Intervista ad Alfonso Caputo. Fotografo, pittore, poeta, artista video, fondatore dell’Ass. “Terra dell’Arte” e direttore artistico del MIDAC.

a cura di Maristella Angeli

Alfonso Caputo fotografo, artista digitale, video artista, pittore, poeta, fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale “Terra dell’Arte”, Direttore Artistico del MIDAC, Museo Internazionale Dinamico di Arte Contemporanea a Belforte del Chienti (Italia), di “Ventipertrenta” – Festival Internazionale di Arte Digitale, di “Ars Latina” – Progetto Itinerante Internazionale di Arte contemporanea, della Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Arad (Romania), di (id)art_fest – Festival Internazionale di Video Arte e di “Notti d’Estate – festival di Teatro, Danza, Musica e Poesia.

M.A.: Nato a Foggia, residente a Belforte del Chienti (MC), Alfonso ci puoi raccontare come sei approdato in questo delizioso paesino nelle Marche?

A.C.: Circa trent’anni fa sono venuto in questa provincia per lavoro e qui sono rimasto. Ho vissuto dieci anni a Macerata, poi dodici a Tolentino e dal 2012 ho deciso di vivere a Belforte del Chienti con cui avevo iniziato un’intensa relazione dal 2006 a seguito dell’apertura del Museo MIDAC. Voglio precisare che il grande amore che provo per questa mia terra d’adozione non ha minimamente scalfito l’amore profondo che ho per la mia terra d’origine.

M.A.: Hai esposto in molti Paesi, quale esperienza ha maggiormente inciso nella tua vita d’artista?

A.C.: Tutte le tappe del mio percorso personale sono state fondamentali, nessuna esclusa. Sicuramente molto ha inciso aver conosciuto e stretto profondi rapporti di amicizia e collaborazione con vari artisti di diversi Paesi. Se devo proprio mettere in primo piano un’esperienza allora dico che il mio rapporto con l’America Latina, in particolare con il Messico, è stato indubbiamente determinante.

M.A.: Sei riuscito a realizzare dei progetti incisivi e rilevanti. Quali obiettivi hai raggiunto?

A.C.: È sempre molto difficile valutare se stessi. Ho avuto l’opportunità di apprendere tanto da maestri come Alvaro Blancarte, Laura Castanedo, Fonthor De Luca, Raul Fernandez Olivi. Ho avuto la possibilità di curare grandissimi eventi lavorando con curatori del calibro di Nelson Herrera Isla, uno dei fondatori della Biennale dell’Avana. Ho sicuramente sviluppato e migliorato la conoscenza di altre lingue potendo quindi comunicare meglio nelle varie realtà in cui mi sono trovato ad operare. Ma al di là della mia realizzazione personale penso di poter dire che ho contribuito a creare tante opportunità per l’arte e per gli artisti attraverso la fondazione e lo sviluppo di Terra dell’Arte, una vera e propria rete di relazioni umane e professionali che abbraccia tutto il mondo.

M.A.: Un artista eclettico, anche poeta. In quale modalità espressiva ti senti maggiormente gratificato e realizzato?

A.C.: Scelgo il mezzo espressivo in base al progetto e quindi non è per me facile dire quale mezzo espressivo mi realizzi maggiormente. La scrittura e la fotografia, che ho utilizzato per primi, sono probabilmente quelli a cui sono più legato. Attualmente quello che utilizzo di più è l’arte digitale.

M.A.: Un progetto davvero rilevante “Residenze d’artista”, location storiche quali Palazzo Bonfranceschi e la chiesa di San Sebastiano. Quali sono gli obiettivi raggiunti?

A.C.: Il progetto delle residenze artistiche, sviluppato da oltre undici anni, ha certamente tratto un enorme vantaggio dalla possibilità di ospitare, a partire dal 2011, gli artisti in una struttura storica come Palazzo Bonfranceschi. Tra i più importanti obiettivi raggiunti ritengo si possano includere: l’aver fatto conoscere Belforte del Chienti, e più in generale il suo comprensorio, in tutto il mondo; l’aver fatto conoscere l’arte e l’umanità di grandi artisti internazionali al pubblico della nostra provincia; l’aver creato una concreta opportunità d’incontro tra artisti e più in generale tra esseri umani di diversa origine e cultura e l’aver creato un contesto in cui l’arte si crea e si mostra ogni giorno.

