L’espressività d’animo nell’arte di Antonella Bonaffini

Testo di Marco Grilli (www.marcogrilli.it)

Antonella Bonaffini, da tempo conosciuta anche come la “pittrice del buio”, realizza opere che ammalieranno, emozioneranno e sconvolgeranno tutti gli appassionati di arte che ancora non conoscono il suo genio creativo.

Quello che sin da subito si riesce a percepire è lo stravolgimento della figura umana che, quasi con richiami al Modigliani, si allungano e si sfinano, creando un tangibile passo di danza dell’animo umano che si ripercuote sul corpo: infatti se osserviamo bene queste figure ci possiamo rendere conto di come l’artista decida spesso di lasciare chiusi gli occhi dei suoi protagonisti.

Questa scelta non va interpretata come un’incapacità tecnica (molte figure, infatti, sono dotate di occhi belli grandi, assai espressivi ed emozionanti), né come un voler tralasciare un aspetto importante dell’essere umano: questa scelta tecnica invita, invece, alla piena contemplazione della figura che si chiude nei confronti dell’esterno a favore dell’animo umano che diventa, così, il vero protagonista della rappresentazione; l’animo umano c’è, esce allo scoperto, si manifesta anzi si mette a nudo e si rende completamente vulnerabile.

Le sue creazioni lasciano tutti senza fiato per la profondità del tratto, l’armonia dei colori che si fanno anche turbolenti, quasi roteanti, a voler sottolineare ora la velocità del tratto creativo, ora il subbuglio dell’essere.

Ma anche i suoi paesaggi e le sue nature morte necessitano di un’attenzione particolare che spesso viene meno davanti alle opere prive di figure umane: qui, invece, ci si può concentrare sulla forza emozionale del colore che è anch’esso espressione dell’anima dell’artista che viene immortalata, come unicum, nel preciso istante della creazione.

Anche il gesto frutto di un forte espressionismo quasi impressionistico, tende a deformare i paesaggi che volgono verso quella fluidità delle forme di stampo vangoghiano, ma sempre cariche di un significato forte ed autentico.

Non bisogna mai farsi ingannare difronte all’arte così come non bisogna mai porsi difronte ad essa con animo superficiale e disattento: l’arte è la più grande medicina dell’anima e del cuore che ci fa scoprire il nostro lato migliore in quanto la bellezza, da sempre, riesce a rendere migliori le persone e a far ritrovare loro la felicità dell’esistenza.

Antonella Bonaffini è, in questo, una grande Maestra che con il suo pennello delinea i contorni dell’anima rendendole il massimo degli onori: come ha detto anche Papa Francesco “la bellezza ci unisce” e citando san Giovanni Paolo II, che riprese Dostoevskij, “l’arte ci salverà”.

 

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