Il Museo Civico Archeologico di Bologna selezionato per il programma “Restituzioni”. Proposta per il restauro conservativo del sarcofago ligneo di Unmontu.

Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico

Per la terza edizione consecutiva il Museo Civico Archeologico di Bologna rientra in Restituzioni, il programma biennale di restauri di opere pubbliche ideato e curato da Intesa Sanpaolo.
Progetto selezionato per il 2017-2018 è il recupero del sarcofago egizio di Unmontu, il cui cantiere di restauro proseguirà fino a dicembre in una modalità aperta al pubblico.

Bologna, 24 ottobre 2017. Per la terza edizione consecutiva, l’Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Archeologico rientra tra i musei, siti archeologici e luoghi di culto selezionati per Restituzioni, il programma biennale di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico pubblico, ideato e curato da Intesa Sanpaolo.

La proposta presentata per la XVIII edizione del progetto prevede il restauro conservativo del sarcofago antropoide ligneo di un alto funzionario egiziano chiamato di Unmontu, attribuibile per tipologia, apparato iconografico e testuale all’epoca della XXV dinastia (746 – 655 a.C.).
Il prezioso manufatto è giunto a Bologna attraverso un lascito del pittore bolognese Pelagio Pelagi che donò alla sua città natale un’immensa collezione di reperti comprendente anche 3109 antichità egiziane acquistate sul mercato antiquario negli anni tra il 1824 e il 1845, successivamente confluite nel patrimonio del Museo Civico Archeologico come uno dei principali nuclei originari.

 

Sin dal suo arrivo in città nel 1861 questo sarcofago attirò l’attenzione degli studiosi e dei cittadini bolognesi per la vivace policromia, il raffinato apparato iconografico e la ricchezza dei testi funerari in caratteri geroglifici che si distribuiscono in colonne sull’intera superficie esterna sia della cassa sia del coperchio.

Nelle scorse settimane è stata avviata la valutazione dello stato conservativo del manufatto attraverso un complesso studio conoscitivo condotto sotto la direzione scientifica di Daniela Picchi, funzionario egittologo del museo, e a cura del Consorzio CROMA Conservazione e Restauro di Opere e Monumenti d’Arte di Roma, con il supporto scientifico di esperti in diverse discipline operanti in vari atenei e istituzioni: Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Urbino “Carlo Bo”, Università degli Studi di Modena e Reggio-Emilia, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree – CNR, Istituto di Geoscienze e Georisorse – CNR, Centro di Datazione e Diagnostica – Università del Salento, Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Valle d’Aosta.

L’articolato progetto diagnostico, finalizzato a fornire le conoscenze preliminari agli interventi di restauro, è stato supportato dalle più avanzate tecnologie non distruttive. Accanto all’analisi tomografica computerizzata con raggi X e alla datazione con il metodo del radiocarbonio sono state effettuate analisi anatomiche per determinare la specie legnosa e uno studio relativo alla policromia mediante indagini non invasive e micro-invasive; approcci diagnostici tesi ad un’analisi accuratissima del manufatto, che hanno permesso di individuare i materiali costitutivi, le tecniche esecutive, le diverse fasi di lavorazione ed eventuali interventi conservativi di epoca moderna.

Le risultanze delle indagini hanno evidenziato un precario stato conservativo del sarcofago e la necessità di un nuovo intervento, dopo un precedente restauro effettuato negli anni sessanta del Novecento.

Come già sperimentato in passato, il Museo Civico Archeologico condividerà con il pubblico questo importante momento di ricerca e conservazione aprendo le porte del cantiere per seguire gli interventi di restauro fino al termine previsto nel dicembre 2017.
In corrispondenza delle fasi più significative del lavoro sarà infatti possibile assistere “in diretta” alle pazienti operazioni degli esperti grazie ad un box/laboratorio posizionato tra le teche espositive della sezione egizia, la terza in Italia per importanza. Una modalità di fruizione, quella del “cantiere aperto”, particolarmente efficace coma pratica di divulgazione e valorizzazione dei beni culturali, per favorire la conoscenza del patrimonio artistico conservato negli spazi museali attraverso un’emozionante esperienza di coinvolgimento.

La restituzione del sarcofago, che ne salvaguarderà correttamente la futura fruizione all’interno del percorso espositivo, verrà così assicurata da una virtuosa sinergia tra le competenze scientifiche attivate dal Museo Civico Archeologico e l’impegno di Intesa Sanpaolo nella difesa dei beni artistici nazionali.

Al termine dei lavori, domenica 18 febbraio 2018 alle ore 16.00 Daniela Picchi e Emiliano Antonelli del Consorzio Croma presenteranno gli esiti dell’importante operazione in una conferenza aperta al pubblico.

Inoltre, a conclusione della campagna di restauri finanziati per la XVIII edizione di Restituzioni, il sarcofago di Unmontu, unitamente ad altre 200 opere salvate, provenienti da 17 regioni italiane, sarà esposto alla Venaria Reale di Torino, in una grande mostra organizzata da Intesa Sanpaolo dal 27 marzo al 16 settembre 2018.

 

Il restauro è eseguito da:

Consorzio CROMA Conservazione e Restauro di Opere e Monumenti d’Arte – Emiliano Antonelli, Eugenio de Marsico, con la partecipazione di Luigi De Prezzo e Sara Balercia

La diagnostica è eseguita da:

Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Sezione di Chimica, Dipartimento di Scienze Pure e Applicate – Maria Letizia Amadori, Valentina Raspugli, Gianluca Poldi
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Fisica e Astronomia DIFA – Maria Pia Morigi, Matteo Bettuzzi

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Pietro Baraldi, Andrea Rossi
CNR-IVALSA (Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree), Sesto Fiorentino (FI) – Nicola Macchioni, Simona Lazzari, Lorena Sozzi
CNR-IGG (Istituto di Geoscienze e Georisorse), Firenze – Mara Camaiti
CEDAD (CEntro di DAtazione e Diagnostica) – Datazione al Radiocarbonio, Università del Salento – Lucio Calcagnile
Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta

 

Informazioni:

Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2 – 40124 Bologna
Tel. 051 2757211 www.museibologna.it/archeologico mca@comune.bologna.it
Facebook Museo Civico Archeologico di Bologna

Orari di apertura:

martedì, mercoledì, giovedì, venerdì h 9.00 – 18.30 sabato, domenica e festivi h 10.00 – 18.30

Biglietti:

tariffa unica ridotta € 3 *
(* si ricorda che, a causa dei lavori di rifacimento del manto di copertura dell’edificio dove ha sede il museo, il percorso espositivo accessibile al pubblico è limitato al piano terra e al piano interrato)
gratuito Card Musei Metropolitani Bologna e la prima domenica del mese

Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei:

Elisa Maria Cerra – Silvia Tonelli
via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna
tel. 051 6496653 / 6496620 ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it elisamaria.cerra@comune.bologna.it silvia.tonelli@comune.bologna.it

Ufficio Stampa Intesa Sanpaolo:

Silvana Scannicchio tel. 02 87962641 Emanuele Caprara tel. 335 7170842 stampa@intesasanpaolo.com

 


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