EMILIO CONTINI – L’acquaforte insegnata da Morandi

Testo di Emilio Contini

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Giorgio Morandi, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna dal 1930 al 1956, scrivendo una “breve relazione sull’insegnamento delle tecniche d’incisione” il 2 ottobre 1935 al Direttore della Regia Calcografia di Roma, sinteticamente chiarisce quale è la sua “attività didattica” dicendo “insisto maggiormente sull’incisione a puro segno perché è stata una delle tecniche tradizionali dell’incisione classica italiana”. Quindi “esercito gli allievi nella preparazione di disegni adatti ad essere incisi: faccio eseguire qualche copia da incisori antichi e limito l’insegnamento all’acquaforte eseguita a puro segno, dando sempre la maggiore importanza a questo genere di incisione”. Chi ha studiato sotto la sua guida ha quindi adottato questo criterio: quando era necessario si poteva ricorrere all’uso di varie e accurate morsure per ottenere il risultato voluto. Ovviamente questo orientamento grafico presuppone la buona conoscenza del disegno che, del resto, come scriveva Ingres, è la “probità dell’arte”.

L’acquaforte così concepita permette, nonostante la severità (e la fatica) dell’esecuzione tecnica, l’espressione di un mondo poetico: anche per questo Morandi insisteva affinché ciascuno tendesse ad ottenere un proprio “timbro personale” con la massima libertà.

Ritengo pertanto di essere stato fedele, in tanti anni di attività calcografica, all’insegnamento ricevuto, senza alcuno sforzo, nella convinzione di operare proficuamente – senza cedimenti alle mode, del resto transitorie, che si sono succedute una dietro all’altra – rimanendo ligio al mio convincimento e utilizzando la tecnica del puro segno come la più adatta ad esprimermi.

Emilio Contini, Sotto i portici, 1964
© 2017 ALI

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