Armenia

Il mio pensiero

Armenia: mi piace pensare che nel “nomen” toccatomi in sorte sia stato scritto il mio “omen” artistico e che non sia dunque un caso se il mio lavoro trae ispirazione da terre e civiltà a cavallo tra Europa e Asia. Da questi luoghi-limite, cerniere mobili tra Oriente e Occidente, io prendo a prestito linguaggi, temi e forme dagli accenti a me assai familiari, essendo – a volte più, a volte meno oscuramente- connessi da somiglianze e richiami estetico-folklorici col mio proprio retroterra culturale: la realtà storico-artistica e antropologica siciliana.
In tale densa stratificazione, sia verticale che sincronica, elementi lontani nel tempo e nello spazio si incontrano e mischiano in virtù delle affinità che io vi riconosco. La chiave di volta che opera la fusione, io la cerco e trovo nel teatro; tutto avviene sotto il segno di Dioniso, il barbaro dio venuto dall’Oriente, e passa per le sacre rappresentazioni di strada di origine medievale, come ancora per tutta la vasta ritualità cristiana, che ha rivestito il ben più antico retaggio popolare pagano.
Di questo e molto altro si sostanza l’arte che produco; ma prima e oltre le mie preferenze in materia d’arte e la costante ricerca che precede ogni mia azione artistica, il centro ideale e spirituale del mio lavori risiede nella particolare identità della mia famiglia.
I miei genitori e mia sorella, col loro modo fantastico di leggere e raccontare il mondo, hanno plasmato i miei sensi dalla più tenera età, rendendomi curiosa di ciò che sta intorno a me e in me, di rimando, in una continua ricerca di cui l’immateriale specchio dell’arte è perfetto mezzo e metafora: come l’Angelus Novus di Klee, con lo sguardo cattivato dal passato e le ali sospinte all’avvenire.

BIOGRAFIA

Armenia nasce a Ragusa il 3 Luglio 1986 e sin da  piccola si dedica alla pittura e al disegno. Dal 2000 al 2002 frequenta l’Istituto d’Arte di Noto e dal 2002 al 2005  il Liceo  d’Arte di Modica, dove porterà a termini gli studi diplomandosi in pitturai. Nel 2005 lascia la sua città, Rosolini, e si trasferisce a Bologna dove prosegue il proprio percorso di studi in pittura presso l’Accademia di Belle Arti. Durante questi anni si muove dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al video cercando di creare opere eclettiche che si allontanino dal concetto di riproduzione seriale. All’età di 23 anni approda alla performance che le permette di esprimersi al meglio e di ibridare tutti i linguaggi artistici a lei cari. Tema centrale della sua produzione diventa il folclore della sua terra, la Sicilia, rapportata visionariamente alle tradizioni di culture  geograficamente lontane. Questo approccio è stato poi approfondito in una ricca ricerca sul sincretismo, fulcro dei suoi ultimi esperimenti artistici.

Armenia ha tenuto lezioni sulle sue opere e sulla performance all’Accademia di Cinema e Teatro di via Valsolda 177 di Roma e all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha lavorato come assistente di Pittura per due anni.

SCRIVONO DI ME…

“Col piglio d’antropologa, la sicula Armenia si cimenta in liturgie, frammenti di tradizioni popolari in via d’estinzione. Giochi senza frontiere che per l’occasione incrociano le braci folk che continuano ad ardere sotto la cenere di casa nostra con culture himalayane riviste tramite quella sorta di trattato filosofico in forma cinematografica che è Orizzonte Perduto (il film di Frank Capra che vagheggia il sogno dell’eterna giovinezza incarnato dalla mitica città di Shangri La irenico paese dove non si invecchia mai). Ciò non di meno la fiera e fallofora, Armenia si incarica di rovesciare il surplus di serenità di tale mito per raffigurarlo in forma di panoplia marziale. Ecco allora uno scudo circolare e, come pendant, una sorta di bastone del comando o corta lancia itifallica che pare suggerire chissà quale cerimoniale riconducibile ai riti agrari della fertilità. Dopodiché al centro dello scudo, dipinto secondo il modello delle decorazioni dei carretti siciliani, si staglia un nume tutelare del calibro di San Paolo che nel suo apostolico peregrinare capitò, si favoleggia, in un paesino della Sicilia, Solarino, dando qui luogo ad un particolare culto delle acque, terapeutiche inutile dire. Come se non bastasse, munito com’è di fluente barba, San Paolo (alias San Saulo) somiglia maledettamente ad un lama tibetano circondato, vattelappesca, da due verdoni flautati. Insomma, il trionfo del sincretismo”.

