Intervista a Laura Coppa | Direttore Artistico e curatore International Art Festival AR[t]CEVIA

a cura di Maristella Angeli

Maristella Angeli: La tua formazione artistica è significativa, la Laurea al D.A.M.S. di Bologna, stage corso d’Eccellenza, Master, formazione e Laurea in Scienze della Formazione Primaria. Quanto hanno inciso le conoscenze acquisite sul tuo percorso lavorativo?

Laura Coppa: In realtà, dovrei prima fare una modifica alle informazioni contenute nella domanda… Quella di Formazione primaria è stata una bellissima esperienza, ma non conclusa. Tuttavia posso aggiungere un diploma in Organizzazione di eventi culturali e, fresca di stagione, la frequenza del corso di Specializzazione in Beni Culturali, sempre all’Università di Bologna.
Questo solo per dire che, la formazione, come per ogni professione, è fondamentale. E altrettanto importante è continuare a studiare, soprattutto quando ci si occupa di un settore in continua evoluzione, come quello dell’arte contemporanea. Non si può fare il medico senza titoli e la stessa cosa dovrebbe valere per tutte le altre professioni, incluse quelle dell’arte. Non si può parlare di arte contemporanea senza essere storici dell’arte e, inoltre, andrebbe fatta una successiva distinzione fra medievalisti, modernisti e contemporaneisti, anziché farsi abbagliare da nomi altisonanti. Per concludere, non è tanto il fatto che le mie conoscenze hanno inciso sul mio percorso lavorativo, ma sono state (e sono) conoscenze fondamentali per il mio lavoro.

M.A.: Tra le varie esperienze, che riguardano anche la progettazione e lo svolgimento di percorsi didattici, quale ritieni più significativa?

L.C.: Le metterei sullo stesso piano, in verità. Ogni volta sono entrambe delle sfide: quella di organizzare eventi, soprattutto, necessita di tanta capacità di adattamento e di tanta creatività, per riuscire a fare il più possibile con quattro spiccioli! La progettazione didattica invece mi diverte tantissimo. Questo non significa che sia facile, affatto! Ma mi permette di cambiare continuamente il punto di vista di fronte ad un argomento, per renderlo accattivante, per incuriosire, far divertire, ma, allo stesso tempo (e soprattutto, aggiungerei!), piantare dei semi che poi trovino un terreno mantenuto fertile e far crescere rigogliose piante nel futuro.

M.A.: Direttore Artistico e curatore International Art Festival AR[t]CEVIA dal 2012. Una svolta importante e molto impegnativa. Quale fase è più complessa? Quali sono i momenti più emozionanti e gratificanti?

L.C.: Il Festival è un macchinario complesso. Gli ingranaggi, collegati fra loro, sono tanti per riuscire a far funzionare una collettiva con 60 artisti provenienti da tutto il mondo e circa 15 eventi sparsi nel territorio, inclusi gli infiniti cavilli burocratici. Ovvio che, se un ingranaggio si rompe… potrebbe essere un disastro. Bisogna far funzionare tutto al meglio, senza mai perdere di vista nulla. Per questo ogni momento è estremamente delicato, soprattutto nella fase preparatoria: tutto quello che succede dietro le quinte, per intenderci e che spesso non si considera. Le emozioni e la gratificazione poi arriva dagli sguardi degli artisti e del pubblico, da chi chiama da tutta Italia per sapere a che ora chiude la mostra, perché sta partendo appositamente per vederla. E tutto ciò, non finisce con il Festival! Perché le amicizie nate, i progetti messi in piedi, la commistione creativa perdura nel tempo e va oltre ogni aspettativa, sfuggendo anche dal controllo della stessa organizzazione del Festival. Tutto ciò è quello che AR[t]CEVIA ha sempre voluto.

M.A.: Nel 1976 nasce il progetto “Operazione Arcevia”, che rimase un sogno mai realizzato di Ico Parisi. Nel 2007, nasce il Progetto AR[t]CEVIA. “Investire sulla cultura come motore dell’integrazione sociale, finalizzato all’apertura dal locale al globale.” Avete realizzato questo sogno?

L.C.: Il progetto di Ico Parisi e di tutti gli artisti coinvolti fu per il suo tempo un progetto visionario, a dir poco. Un’utopia che, per tanti aspetti, a riguardarla oggi non avrebbe neanche potuto funzionare, con molte probabilità. Ciò non toglie che, in quello stesso, complicatissimo studio, vi fosse qualcosa di una lungimiranza straordinaria. Quello di AR[t]CEVIA è stato sin dall’inizio sogno e desiderio con aspettative adattate al proprio tempo, al territorio e al tempo necessario per compiersi. Volevamo portare il territorio nel mondo e volevamo portare il mondo ad Arcevia, attraverso il festival. Progettavamo di fare di questo paese già terra feconda di ogni arte, un luogo di incontro e di sperimentazione artistica. Beh… se si desidera qualcosa davvero e ci si impegna per ottenerlo… si riesce. E noi ci siamo riusciti e ci stiamo riuscendo, ogni anno di più…

M.A.: L’Associazione AR[t]CEVIA, si costituisce nel 2012, tra gli obiettivi: sostenere gli artisti che ritiene validi e meritevoli supportandone e promuovendone le idee ed i progetti. Avete avuto riscontri positivi?

L.C.: Continuamente! A partire dai progetti sviluppati insieme con artisti che poi sono anche diventati parte attiva della ONLUS e con tanti, tantissimi altri con cui continuiamo a costruire progetti anche fuori dal Festival stesso.

