Il Paradiso secondo Chagall

Testo di Luigi Tavola

www.alincisori.it

Dimenticato l’inferno, luogo triste di affanni e torture che sono già troppo frequenti nella vita di ogni giorno, ho frugato nei ricordi e nelle immagini felici e serene del Paradiso, luogo di felicità, spensierato, irreale ed innocente come si vede nei deliziosi giardini di Bosch conservati al Prado.

Le celebri illustrazioni di Doré sono un po’ scontate, troppo astratte e sublimate mentre l’uomo con la sua sensualità si immagina un Paradiso di musiche, profumi, sapori ed altro ancora.

Ma le delizie di Bosch del Prado sono pitture e pensando agli incisori dell’ALI ho cercato paradisiache felicità in rappresentazioni grafiche ed essendo personalmente più interessato al linguaggio moderno ho trovato in alcune litografie di Chagall quello che cercavo. Chagall gioioso, leggero, fantastico e surreale, riesce a togliere gli aspetti drammatici anche alle cruenti scene che non mancano nei testi biblici. Nel raccontare il Paradiso Terrestre dà sfogo a tutte le fantasie che son proprie al suo linguaggio.

Vollard, grande mercante-editore, gli commissionò intorno agli anni ’30 del secolo scorso un centinaio di acqueforti illustranti episodi biblici, ma alla sua improvvisa morte l’opera rimase incompiuta. Così toccò ad un altro editore, il greco-francese Tériade, il quale acquistati i diritti dagli eredi Vollard fece completare a Chagall le incisioni mancanti e l’edizione venne alla luce nel 1950.

I due grandi volumi biblici con le cento acqueforti di Chagall, editi in 290 esemplari sono un bel monumento alla grafica del XX secolo, e sono entrati tutti in collezioni pubbliche e private.

Teriade è stato anche l’editore della famosa rivista d’arte “Verve” che nei suoi circa novanta volumi fu vetrina di studi sull’arte antica e moderna con saggi dei più noti storici di quegli anni. In due di questi volumi Tériade pubblicò le riproduzioni delle cento incisioni bibliche di Chagall e tutti gli studi preparatori che l’artista eseguì dopo il suo soggiorno in Palestina dove si recò per un lungo periodo a respirare la stessa aria, negli stessi luoghi dove vissero i profeti e i re raccontati dai testi sacri.

Come era uso, soprattutto in Francia dall’ottocento, le riviste d’arte spesso contenevano incisioni, silografie e litografie originali tirate naturalmente a grandi numeri di esemplari che venivano inseriti nelle centinaia di copie di celebri riviste come “l’Art” e “La Gazette de Beaux Art”.

Verve non fece eccezione e nei due volumi dedicati a “Chagall e la Bibbia” comparvero almeno una cinquantina di litografie originali disegnate su pietra da Chagall nel celebre atelier litografico Mourlot di Parigi.

Le alte tirature possono diminuire il valore venale delle stampe, ma non l’originalità né il valore estetico.

© 2017 ALI

Due di queste litografie, catalogate nel “Chagall lithographe” di Mourlot, ai numeri 232 e 233 dell’opera grafica, hanno attirato la mia attenzione anche per il loro titolo: “Paradiso”. Sono qui riprodotte e tutti possono chiaramente vedere questo paradiso terrestre surreale, dove non c’è il serpente trasformato dall’artista in uno di quei simpatici quadrupedi volanti, dagli occhi teneri che divertono più che spaventare. Adamo ed Eva sono legati tra loro come creati all’istante, davanti ad un ricco cespuglio sotto una romantica mezzaluna.

La stessa disobbedienza non è poi così grave per Chagall e gli dà la possibilità di rappresentare un bel nudo femminile davanti ad Adamo con la mela tra le labbra, tra il volo di uno dei famosi uccelli che l’artista disegna e dipinge in quasi tutti i suoi quadri.

Forse, inconsapevolmente, Chagall rievoca l’antico “felix culpa” che i padri medioevali davano al peccato originale, passaggio obbligato alla redenzione del Cristo che ci avrebbe aperto le porte dell’altro Paradiso, quello eternamente felice.

Bibliografia:

Cramer – Marc Chagall – “Les livres illustrés » – Geneve 1995

Mourlot – « Chagall lithographe » – vol. II – Sauret 1963

E adesso un quiz sull’artista. Vediamo che sai fare!

Chagall è originario della?

L'artista non ha mai frequentato corsi di pittura e si è formato da autodidatta!

Dove è avvenuta la sua prima formazione artistica?

L'artista si è sempre ispirato alla Bibbia nella realizzazione delle sue opere. Chi gli ha commissionato il ciclo grafico dedicato ai testi biblici?

Fondamentale nel suo stile la riflessione e conoscenze delle:

È possibile inserire l'artista in un movimento avanguardistico specifico del Novecento?

In che hanno è nato?

Nel 1923 l'artista si trasferisce in una città che è stata fondamentale alla sua affermazione. Quale?

"La passeggiata", olio su tela dipinto fra il 1917 e il 1918 è una delle opere più conosciute dell'artista. Dove è possibile ammirarla?

L'artista è venuto a mancare ad un'età molto avanzata. Quanti anni aveva il 28 marzo 1985, giorno della sua morte?


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