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Testo di Marco Grilli

Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni (Amedeo Modigliani)

Il 12 luglio del 1884 nasceva a Livorno Amedeo Modigliani, grande pittore e scultore italiano diventato celebre per i suoi ritratti femminili caratterizzati dai lunghi colli affusolati e dagli occhi losanga (tipici principalmente delle sue sculture).

Il suo rapporto con l’arte del disegno ebbe inizio sin dalla più tenera età: la salute cagionevole che spesso lo tormentava con continue e forti malattie (dalla febbre alla tubercolosi passando per la polmonite) lo costringeva a restare a casa, dove il piccolo Dedo (diminutivo toscano del nome Amedeo con cui parenti e amici erano soliti chiamarlo) iniziò a riempire di schizzi, prima, e di ritratti, poi, pagine e pagine suscitando lo stupore della famiglia che però non poteva permettersi di iscriverlo ad una scuola adatta alle sue potenzialità.

Amedeo Modigliani, Head (1911), cc, wikipedia.org

Durante un violento attacco della malattia che lo stava colpendo, riuscì a strappare alla madre la promessa di mandarlo a lavorare, una volta guarito, nello studio di Guglielmo Micheli, il più importante e abile allievo di Giovanni Fattori, presso il quale apprese le prime nozioni pittoriche e dove conoscerà anche lo stesso Maestro Fattori, rimanendo illuminato dalla potenza della pittura dei Macchiaioli. Nel 1902 si iscrisse alla “Scuola libera di Nudo” di Firenze e nel 1903 si spostò a Venezia dove frequentò l’istituto delle Belle Arti. Il trasferimento più rilevante si ebbe, però, nel 1906 quando decise di spostarsi a Parigi che in quel tempo era il punto focale dell’Avanguardia (soprattutto dei Fauves). Sistematosi a Le Bateau-Lavoir, una Comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee.

Modigliani sviluppò uno stile unico, l’originalità di un genio creativo, che era anche contemporaneo al movimento artistico dei cubisti, ma di cui non fece mai parte. Modigliani divenne anche famoso per la rapidità con cui portava a termine ogni suo lavoro: si dice, infatti, che completasse un ritratto in una o al massimo due sedute. Una volta terminati, era solito non ritoccare mai i suoi dipinti: eppure, nonostante la rapidità e la mancanza di ripensamenti, tutti coloro che avevano posato per lui dissero sempre che essere ritratti da Modigliani era come “farsi spogliare l’anima”. Modigliani si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d’arte, s’interessò al suo lavoro sulla scultura “negra” e a Parigi lo presentò a Constantin Brâncuși e poco dopo a Pablo Picasso. I caratteri della sua arte appaiono antichi, quasi egizi, piatti e vagamente ricordanti una maschera, con distintivi occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti e colli allungati.

A causa, però, delle polveri generate dalla lavorazione delle opere scultoree, la sua tubercolosi incominciò a peggiorare; fu costretto quindi ad abbandonare questa tecnica, lasciando prima quella legata alla lavorazione della pietra calcarea e poi anche quella legata alla lavorazione del legno, per concentrarsi unicamente sulla pittura.

La prima mostra personale dell’artista Amedeo Modigliani si tenne il 3 dicembre del 1917 nella Gallerie Berthe Weil: il capo della polizia di Parigi, veduta la mostra, rimase scandalizzato per l’immoralità dei nudi di Modigliani messi così in vetrina e lo costrinse a chiudere la stessa a solo poche ore dalla sua apertura: la sua pittura apparve, infatti, subito diversa da tutto ciò che si faceva allora, ovvero un “ritorno all’ordine” e ai rigidi canoni del passato. Quello stesso anno, Modigliani ricevette una lettera da una ex-amante, Simone Thiroux, una ragazza franco-canadese, che lo informò di aver dato alla luce un suo figlio. Amedeo Modigliani non riconobbe mai il bambino come suo e anzi trovò il grande, vero amore in Jeanne Hébuterne, una pittrice in erba, con la quale si trasferì in Provenza, dopo che lei rimase incinta: il 29 novembre 1918 ella diede alla luce una bambina, che venne anch’essa battezzata con il nome materno Jeanne.