M.A.: International Art Festival AR[t]CEVIA ha raddoppiato le presenze, un successo crescente dato anche dall’elevato livello degli artisti, delle opere selezionate, dalla multimedialità. Esposizioni e performance nei castelli, diverse espressioni artistiche che si uniscono. Avete pensato ad un evento itinerante?

L.C.: Sì, certo! Ma abbiamo pensato anche che non funzionerebbe. AR[t]CEVIA è strettamente connessa ai luoghi in cui si compie ed esportarla così com’è, significherebbe non fare nulla di nuovo, perdendo un po’ di senso. Ha funzionato nel momento in cui abbiamo ricostruito un tre giorni di Festival alla Miklova Hisa, la Galleria d’Arte Contemporanea più attiva per la sperimentazione a Ribnica, in Slovenia. Siamo partiti con 30 artisti, grazie ad un finanziamento europeo, per fare un tre giorni di performances, un concerto e una mostra di un mese. Ed è stato un successo. Abbiamo fatto e continuiamo a fare anche altri eventi, sia nelle Marche che fuori, ma sono diversi, connessi al luogo, seppur è sempre pregnante il marchio AR[t]CEVIA!

M.A.: Nel corso delle diverse edizioni AR[t]CEVIA ha coinvolto il pubblico, creato sinergie in Italia, con molti Paesi, Fondazioni e altro. Ci sono novità per l’edizione 2018?

L.C.: Ce ne saranno molte! E con alcune cose cominceremo a breve… Ma, a tempo debito, la nostra pagina facebook svelerà tutto, di volta in volta…

M.A.: Quando si raggiungono obiettivi importanti, si desidera ringraziare chi ha collaborato, chi ha condiviso e partecipato attivamente. Chi desideri ringraziare?

L.C.: Tanta, tantissima gente! Tutti gli artisti che nel corso degli anni sono stati con noi (e siamo intorno ai 700!), i nostri assidui visitatori e tutti quelli che ogni anno ci scoprono per la prima volta, inondandoci di parole d’entusiasmo da farci scoppiare il cuore di gioia. Poi mi si perdonerà la serie di nomi che sto per elencare, ma non posso non ringraziare le mie braccia e gambe che sono Roberto Bonfigli, Sauro Marzioli, Patricia Lee Nichols e il direttore artistico della sezione musicale Luca Lampis, oltre ai collaboratori Michele e Laura Ceccacci e a tanti altri che ogni anno ci propongono bellissime e valide idee. Gli ultimi ringraziamenti, ma di dovere, sono per l’Amministrazione comunale, soprattutto nella persona del Sindaco Andrea Bomprezzi, uomo di grande sensibilità e spessore che ci sostiene in ogni maniera possibile. E per finire, un grazie enorme a tutte quelli che parlano di noi!

Facebook Fan Page AR[t]CEVIA: https://www.facebook.com/artcevia/?pnref=lhc

Laura Coppa | Note biografiche

Laureata in Discipline dell’arte al DAMS di Bologna nel 2004, frequenta un master per gli standard museali e gestione delle collezioni presso l’Università degli studi di Macerata. Dopo avere collaborato nell’organizzazione di mostre internazionali e gestione editoria presso Photology, lavorando fra Bologna e Milano, si stabilisce nelle Marche dove inizia il percorso di formazione nella progettazione della didattica museale con Amelia Mariotti e, successivamente, con il Sistema Museale della Provincia di Ancona. Nel frattempo, continua a spostarsi per frequentare corsi, esami e laboratori presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna, corsi di lettura animata e scrittura creativa.

Ha inoltre frequentato corsi del progetto nazionale Nati per la Musica, approfondito il rapporto arte e musica con corsi promossi dalla SIEM nazionale per la pedagogia e comunicazione musicale e corsi specializzati per la Comunicazione Aumetativa e Alternativa presso il Policlinico di Milano.

Ultimamente si è specializzata anche nella progettazione e organizzazione di eventi culturali.

Dal 2007 ad oggi si è occupata di ricerca e progettazione della didattica per numerosi musei nella Provincia di Ancona.

Dal 2012 è curatore e direttore artistico di AR[t]CEVIA International Art Festival ed opera come critico e curatore indipendente. Tiene regolarmente seminari e corsi di Storia dell’Arte presso alcune Uni3, cura, idea e redige progetti culturali ed eventi in collaborazione con vari enti privati e pubblici.

Dal 2017 collabora con la cooperativa Happennines per il MAM’S, Galleria d’Arte Contemporanea di Sassoferrato.

Da gennaio 2018 frequenta il corso di specializzazione in Beni storico artistici presso il Dipartimento di Arti Visive, Performative e Mediali dell’Università di Bologna.


DIVERTITI SU DARTEMA CON LE CURIOSITÀ, GLI ANEDDOTI, LE CITAZIONI, I QUIZ. LEGGI I NOSTRI ARTICOLI O COLLABORA CON NOI, ISCRIVENDOTI AL SITO E INVIANDOCI I TUOI ARTICOLI.


REGISTRATI E CREA LA TUA PAGINA PERSONALE CON FOTO, BIOGRAFIA E CONTATTI


ALLEGA I TUOI ARTICOLI E, SE CONSONI, LI PUBBLICHEREMO SUL SITO


Mettiti alla prova e gioca ai QUIZ di DArteMA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti su “Intervista a Laura Coppa | Direttore Artistico e curatore International Art Festival AR[t]CEVIA”