Robert Wilson: il maestro delle luci. Considerazioni sulla mostra “Robert Wilson for Villa Panza. Tales”.

Testo di Gloria Burzoni

L’innata capacità di Bob Wilson di sorprendere e spiazzare il visitatore con le sue opere è sicuramente uno dei maggiori tratti distintivi dell’artista, ma nella mostra in corso a Villa Panza essa subisce un profondo rinnovamento. Qui si può ammirare un affinamento nelle modalità con cui Wilson vuole stupire il suo pubblico: meno imponenza e vistosità e maggiore attenzione ai dettagli rendono il suo lavoro più raffinato e penetrante. Le sue opere compiono un salto di qualità.

 

Con la mostra “Robert Wilson for Villa Panza. Tales” Villa Panza aggiunge un altro importante elemento alla già vasta e rilevante collezione, poiché alcune delle opere in mostra entreranno a far parte della sua collezione permanente. Stiamo parlando di A House for Giuseppe Panza, un’installazione site specific che omaggia l’omonimo collezionista milanese che abitò la villa e fondò il museo.
L’opera si presenta come una vera e propria casa in miniatura, un monolocale inaccessibile al pubblico, ma visibile dall’esterno attraverso le finestre. Al suo interno l’artista ha creato una specie di tableau vivant ispirato alla vita di Giuseppe Panza: una sedia con un alto schienale, un lungo tavolo di legno naturale su cui poggia un grande libro aperto dalle pagine immacolate e sospeso sopra di esso si trova un calco in resina di un avambraccio la cui mano è colta nell’atto di “fermarne” le pagine. All’interno dell’opera l’artista è riuscito a creare una dimensione sospesa in cui il tempo sembra essersi fermato per sempre.

La seconda opera che entrerà nella collezione permanente di Villa Panza si intitola A Winter Fable, il primo trittico creato dall’artista di origini texane raffigurante tre ritratti di un lupo, una volpe e un agnello protagonisti di una storia di violazione, manipolazione e vendetta ispirata alle “Fiabe italiane” di Italo Calvino. Il trittico è inserito in un’ala separata non comunicante con il resto della mostra. Non si tratta semplicemente di video installazioni, perché il visitatore entrerà in un ambiente immersivo, in cui le luci soffuse e fredde e la bassa temperatura uniti ai suoni naturali provenienti dai tre schermi appesi alle pareti, favoriscono la totale immedesimazione del pubblico con l’ambiente ricreato. Si avrà l’impressione di entrare in un mondo parallelo.

La mostra temporanea, inaugurata il 4 Novembre 2016 e curata da Anna Bernardini e Noah Khoshbin, avrebbe dovuto concludersi il 15 Ottobre 2017, ma visto l’enorme affluenza di pubblico, oltre 60.000 visitatori, è stato deciso di prorogarla fino al 4 Marzo 2018 per offrire al pubblico più tempo per visitarla.

Una mostra unica e imperdibile in cui è possibile ammirare una generosa selezione di Video Portraits dislocati nelle sale della Villa in cui le opere dialogano in modo specifico con ambienti, arredi e la collezione d’arte di Giuseppe Panza. I Video Portraits di Bob Wilson riescono ad unire in modo spettacolare, all’interno di video ad alta definizione, la fissità del ritratto alla continua, lenta e quasi impercettibile mutazione dall’effetto moviola. Le opere vedono come protagonisti sia celebri personaggi del mondo dello spettacolo come Lady Gaga, sia stupendi esemplari del mondo animale in via di estinzione, come la pantera nera. Entrambi creano un perfetto dialogo tra le icone della contemporaneità ed alcuni dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

Non si può non sottolineare il nucleo di opere più numeroso dell’intera mostra: quello dedicata alla serie dei Lady Gaga Portraits, un importante progetto realizzato nel 2013, esposto nello stesso anno al Louvre di Parigi e qui presentato per la prima volta in Italia. La cantautrice statunitense si presta per dar vita a tre celebri dipinti del passato, tutti connessi all’idea della morte: il ritratto di Mademoiselle Caroline Rivière (1806) di Jean-Auguste-Dominique Ingres, effige di un’adolescente scomparsa prematuramente, il popolarissimo La morte di Marat (1793) di Jacques- Louis David, con la toccante rappresentazione dell’attimo successivo all’assassinio del rivoluzionario francese, e, infine, la Testa di San Giovanni Battista (1507) di Andrea Solari, una piccola tavola oggi al Louvre incentrata sul netto contrasto luce-ombra e sul virtuosismo dei riflessi luminosi.

Ancora una volta Robert Wilson si riconferma un “maestro delle luci” che attraverso l’impiego di una moltitudine di elementi creativi, compositivi, estetici, gestuali, sonori e di illuminazione, crea dei “paesaggi mentali”, delle finestre su di un mondo teatrale e parallelo. Non solo l’artista utilizza e ibrida arti differenti come il video e la fotografia, ma all’interno dei suoi Video Portraits inserisce svariati riferimenti al mondo della pittura, della scultura, dell’architettura, del ballo, del teatro, della fotografia, della televisione, del cinema e della cultura contemporanea.

Mentre percorreranno le sale di Villa Panza ospitanti le opere di Wilson, i visitatori si immergeranno in un mondo fatto di quiete, silenzi, armonie che contrastano con i suoni provenienti dalle opere d’arte. Ogni stanza ricrea un mondo differente, ma l’intera mostra è caratterizzata da un’atmosfera di sospensione spazio-temporale e da una sensazione di estraniamento.

Una mostra da vivere nel silenzio e nella contemplazione per lasciarsi pienamente coinvolgere nell’atmosfera sospesa, atemporale e ricca di poesia delle opere di Wilson.

 


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