“Come una bislacca cometa, di tanto in tanto non manca qualche pellegrino che avverta l’esigenza d’avventurarsi nei territori del sacro alla ricerca, più o meno sfiziosa, di culti in disuso o, più semplicemente, lontani nel tempo e nello spazio. Vagabondando a capriccio a partire da quel rompicapo rosacrociano che di nome fa Vettor Piani, suvvia, non ci vuole granché a scalare, a santificare le vertigini kitsch di Floria Sigismondi e da qui, ecco, precipitare a capofitto tra le grinfie della puntigliosa Armenia che sulle tracce di Artaud incontra il balinese teatro delle ombre – “ e io voglio, con il geroglifico dio un soffio, ritrovare l’idea del sacro” direbbe l’attore e teorico transalpino- e lo fa senza abiurare il suo nietzschiano genius loci – la Sicilia- in un video dove già il titolo, Bali coi pupi, è una perentoria, prendere o lasciare, dichiarazione di intenti sottolineata nel design sonoro da ricami pentatonici incastonati come pietre preziose nel bronzeo frinire di minuscoli sonagli. E se poi, putacaso, venisse voglia di isolare il giusto frame facile pensare a certi pupazzi, a certe grottesche, medioevaleggianti, ariostesche, scenografie di Emanuele Luzzatti. Eppure non si creda che Armenia, funambolica macchina desiderante non sia in grado di smitizzare l’ingombrante peso dei suoi sincretismi, dei suoi requiem scavati nei santuari del passato come testimonia Piscrill, il piede è risorto! Un’opera fotografica che venera uno spettrale pie’ sinistro, il suo s’intende, debitamente munito d’arabescate unghie laminate in puro stile balinese. Non nei panni della Vergine bensì nelle vesti di algida falena, il piede si posa lieve sopra una luna ostensorio laddove, attenzione  i raggi lunari s’irradiano nottetempo in forma di bronzei spaghetti vesuviani. Ah, il feticismo del piede caro a Tanizaki, suggerisce qualcuno…”.

Bruno Benuzzi

“In Bali coi pupi (2013), l’artista, bardata da pupo siciliano, intavola una danza balinese, simulando anche i movimenti goffi e innaturali di marionette e burattini. L’effetto è quello di un ballet mecanique, per dirla con Lèger, che si gioca però su un piano di fusionismo culturale: la ricerca di Armenia di nutre infatti di sincretismi, di contaminazioni etniche. Un dettaglio non trascurabile è che però la gamma di segni e simboli delle diverse culture che la giovane artista siciliana riesce a mescolare non sono mai originali, ma anzi riprodotti con materiali di comune reperibilità e di basso valore anche se sapientemente composti. Si tratta dunque di vero e proprio bricolage, che qui vale anche nell’accezione offertaci dall’antropologo francese Claude Lèvi-Strauss, di riflesso pratico dell’attività mitopoietica, ossia dell’abilità umana di inventare i miti. Partendo da tutta una serie di idee, capacità e mezzi trovati collezionati e messi da parte per ogni evenienza, il bricoleur riesce a raggiungere le sue soluzioni mettendoci sempre anche qualcosa di personale. In varie performance di Armenia, infatti, la fusione-confusione di elementi eterogenei appartenenti a culture anche molto lontane e diverse tra loro, sulla scorta della grande lezione di Luigi Ontani, si carica spesso di un misticismo oscuro, di un fascino esoterico, degno dell’orrifico immaginario di una Diamanda Galàs, ma con una più spiccata vocazione sincretica. Nel caso specifico di Bali coi pupi, però, il riferimento ai pupi siciliani diventa il punto di partenza per un più pittoresco mix di tradizioni, e il genius loci diviene così genius gloci, entità fantastica – anch’essa mitica – legata non più a uno ma a mille luoghi, e perciò convinto assertore dei glocalismi più eclettici.

Pasquale Fameli

 


DIVERTITI SU DARTEMA CON LE CURIOSITÀ, GLI ANEDDOTI, LE CITAZIONI, I QUIZ. LEGGI I NOSTRI ARTICOLI O COLLABORA CON NOI, ISCRIVENDOTI AL SITO E INVIANDOCI I TUOI ARTICOLI.


REGISTRATI E CREA LA TUA PAGINA PERSONALE CON FOTO, BIOGRAFIA E CONTATTI


ALLEGA I TUOI ARTICOLI E, SE CONSONI, LI PUBBLICHEREMO SUL SITO


Mettiti alla prova e gioca ai QUIZ di DArteMA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Armenia”