#accaddeoggiarte. Gustave Klimt e Piero Manzoni | 6 Febbraio

Rubrica “#accaddeoggiarte“. Giorno dopo giorno tutti gli eventi che hanno sconvolto, emozionato, commosso il mondo dell’arte verranno svelati e ci accompagneranno per tutto l’anno. Un appuntamento quotidiano curato da Giovanni Avolio. La copertina è stata realizzata da Alessandro Pastore e riassume egregiamente gli eventi che, nel corso dell’anno, avranno modo di farci compagnia (potete vedere altre opere dell’artista al seguente link: https://www.behance.net/alessandrocd06).

Dedichiamo l’#accaddeoggiarte a due grandi maestri scomparsi oggi, in anni diversi, Gustave Klimt e Piero Manzoni.

Buona lettura e buon #accaddeoggiarte

6 Febbraio

Gustav Klimt

Muore a Vienna nel 1918. Esponente del movimento artistico che prende il nome di “Secessione Viennese”, ne è stato il rappresentante più famoso e riconosciuto. Pittore austriaco, è nato a Baumgarten il 14 luglio 1862. Il padre era un orafo e la madre una appassionata di musica lirica, elementi che hanno contribuito allo sviluppo della sua poetica. Sempre più in opposizione ai rigidi canoni accademici fonda, nel 1897, la Wiener Sezession, con altri diciannove artisti. Il periodo artistico più amato dell’artista è quello che la critica definisce “periodo aureo”. Nel 1903 Klimt si reca a Ravenna, dove tornerà ancora nell’arco dello stesso anno. Qui ha modo di ammirare e studiare i mosaici aurei della città e lo sfarzo delle decorazioni bizantine. Questi elementi non possono non rievocargli il lavoro del padre e decide di trasportarli nella sua arte. Rientrato a Vienna produce alcuni dei suoi capolavori più famosi, come “Il bacio” o il “Ritratto di Adele Bloch Bauer”. Il suo stile comincerà a mutare nel 1909; con la Belle Époque giunta quasi al termine Klimt dovette affrontare una crisi artistico-esistenziale. Gli orrori della Prima Guerra Mondiale erano già nell’aria e l’incontro con Van Gogh e Matisse prima, Schiele e Kokoschka dopo, ha contribuito allo sviluppo del suo “stile maturo”, pi vicino all’ambiente espressionista che all’art nouveau.

Piero Manzoni

Muore nel 1963 a Milano, all’età di soli 29 anni. Nato a Soncino, in Lombardia, nel 1933, cresce e studia a Milano. Sebbene i suoi studi siano stati differenti all’ambito artistico, lettere classiche prima e facoltà di legge poi, è stato sempre appassionato di arte. Questo si deve alle frequentazioni della famiglia; i genitori, infatti, amavano scoprire e frequentare tutti gli ambienti artistici milanesi e avevano un ottimo rapporto con Lucio Fontana. Inizia a dipingere sin da giovane, all’inizio con una pittura ad olio paesaggistica di stampo tradizionale. Già nel 1955 inizia a discostarsi da questa tipologia pittorica per approdare nel ’58 ai famosi “Achrome”. Stringe un rapporto profondo con Enrico Castellani e fonda la rivista Azimuth nel 1959, anno in cui entra in contatto anche con il Groppo Zero. Da questo momento troverà affinità artistiche con Bonalumi, Klein, Pomodoro, Dorazio, Angeli, Johns, Schifano e molti altri protagonisti dell’arte di quegli anni.

Al 1960 risalgono i suoi famosissimi 90 barattoli di “Merda d’artista”; 30 grammi del suo “prodotto” fisico venduti al corrispettivo del valore dell’oro! La sua prematura scomparsa, causata da un infarto nel suo studio milanese, ha sconvolto e commosso il mondo dell’arte.


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