Verner e le Panton Chair

di Giovanni Avolio

Questa settimana ho deciso di parlarvi di un oggetto di design innovativo e particolare, la Panton Chair. Ma prima di parlare della sedia mi preme presentarvi brevemente il suo ideatore, Verner Panton.

Nato a Copenaghen nel 1926 è riuscito a distinguersi tra i designer per gusto ed eccentricità. Ha studiato alla Odense Tekniske Skole e, successivamente, ha frequentato architettura presso la Kongelige Kunstakademi, laureandosi nel 1951. Nel 1955 apre un proprio studio di design, presentando al mondo architetture improbabili come “la casa di cartone” o “la casa di plastica”, rispettivamente nel 1957 e nel 1960. 

Interessante e totalmente anticonvenzionale l’installazione ideata da Verner per la fiera campionaria Købestaevnet nel 1959. “Il mondo sotto sopra” sarebbe stato un titolo ideale: al soffitto venne fissato un grande tappeto, mentre mobili, lampade e suppellettili erano letteralmente capovolti.

Ma arriviamo adesso alla nostra sedia. Il progetto risale al 1955 e venne ideato in collaborazione con Thonet. Il progetto originario prevedeva una forma a S, in legno compensato e in unico pezzo.  Successivamente si dedicò alla realizzazione del modello in plastica sino a quando, nel 1959, riuscì nell’impresa. Da quel momento “presero vita” le sedie Panton, ma per la produzione in massa dovrà passare ancora del tempo. Trasferitosi a Basilea nel 1962 presentò il progetto a Willy Fehlbaum, proprietario della Vitra, dove misero a punto un nuovo metodo di produzione. Nel 1967 la Panton Chair era la prima sedia stampata a iniezione in blocco unico e disponibile in vari colori.

La versione Luran S, che seguì di poco la prima, venne prodotta in schiuma ruvida di poliuretano (Baydur). Purtroppo, col tempo, il materiale risultava fragile e facilmente deperibile, al punto che la produzione venne interrotta sul finire degli anni Settanta. Migliorati i materiali la produzione riparte negli anni Ottanta per non interrompersi più.

In tutta la sua carriera, Verner, produsse un’infinità di oggetti di design, sempre innovativi, originali e a tratti giocosi. Ha utilizzato ogni tipo di materiale disponibile, sempre attento alle possibilità offerte dallo sviluppo tecnologico.

Data la varietà di produzione avremo sicuramente modo di parlarne ancora e spero che l’oggetto scelto oggi sia stato di vostro gradimento.


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