Tina Sgrò

L’artista si presenta

Tina Sgrò


Le mie riflessioni, la mia arte, la mia poetica.

Sto cercando di portare avanti una poetica dell’insignificante, cioè della proposizione differenziata dell’oggetto, di una situazione in genere, rispetto allo sguardo dello spettatore.

Il mio sguardo indaga continuamente, riuscendo ad individuare dietro l’insignificante, una grande dimensione emozionale, oltre…

L’insignificanza costruttiva è la capacità di portare il proprio personale sguardo a raggiungere obiettivi altri e nascosti, superando l’iniziale impatto immediato osservando un oggetto o comprendendo un luogo.

La consacrazione dell’oggetto di uso quotidiano è un traguardo importante e possibile. E’ significativo trovare e lodare poesia dietro la “mediocrità” dell’uso giornaliero di un mestolo o di un piatto, o all’interno di un vivere apparentemente monotono.

I miei dipinti vivono di soggetti fermi, dopo l’immediato movimento/uso.

La figura, assente, ha compiuto l’azione, scomparendo repentinamente.

Io racconto il dopo-azione. La successione di attimi vitali.

Vedere oltre: questo è il mio scopo primario. Anche nella società.

La pittura per me è guardare oltre le apparenze. Se penso ai miei primi lavori, ricordo che dipingevo oggetti di uso quotidiano, come mestoli, pentole, piatti, scorci di cucina, ma già da allora per me quelli non erano solo oggetti. Io ci vedevo qualcosa che andava oltre a come mi apparivano, ci vedevo un’azione compiuta.

Se penso ad un viaggio, penso ad un volo alto che mi permette di vedere le cose dall’alto, metaforicamente parlando. In senso fisico mi piace vedere e visitare le grandi città, assorbire la loro magica dinamicità. Vivo degli impulsi della city e vedo oltre anche in posti in cui forse il degrado è vita.

La centralità dell’oggetto è per me uguale porsi al lato dell’esperienza per raccontarla nei dettagli: l’oggetto ha la sua autonoma vita., relativamente a come l’uomo ne fa uso. Perché l’oggetto è pretesto.

Grazie a questo meccanismo, ottengo degli effetti puramente emotivi, dove luce e ombra si danno appuntamento per superare il confine della tela.

<<(…) la realtà pur tanto presente è un sogno. Le stanze dipinte sono gonfie di simboli e giochi geometrici galleggianti entro le forme abbandonate, come ricordi, in una sospensione spaziotemporale, il dilagare di uno spazio-tempo mnemonico e soggettivo, tutto interiore e immateriale a mano che la pennellata, la stesura cromatica si fa vieppiù presente e materiale>>. 

Rolando Bellini su Tina Sgrò

Ruolo dell’arte nella (mia) vita.

Fondamentalmente per me la pittura è tutto. Ne sono totalmente invasa. Penso molto spesso come devo affrontare la tela, il colore, le mie emozioni concrete e reali.

In generale, penso che sia necessario calarsi nella professione completamente, senza pensieri “devianti” e ho scelto ed accolto questa meravigliosa professione prendendone anche tutti i rischi.

I temi che tratto sono generalmente interni di case medio-borghesi, stanze vuote, tavolini con oggetti che celano una presenza umana passata. Non c’è fisicamente una persona, racconto, insomma, un dopo-azione.

La disciplina dell’artista.

Il lavoro dell’artista è metodico e rigoroso. Direi quasi scientifico.

Non ci sono pause, soprattutto a livello mentale. E’ necessario, per me, riflettere molto prima di agire. Sistemare gli oggetti, collocare le varie parti in corso d’opera. Talvolta prendo spunto da ciò che vedo intorno a me. Un angolo che mi colpisce, la casa di un’amica. Il ricordo di case della fanciullezza.

Molto spesso si parla di ispirazione, di momento da cogliere all’istante. In un certo senso, tempismo.

Un tempo anche io credevo all’ispirazione (comunque ci credo tuttora…), ma quando ci sono delle urgenze, delle richieste da parte delle gallerie che mi seguono, allora lì è necessario coniugare l’ispirazione di quel momento, di quei giorni con la necessità pratica di dipingere costantemente per poter produrre tanti quanti sono i dipinti richiesti.

In quel momento è necessario essere metodici e puntuali. E anche organizzati.

<<La dialettica che pone in antinomia il naturale e l’artificiale, l’uomo e i prodotti della sua attività, diventa il mezzo per testimoniare il proprio tempo; i frammenti di quotidianità che Tina Sgrò ci presenta appaiono, insomma, come immagini interiori, autentiche proiezioni dello spirito>>.

Franco Migliaccio


Cenni Biografici

Tina Sgrò nasce nel 1972 a Reggio Calabria, dove ha svolto gli studi, diplomandosi in pittura presso un’Accademia di Belle Arti italiana. Vincitrice e finalista di importanti concorsi nazionali (Premio Morlotti, Concorso La Fenice Des Artistes, Premio Carlo dalla Zorza…),.

E’ anche diplomata in solfeggio, per cui diciamo che ama l’arte in maniera globale.

Fin da piccola mette in mostra le sue qualità e solo nel 1985, iscrivendosi presso l’Istituto Statale d’Arte di Reggio Calabria, da inizio ad un percorso didattico emozionale che sarà importante nella sua vita di donna e artista.

Comincia seriamente a pensare che forse l’arte, la pittura in particolar modo, può essere l’essenza della sua vita e nel 1998, dopo aver concluso il percorso accademico diplomandosi in Pittura con 110 e lode, inizia una lunga e tortuosa esperienza nell’ambito dei premi di pittura e delle esposizioni in collettive.

La sua prima personale risale al 2003, presso la Galleria Magenta 52 di Milano, insieme ad Anna Madia, artista talentuosa e cara amica.

Nel 2003 è vincitrice del lotto n°3 – concorso per l’acquisizione di opere d’arte per l’abbellimento della sede della Corte dei Conti di Potenza e nel 2006 si aggiudica il Premio Pittura Targa Oro del concorso nazionale Premio Arte Mondadori.

Nel 2012 è ancora vincitrice del lotto A3 – bando opere artistiche da ubicare nell’ambito del Centro Polifunzionale sede della nuova Questura e della Polizia di Stato di Grosseto.

Nel frattempo cominciano a susseguirsi diverse mostre collettive e personali in diverse gallerie italiane, aggiungendo qualche esperienza di rilievo all’estero, come per esempio la collettiva presso lo SDAI – San Diego Art Institute – Museum of the Living Artist – California nel 2009.

Nel 2017 vince il Premio assoluto di Grafica al Premio Marchionni 2017, presso Villacidro (Ca).

Attualmente vive ed opera tra Reggio Calabria e Milano. Il 2018 la vedrà protagonista in diverse esposizioni in Italia e all’estero.


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