Una mattina del gennaio del 1920, però, l’inquilino che abitava nel piano a lui sottostante trovò Modigliani delirante nel letto della sua abitazione, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese della seconda gravidanza. Venne prontamente chiamato un dottore, ma c’era ormai poco da fare, poiché Modigliani era in preda a una meningite tubercolotica. Ricoverato all’Hôpital de la Charité, in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, Amedeo Modigliani morì all’alba del 24 gennaio del 1920. Jeanne Hébuterne, che subito dopo l’accaduto fu portata nella casa dei suoi genitori, all’indomani della morte dell’amato si gettò da una finestra al quinto piano e morì sul colpo. Modigliani venne sepolto nel cimitero di Père Lachaise nel primo pomeriggio del 27 gennaio; Jeanne Hébuterne fu tumulata il giorno dopo nel cimitero di Bagneux, vicino a Parigi e fu solo nel 1930 che la sua amareggiata famiglia (che non accettò mai la sua relazione e aveva anche provveduto a farla seppellire furtivamente per evitare ulteriori “scandali”) concesse che le sue spoglie venissero messe a riposare accanto a quelle di Modigliani.

Su Le Figaro André Warnod scrisse riguardo al funerale di Dedo: “Furono magnifiche esequie, a cui presenziarono Montparnasse e Montmartre: pittori, scultori, poeti e modelli. Il loro straordinario corteo scortava il carro funebre coperto di fiori. Al suo passaggio, a tutti gli incroci, gli agenti della polizia si mettevano sull’attenti e facevano il saluto militare. Modigliani salutato proprio da coloro che l’avevano tanto spesso ingiuriato! Che rivincita!

Alla morte dei genitori la figlia legittima Jeanne Modigliani (saggista e storica dell’arte scomparsa nel 1984) fu affidata alla nonna paterna che continuò a vivere a Livorno. Solo nel 2011 su L’Osservatore Romano, Sandro Barbagallo spiegò, invece, la vera storia del figlio illegittimo di Modigliani, quello avuto dalla relazione con Simone Thiroux: Gerald Thiroux Villette, così si chiamava, nacque nel 1917 e morì nel 2004. Divenne sacerdote e per tutta la vita fu parroco della piccola chiesa di Milly-la-Forêt (Île-de-France).

Fotografia di Amedeo Modigliani, Museum Fine Art Artist Biography, cc, wikipedia.org

La concezione della pittura (basata sul disegno lineare), la purezza arcaica della sua scultura e la vita romantica e tribolata di miseria e malanni fanno di Modigliani una personalità eccezionale nel quadro dell’arte moderna, isolata dalle correnti del gusto contemporaneo (cubismo, futurismo, dadaismo e surrealismo) pur lavorando nel loro stesso periodo. Oggi, Modigliani è universalmente considerato come uno dei più grandi artisti del XX secolo e le sue opere sono esposte nei più grandi musei di tutto il Mondo. Le sue sculture raramente cambiano di mano e i pochi dipinti che vengono venduti dai proprietari possono raccogliere anche più di 15 milioni di Euro. Il 14 giugno del 2010, infatti, venne venduta all’asta a Parigi da Christie’s una delle sue sculture, Tete de Caryatide, per la cifra record di 43,18 milioni di euro, mentre per quanto riguarda le tele il suo record personale è stato battuto il 2 novembre 2010 a New York da Sotheby’s con il nudo La Belle Romaine per la cifra record di 68,96 milioni di dollari (compresi i diritti d’asta).

 

In che anno è nato l'artista?

Immagine di copertina: Fotografia di Amedeo Modigliani, Museum Fine Art Artist Biography, cc, wikipedia.org


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