Gaul – Malerei” – la nuova mostra alla Galleria Menhir Arte Contemporanea di Milano.

Testo di Stefania Rusconi

Winfred Gaul – Malerei” è il primo progetto espositivo con cui la galleria Menhir Arte Contemporanea inizia il 2018 (fino al 15 aprile 2018).

La scelta di presentare un artista internazionale come Gaul deriva dalla volontà di riscoprire e valorizzare un preciso periodo storico-artistico che, dalla seconda metà del XX secolo, ha coinvolto diverse realtà nazionali: la Pittura Analitica.

La mostra personale di Milano, curata da Marco Meneguzzo e Alberto Rigoni, si concentra soprattutto su due periodi della ricerca artistica di Gaul: quello geometrico e quello analitico. Nonostante gli esordi di matrice informale (anni Cinquanta), la sua indagine negli anni Settanta si spinge verso un radicale cambiamento del gesto pittorico: un azzeramento necessario della Pittura che si traduce in un ripensamento degli elementi pittorici tradizionali.

Credit Bruno Bani

È così che i lavori più geometrici si strutturano come “segnali” per diventare, poi, marchiature (Markierungen): lavori in cui un unico colore dato per campiture piatte invade la superficie preparata con lo stesso colore diluito.

Per Gaul la Pittura diventa “un’alternativa attuale” in grado di offrire nuove possibilità espressive che si concretizzano sotto forma di segno e di colore.

L’esposizione alla galleria Menhir Arte Contemporanea di Milano è in grado di far rivivere il viaggio italiano che, negli anni Sessanta, ha portato l’artista ad abbandonare la poetica informale per avvicinarsi a una ridefinizione delle potenzialità plastiche della Pittura.

BREVE BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Winfred GAUL è nato nel 1928 a Düsseldorf, dove è morto nel 2003.

Dopo aver frequentato nel 1949 l’Università di Colonia, nel 1950 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda. Per fare arte, Gaul, sceglie senza indugi la pittura, cui rimane costantemente fedele fino alla sua ultima opera. Nel campo della pittura esordisce con dipinti di matrice informale che espone nella sua prima personale, alla Galleria Gurlitt di Monaco di Baviera nel 1956. Sempre con quadri elaborati all’interno delle poetiche dell’informale, nel 1959 viene invitato a “documenta 2” di Kassel. Il soggiorno romano del 1961 segna per Gaul l’abbandono dell’informale in favore del cosiddetto “periodo dei segnali”: acrilici su formati sagomati, caratterizzati da profili e contrasti netti, colori saturi. Di ritorno in Europa, dopo un’esperienza negli Stati Uniti, l’artista tedesco si dedica a più riprese anche all’insegnamento. Nel 1968, mentre è di stanza a Genova per preparare la sua personale alla Galleria La Polena dell’anno seguente, conosce Gianfranco Zappettini, cui lo legherà fino all’ultimo una forte amicizia. Grande esperto di astrazione italiana, assieme a Zappettini e al critico tedesco Klaus Honnef, è tra i fondatori teorici della Pittura analitica. È del 1973 la sua prima retrospettiva presso il Westfälischer Kunstverein di Münster. Tra le mostre collettive dedicate all’astrazione internazionale, negli anni Settanta ha partecipato a “Tempi di percezione” (Livorno, 1973), “Un futuro possibile. Nuova pittura” (Ferrara, 1973), “Geplante Malerei” (Münster, 1974), “Analytische Malerei” (Düsseldorf, 1975). Nel 1977 ritorna a Kassel, invitato a “documenta 6” con le “Markierungen”. Le sue opere su cartone note come “quadri neri” e “recycling” caratterizzano il biennio 1981-1983. La prima retrospettiva dell’opera su carta di Winfred Gaul arriva invece nel 1988, al Museum Morsbroich di Leverkusen. La produzione degli ultimi due decenni è impostata su composizioni corsive calibrate sui contrasti cromatici come testimoniano, tra le altre, le personali tenutasi al Von der Heydt-Museum di Wuppertal nel 1998 e alla galleria Brüning & Zischke a Düsseldorf nel 2000.


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