Memories: Antique Not Antique. Le sculture di Francesco Vezzoli a Bolzano

A quasi due anni dalla mostra di Francesco Vezzoli tenutasi a Bolzano, abbiamo deciso di parlarne per ricordarla. Con questo articolo inauguriamo i “Memories”, ovvero mostre ed eventi che non riusciamo a toglierci dalla mente e dei quali riparliamo a distanza di tempo. Stuzzichiamo così il ricordo di chi li ha vissuti e la fantasia di chi non ha potuto!

Testo di Alexander Stefani

Photo Credits: Theo Durante.

“Un’astronave tra le montagne” così lo stesso Vezzoli ha definito Museion di Bolzano. Dal punto di vista architettonico uno dei musei di arte contemporanea più innovativi d’Italia; il futuristico edificio altoatesino, progettato dallo studio berlinese KSV-Krueger, Schuberth e Vandreike, fa da cornice alla prima retrospettiva della produzione scultorea del noto artista bresciano. Ma chi è esattamente Francesco Vezzoli? Nato a Brescia nel 1971, si forma alla Central St. Martin’s School of Art di Londra tra il 1992 e il 1995. Considerato uno degli artisti contemporanei italiani più affermati a livello internazionale, Vezzoli ha rappresentato tre volte l’Italia alla Biennale di Venezia (2001, 2005, 2007). Artista eccentrico e ironico noto al pubblico, anche ai non addetti ai lavori, per le sue opere in cui ha reso partecipi star del calibro di Lady Gaga, Milla Jovovich e Sharon Stone, ma anche icone cinematografiche popolari come Valentina Cortese e Barbara Bouchet.

La mostra dedicata alle sculture di Vezzoli, esposta al quarto piano, si trova in un ambiente luminoso e surreale incorniciato da una grande vetrata che rivela il paesaggio montano in tutto il suo splendore. Essa è curata dalla stessa direttrice di Museion, Letizia Ragaglia. Si tratta di una serie di reperti antichi (acquistati all’asta), messi in dialogo con nuove produzioni dell’artista. Sono diciannove i lavori esposti, tutti nati tra il 2011 e il 2016 e provenienti da varie collezioni anche private.

Essi sfilano su una scenografica pedana bianca che percorre il quarto piano in tutta la sua lunghezza, formando un “geometrico timpano” che rimanda al Pantheon di Roma. Vezzoli, attraverso un gioco di associazioni e decostruzioni tra epoche e linguaggi diversi, condito dal suo tipico tocco ironico e spiazzante, crea una rielaborazione critica della tradizione classica romana del ritratto. L’intento dell’artista lo si intuisce molto bene osservando la statua autoritratto Antique Not Antique: Self-Portrait as a Crying Roman Togatus (2012). Vezzoli, utilizzando un torso di togato romano in marmo (II-III sec. d.C.), si rifà all’antico uso di cambiare solo la testa, sostituita in questo caso da un suo autoritratto, e lasciare il corpo nelle delle statue romane. Un gioco artistico particolare che si rivela anche molto ironico e divertente da come si intuisce molto bene osservando l’opera Self-Portrait as Apollo del Belvedere’s Lover (2011), dove un autoritratto in marmo di Vezzoli lancia segnali d’amore al dio Apollo.

Photo Credits: Theo Durante.

Nella serie “True Colors” il tema principale affrontato da Vezzoli riguarda la policromia applicata alla statuaria antica: l’artista attraverso la consulenza dell’archeologo Clemente Marconi della New York University ha restituito il colore a cinque busti di marmo risalenti ai primi secoli dopo Cristo. Inizialmente le sculture colorate da Vezzoli possono sembrare kitsch, di cattivo gusto o pacchiane, ma questa impressione si basa su un grande fraintendimento della storia dell’arte e riguarda il mito di una statuaria antica bianca e perfetta. Questa concezione del marmo bianco delle statue antiche, espressione di purezza e classicità, è in realtà nata nel Rinascimento e in seguito rafforzata dal gusto neoclassico come anche teorizzava il celebre storico dell’arte tedesco Johann Winckelmann. Nella Grecia antica e nella Roma imperiale invece, si pitturavano le statue nonché i rilievi, degli edifici sia pubblici che privati. Vezzolli si dimostra così anche un conoscitore della storia dell’arte che gioca, attraverso le sue statue policrome, su credenze generalmente accettate.

Letizia Ragaglia: “Per Francesco Vezzoli non si tratta di scegliere tra una modalità canonica e una modalità eccentrica di narrare la storia dell’arte, ma piuttosto di aprirsi a una molteplicità di mondi e storie dell’arte, in una dialettica continua.”

Photo Credits: Theo Durante.

 

Un quiz di otto domande sull’artista. Vediamo che sai fare!

In quale nazione è nato Francesco Vezzoli?

Photo Credits: Theo Durante.

L'artista non ha mai studiato a Londra!

Dal 2001 al 2007 quante volte l'artista ha rappresentato l'Italia alla Biennale di Venezia?

Tra le tante tecniche utilizzate dall'artista nelle sue creazioni si vocifera usi anche "l'uncinetto". È davvero così?

È vero che utilizza molte tecniche, ma non ha mai realizzato video!

Uno tra questi musei, di recente, ha lasciato carta bianca all'artista per organizzare il 40esimo anno dall'apertura. Quale?

L'artista ha spesso agito acquistando vere sculture antiche e ridipingendole, per riportarle al loro antico policromo splendore!

Durante la sua lunga carriera ha mai partecipato a telequiz?


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