Tiziano Bellomi

Tiziano Bellomi (Verona, 1960).

Vive e lavora a Verona. Diplomato al Liceo Artistico Statale di Verona e in Discipline Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” di Verona.

 

Tensione istantanea

Di Pietro Gagliardi

Probabilmente è sempre stato l’artista a decodificare il turbamento che viviamo, ad analizzare il presente senza nome, lungo e frastornante in cui siamo immersi. In parallelo con il pensiero di Bauman, i lavori di Tiziano Bellomi appaiono come frammenti di un’architettura fragile resistente, pezzi di questa nostra realtà tangibile ma al contempo deperibile. Le perishable sculptures apparentemente solide e compatte sono in realtà delle costruzioni delicate composte da materiali fragili come fogli di carta, uova, vetro. Elementi accettati allegoricamente come individui, privati delle loro identità e non percepiti come singoli se non perché compressi o alterati da altre strutture e quindi livellati in una nuova forma collettiva. Raggiunta la massima tensione, Bellomi ritiene che la scultura è conclusa, sintetizza l’apice del dialogo tra frangibile e rigido in uno scatto fotografico e ne lascia decorrere la materia. Per dirla con le parole del sociologo polacco, l’artista è consapevole che “il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza”. Per lo spettatore, invece, comincia un processo inverso.
Se per l’artista a risultato raggiunto l’immagine si blocca, sotto l’occhio del pubblico le perishable sculptures producono un’accelerazione della sensibilità, quasi ad aspettarsi una continua sorpresa.

Tutti i diritti riservati © Tiziano Bellomi

 

SEGNI DI LIBERTA’

Di Pietro Gagliardi

Evocare un gesto atavico per riflettere sul presente e proiettarsi nel futuro. Una sperimentazione immediata ma complessa, nata dall’istinto e dal ragionamento antropologico, che mescola energia e meditazione, capace di teorizzare un nuovo schema segnico: è la nuova ricerca di Tiziano Bellomi. L’artista ha collegato inevitabilmente l’arte alla vita, facendo di essa la linfa che alimenta la struttura dell’opera e viceversa. I suoi “morsi” producono un’iconografia i cui confini sono posti tra il recupero culturale degli impulsi primordiali e la reinvenzione poetica.

Recuperando visioni scaturite da personali studi e osservazioni, Bellomi ha assemblato materiali poveri, segni e gesti minimali coadiuvati da una sedimentata combinazione duchampiana, per cui l’oggetto scelto è sempre un referto leggibile e manovrabile secondo le proprie intenzioni.

Ed è qui che l’incontro diventa seducente, pronto e diretto, con le capacità espressive dell’artista che riesce a catalizzare le sue fantasie in un’icona nuova – i bites – proponendo segnicamente e pittoricamente una reinvenzione poetica che rimane carica di tutte le implicazioni formali, logiche, estetiche e psicologiche.

La ricerca artistica di Tiziano Bellomi non si ferma, tuttavia, all’impronta pittorica. Nell’immaginario comune il luogo della scienza è il corpo mentre l’anima è il luogo dell’arte, “Bello – mi rende obsoleto questo concetto” -; nei sui atti performativi ne è un esempio Bitten concrete – l’artista riconosce la materia come fonte vitale, la brama come un neonato al primo approccio istintivo alla mammella e ne desidera raccogliere ogni tipo d’informazione sensibile decidendo così di addentarla. La materia morsa da Bellomi è l’humus determinato da quei flussi di energia che si manifestano sotto forma di vibrazioni visive, tattili, gustative andando ad occupare ogni spazio disponibile, è questa la regola che da forma e vita allo spazio della libertà …e la libertà è il luogo dell’arte.

Tutti i diritti riservati © Tiziano Bellomi

TIZIANOBELLOMI.IT

 

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