Conoscere e riconoscersi, nel rispetto reciproco e nella curiosità di allargare i propri orizzonti costituisce, a mio avviso, la base concreta per realizzare un mondo in cui sia più stimolante vivere.

M.A.Quali elementi ritieni fondamentali, per il raggiungimento di obiettivi significativi?

A.C.: La chiarezza degli obiettivi, la determinazione e la forza dell’impegno dedicato a realizzarli.

M.A.: Quali difficoltà hai incontrato?

A.C.: Tante, tantissime. Da sempre ho dovuto lottare per vincere le mie paure e le mie insicurezze e per rimediare ai miei, tanti, errori. Questa è una lotta che non prevede la possibilità di rilassamento. Il vincere sui nostri limiti ci garantisce solo di poter conoscere i nostri nuovi limiti.

Le difficoltà sono quotidiane, ma, secondo me, vederle in una prospettiva diversa è il cambiamento più importante. Invece di considerarle ostacoli cerco, anche se non sempre è facile, di vederle come opportunità.

In sintesi potrei dire che se non avessi incontrato tutte le difficoltà che ho incontrato, e che continuo ad incontrare, non avrei alcuno stimolo per vivere.

M.A.: Chi, a tuo parere, devi ringraziare?

A.C.: La lista è lunghissima, perché mi sentirei molto arrogante se non provassi gratitudine verso tutti coloro i quali, a vario titolo, mi hanno trasmesso conoscenza, umana e professionale, e mi hanno sostenuto nei momenti difficili. Sicuramente la mia gratitudine va a chi mi ha regalato la vita e, giorno dopo giorno, mi ha insegnato ad amarla ed a chi, oggi, con me la condivide.

M.A.: Quali sono i criteri di valutazione di un’opera artistica?

A.C.: A mio soggettivo parere i criteri sono: l’originalità, l’armonia della composizione, la perizia tecnica, la rispondenza al progetto.

M.A.: Cosa consigli agli artisti, che desiderano emergere?

A.C.: Un artista deve avere sempre una storia da raccontare. Quindi mi sento di consigliare, a rischio di essere banale, di vivere con intensità la propria vita. Di conoscere ed amare l’arte e di scoprire, passo dopo passo e senza fretta, il proprio talento. Di formarsi tecnicamente con una costante applicazione scegliendo validi maestri. Di costruire la propria identità artistica sviluppando progetti che siano originali, interessanti e coinvolgenti. Di avvalersi della collaborazione di curatori capaci. Di non sentirsi mai appagati. Di confrontarsi continuamente con gli altri.

 

Cenni Biografici

Alfonso Caputo è nato a Foggia, Italia, nel 1961, attualmente vive a Belforte del Chienti, Italia.

Fotografo, artista digitale, video artista, pittore, poeta, e al suo attivo ha più di 150 mostre di cui 42 personali.

Ha tenuto mostre in Italia, Messico, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Austria, Grecia, Bulgaria, Romania, Russia, Lituania, Germania, Spagna, Portogallo, Turchia, Paesi Bassi, Argentina, Cuba, Cile, Repubblica Ceca, Uruguay, Perù, Estonia, Brasile.

Fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Internazionale “Terra dell’Arte”, ha tenuto pubbliche conferenze sull’arte contemporanea invitato da Istituzioni Culturali ed Universitarie di vari Paesi, tra cui Messico, Cuba, Spagna, Romania.

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni.

Oltre che del Museo MIDAC è Direttore Artistico anche dei seguenti progetti:

• “Ventipertrenta” – Festival Internazionale di Arte Digitale

• “Ars Latina” – Progetto Internazionale di Arte Contemporanea

• “(id)art_fest” – Festival Internazionale di Video Arte

• “Notti d’estate” – Festival di Teatro, Danza, Musica e Poesia

I suoi lavori sono presenti in molte collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.


DIVERTITI SU DARTEMA CON LE CURIOSITÀ, GLI ANEDDOTI, LE CITAZIONI, I QUIZ. LEGGI I NOSTRI ARTICOLI O COLLABORA CON NOI, ISCRIVENDOTI AL SITO E INVIANDOCI I TUOI ARTICOLI.


REGISTRATI E CREA LA TUA PAGINA PERSONALE CON FOTO, BIOGRAFIA E CONTATTI


ALLEGA I TUOI ARTICOLI E, SE CONSONI, LI PUBBLICHEREMO SUL SITO


Mettiti alla prova e gioca ai QUIZ di DArteMA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *