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Van Gogh è uno degli artisti più emblematici della fine del XIX secolo. La sua vita è piena di fallimenti, disavventure, problemi mentali che alla fine lo portano al suicidio.

Oggi la sua arte è amatissima, ma non era così quando l’artista era in vita. La sua fama crebbe, infatti, solo dopo la sua morte.

Non tutti sanno che Van Gogh vendette un solo quadro durante tutto il suo percorso artistico, a fronte delle quasi 900 tele dipinte. Il vigneto rosso è il solo quadro che l’artista riuscì a vendere, nonché uno dei pochi, se non l’unico, che ha dipinto “a memoria”.

Vincent van Gogh – Self-Portrait – Google Art Project (454045).jpg by wikipedia.org, CC.

Van Gong era solito dipingere, infatti, sempre con un soggetto davanti o con un modello, che immortalava magistralmente nelle sue tele.

Le sue condizioni di salute mentale peggiorarono costantemente, soprattutto dopo la lite, avvenuta nel natale del 1888, con Gauguin che si vide minacciato con un rasoio. Questo episodio spinse Van Gogh ad una azione autolesionista, ovvero a tagliarsi parte del lobo dell’orecchio e ad essere ricoverato in un istituto psichiatrico. Sembrerebbe che, nei periodi più bui, l’artista era solito magiare il colore direttamente dai tubetti e che, questo, avrebbe potuto contribuire al peggioramento delle sue condizioni di salute, date le sostanze tossiche presenti nei pigmenti del colore. Chissà quanti altri capolavori avrebbe potuto regalarci se quei tubetti non li avesse mangiati!

 

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Che mestiere faceva il padre di Van Gogh?

Foto in copertina: Vincent van Gogh - Self-Portrait - Google Art Project (454045).jpg by wikipedia.org, CC.


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