Street art Bologna. Sette “pezzi” da vedere assolutamente.

Testo di Giovanni Avolio

Bologna è la “città ideale” per la street art e tutt’ora rimane saldo l’asse Milano-Bologna-Roma per studiare gli sviluppi del genere.

Da sempre sul “pezzo”, almeno sin da quando, 30 anni fa circa, la cultura hip hop americana sbarca sul nostro continente. Francesca Alinovi, nel 1984, organizza alla GAM di Bologna la mostre “Arte di frontiera: New York Graffiti”, evento fondamentale per i successivi sviluppi artistici bolognesi e italiani. La prima generazione dell’avanguardia artistica “di strada” newyorkese trovava riparo sotto le torri e mostrava “ai nostri” la corretta via. Haring, Basquiat, Cutrone, Futura 2000 per la prima volta esposti in una città dal terreno fertile, ricca di studenti, di scritte politiche, di murales risalenti alle rivolte studentesche del 1977, con Claudio Corsello e Zomas, street Artist della prima ora, che muovevano cautamente i primi passi in città. Oggi molto è cambiato da quei momenti, ma la voglia di far risplendere Bologna con i vivaci colori dell’urban art no! Ho scelto per voi 7 opere da vedere prima che il tempo le porti via.

Se fosse stato due anni fa avrei iniziato da Blu e dalla facciata dell’XM24, ma di lui, purtroppo, non rimane nulla. Eppure, in pochi sanno, che una cosa è rimasta e inizierò proprio da quella.

1. Via Todaro, Blu.

In una serranda, visibile solo ad attività chiusa, è dipinto un piccolo omuncolo che saluta! Nulla di particolare, attenzione, ma ci racconta una storia, l’evoluzione dell’artista. Si tratta, probabilmente, di un’opera realizzata negli anni Novanta, quando Blu era ancora uno studente “sbarbatello” di Bologna. Attratto dagli arcade e da Haring, realizzava ominidi di colore blu, spesso accompagnati da una piramide. Il suo stile è maturato, evoluto e cambiato molto nel tempo. L’opera in questione ci permette di comprendere la grandiosità di questi cambiamenti.

2. Via Mascarella, Alicè e K.

Quasi nascosta e spesso invisibile agli ignari, questa piccola porta rappresenta un gioiellino della nuova generazione! Tra le tag, scritte, firme e scarabocchi due opere emergono, un volto di Alicè e un omino di K.

3. Via Zamboni, Gutierrez.

Conosciuto da tutti, non può non essere citato. Il murales di Luis Gutierrez, realizzato nel 1988 in occasione del novecentesimo anniversario dell’università di Bologna, è diventato una vera e propria icona della street art cittadina. L’importanza del “pezzo”, che racconta la storia del sud America, ha spinto l’Alma Mater, L’accademia di Belle Arti, il Quartiere San Vitale, le associazioni Habitat e Intorno al cerchio, ad unire le forze e, nel 2014, ad operare un restauro completo dell’opera.

4. Vicolo de Facchini.

Una traversa di via Marsala, Vicolo de’ Facchini, nasconde opere strepitose, di quella che potremmo definire la “nuova classe” di street artist bolognesi. In prima piano il “polipo” di Sharko e un graffito di Mark. Nella stessa via: Bibbitò, Kappa, James Boy, Brina, Gruppo Arturo, Opiemme, Distruggi la Loggia, Arianna Vauro, Amalia Mora, Snem, Andrea Bruno, Cristina Portolano. La via merita una visita da tutti gli amanti del genere.

5. Via del Lavoro, Dado.

Realizzato in ambito del progetto Frontier, 2012, l’opera di Dado si impone per magnificenza, colori, fantasia. L’artista, classe 1975, è oramai uno dei writer più famosi del panorama italiano. Lo studio sui Fonts fanno della sua firma un’infinita fonte di ispirazione. Operativo dal 1988 stupisce la sua capacità di rinnovarsi costantemente senza mai scadere in banali ripetizioni. Assolutamente consigliato. 

 

6. Via Pier De crescenti, Cuoghi Corsello.

Immancabili, attivi sin dalla primissima ora, il duo Cuoghi Corsello ha contribuito agli sviluppi della street art Bolognese. Dall’ochetta Pea Brain, simbolo della rinascita della pittura murale dell’ultimo scorcio del secolo scorso, a quest’opera, che simboleggia per gli artisti il ritorno agli anni Novanta e ai paesaggi in bianco e nero.

7. Via del lavoro, Honet.

Direttamente dalla Francia, Honet, classe 1972. Un grande elefante sospeso in aria da palloncini campeggia sulla facciata dell’edificio. L’opera, spiega l’artista, è un riferimento diretto alla precarietà del potere. Rivisita in chiave moderna l’elefante che Napoleone avrebbe voluto realizzare come abbellimento al palazzo della Bastiglia.

Con queste sette meraviglie terminano i primi consigli. Ma Bologna è ricca di street art e avremo modo di riparlarne. Bisogna solo affrettarsi a guardare perché, si sà, il tempo scorre su di esse.

 

Quiz sulla street art. Vediamo che sai fare!

Cosa si intende per Yarn bombing?

In quale nazione sono comparse le prime opere di Banksy?

Quale artista, tra questi street artist bolognesi, ha cancellato tutte le sue opere realizzate a Bologna?

Monica Cuoghi ha ideato l'ochetta Pea Brain?

Esiste la tecnica dei "Reverse graffiti"?

Si ispira, per realizzare le sue opere, al famoso videogioco arcade Space Invaders

È famoso per la sua "stencil art"!

5point di New York lo si poteva considerare un "tempio" dei graffiti?

Os Gemeos è un duo di street Artist di origine:

 


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