Memories: Not just a doll. Barbie. The Icon.

Questa settimana tornano i “Memories” e approfittiamo della mostra corrente di Palazzo Albergati, “I rivoluzionari del ‘900” per scavare nei nostri ricordi. Le sale dell’edificio Bolognese, infatti, ospitavano una mostra alquanto singolare che, fuori da ogni aspettativa per i nostri “gusti”, ci ha stupito molto. Curata da Massimiliano Capella, ci riferiamo all’evento “Barbie. The icon“, che ha avuto luogo nel 2016. Buona lettura. Speriamo di stuzzicare anche i vostri ricordi.

Di Alexander Stefani

9 marzo 1959.

Si tratta della data esatta in cui debuttò al New York International Toy Fair Barbara Millicent Roberts, presto conosciuta dalle masse con il nome di Barbie. Sono passati 57 anni da quando la prima Barbie è stata venduta per 3 dollari e, ad oggi sono stati venduti oltre 1 miliardo di esemplari. In questo arco di tempo una “semplice bambola” è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale e antropologica con un impatto più che considerevole sull’immaginario globale. Per Barbie hanno disegnato abiti ed oggetti alcuni dei più famosi stilisti e designer e per oltre mezzo secolo a lei si è ispirata la moda, l’arte e l’immaginario popolare facendone una vera e propria icona.

Barbie. The Icon” arriva a Bologna nelle prestigiose sale di Palazzo Albergati. Curata da Massimiliano Capella si tratta di una delle più ampie retrospettive dedicate alla bambola americana che sarà anche contemporaneamente esposta al Louvre di Parigi e al Vittoriano di Roma.

La mostra bolognese espone 531 Barbie, divise in varie sezioni,  provenienti da varie collezioni private che vantano anche originali modelli vintage degli anni sessanta. 

La prima sezione ospita una copia della primissima Barbie del 1959 modello Teenage Fashion Model Doll. Osservando la sala si intuisce come il grande successo di Barbie sia guidato dall’innovativa possibilità di comprare separatamente i diversi outfits creati per il suo guardaroba, lasciando alle bambine la possibilità di creare nuovi look e stili infiniti.

Proseguendo si arriva a una delle più interessanti sezioni intitolata “Barbie in passerella”. Qui sono raccolte le creazioni dei più grandi stilisti del mondo che hanno disegnato modelli dedicati a Barbie: da Moschino a Ferrè,da Versace a Dior, da Gucci a Calvin Klein, da Vivienne Westwood a Prada, Givency, fino a The Blonds e Louboutin. Risulta ormai chiaro come fin dal suo esordio del 1959 Barbie risulti talmente in linea con le nuove tendenze estetiche internazionali da rappresentare un vero campionario in miniatura dell’evoluzione della moda e dello stile negli anni che hanno registrato il predominio dell’haute couture francese, l’affermazione internazionale dell’Italian look e la nascita del ready-to-wear americano e inglese.

La sezione “Barbie in viaggio. Dolls of the World” ci mostra uno degli aspetti fondamentali di Barbie, ossia la volontà di essere internazionale e  multietnica attraverso un legame tra le diverse culture. Sono presenti quindi numerosi modelli vestiti con abiti tradizionali di diversi paesi del mondo magistralmente creati dagli stilisti di Mattel la casa produttrice di Barbie.

L’ultima sezione della mostra intitolata “Diva, Celebrity e Opera d’Arte. Barbie Icona globale” espone diversi esempi in cui Barbie si è identificata con star del cinema come Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Grace Kelly. Oltre ad essersi identificata con dive della contemporaneità, Barbie si è anche trasformata in alcune donne leggendarie di vari periodi storici diventate autentiche icone culturali: Cleopatra, Caterina de’ Medici, Elisabetta I, Madame Pompadour. Nella stessa sala Barbie rende anche omaggio all’arte. Eccola infatti sfoggiare, attraverso la raffinata Artist Series del 1997, abiti che riproducono alcune delle tele più famose della storia dell’arte: Water Lily Barbie Doll, che rimanda alle Ninfee dell’impressionista francese Claude Monet e Reflections of Light Barbie Doll, ispirata ai colpi di luce di Pierre Auguste Renoir.

Dopo aver visto la mostra e aver compreso che Barbie è forse molto di più di una semplice bambola di plastica, non si può che essere d’accordo con quanto detto da Valerie Steele direttrice del Fashion Institute of Technology di New York: “Come la Gioconda, la cui immagine è stata liberata dal Louvre per entrare nella cultura popolare, la bambola Barbie è diventata un’icona culturale familiare”.

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