Il Premio Suzzara e la sua influenza sul contesto socio-culturale.

Testo di Giovanni Avolio

Il Premio Suzzara nasce nel 1948, ovvero nell’immediato dopoguerra, facendosi portatore di quel bisogno di rinnovamento e di rinascita dopo gli abissi del ventennio fascista. Cerca di instaurare un nuovo dialogo con il popolo, col bisogno di fare un’arte impegnata politicamente e socialmente, che possa essere compresa da tutti e non essere più appannaggio esclusivo della fasce sociali più elevate. Per far questo ci si affida ad un linguaggio, quello del realismo, l’unico in grado di garantire quella comprensibilità di base. Il Premio non nasce come un fiore del deserto quindi, ma è il naturare evolversi di tutta la realtà artistica italiana, essendoci un filo conduttore che parte direttamente da Corrente, primo vero e proprio movimento anticonformista nell’Italia fascista. Corrente nasce a Milano nel 1938, quando viene pubblicato il periodico “vita giovanile”, finanziato e diretto da Treccani. Corrente è stata fondamentale per lo sviluppo del realismo e della nascita del Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1946 alcuni degli artisti di Corrente li ritroviamo firmatari del “manifesto del realismo”. Presenti nel manifesto alcuni aspetti, seppure vaghi, che verranno successivamente approfonditi dal Premio Suzzara, in particolar modo, l’aspetto che porta il Premio a focalizzarsi sull’idea di una circolazione meno elitaria dell’arte al fine di farla rientrare nelle comuni attività e nei comuni bisogni. Sarà però solo con il Fronte Nuovo delle Arti che l’arte Italiana si divide nelle due strade antitetiche di astrattismo e realismo, divisione sino a quel momento non sentita, vista la presenza di artisti di ambedue gli schieramenti nel movimento. Il fronte nasce nel 1947, movimento che ebbe sin da subito problemi e divisioni interne. Non vi era un linguaggio comune da un punto di vista artistico, realismo, neo-cubismo, astrattismo e espressionismo convivevano, aspetti che ritroviamo nei quadri dei primi anni del Premio Suzzara. La Mostra di Bologna dell’Alleanza della Cultura diventa l’occasione per Togliatti per screditare l’arte astratta; questo avvenimento accelera gli eventi. Ciò lo ritroviamo nelle differenze del punto due del regolamento. D’altronde il fine principale del Premio è quello di avvicinare l’arte al popolo; le strade artistiche erano due, da un lato l’astrattismo americano, dall’altro il realismo socialista russo; ma in Russia Stalin fa dell’arte un mezzo esclusivo di propaganda politica; da noi, dato anche la stabile opposizione del Pci, l’arte realista diventa un mezzo di denuncia sociale, torna a parlare con il popolo. Si cerca dunque di analizzare se e quanto il Premio sia riuscito in questo intento, partendo proprio dalle parole profetiche di Zavattini che aprono felicemente il primo catalogo e tornano ad essere citate in tutti i successivi: “verrà un giorno in cui ogni uomo avrà un quadro o una statua nella sua casa perché sarà scomparsa la paura che divide dall’arte i poveri, i contadini, gli umili”. Si cerca, dunque, di indagare su tutte quelle realtà culturali che, solo grazie all’influenza positiva del Premio Suzzara, si sono sviluppate in città. Dalle realtà private, come la Galleria d’Arte “Pro Loco” e la Galleria “Pont Aven”, con sede espositiva in Piazza Garibaldi. Sui ristoranti e bar che hanno operato in tal senso, spesso organizzando mostre degli artisti conosciuti in occasione della manifestazione annuale, a cominciare dal Cavallino Bianco, vera e propria culla del Premio Suzzara, sino al ristorante Ferrari che, grazie alla collaborazione di Mario Cadallora, ha organizzato numerose esposizione all’interno delle sue sale.

Galleria del Premio Suzzara. L’immagine è stata ricavata da: www.premiosuzzara.it

Nel ‘74 nasce la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, oggi straordinario Museo della città. Scopo primario era quello di trovare sistemazione ai quadri, condizione ricordata da Renzo dall’Ara nell’articolo “un miliardo di quadri non trova casa”, ma anche organizzare mostre personali e collettive e incrementare la precedente raccolta. A dimostrazione dell’interesse suscitato nei singoli cittadini vi è anche la nascita della Galleria “2E arte contemporanea”, nata nell’81 grazie al lavoro di Mario Cadallora, operaio del reparto verniciatura dell’Om, che già dieci anni prima organizzava mostre presso la Galleria Icaro, da lui fondata. Importante anche la collaborazione tra le associazioni presenti in città, diffusasi in particolare dopo la nascita della Conferenza Comunale per la Cultura, che ha spinto ad una maggiore collaborazione tra le realtà presenti. Numerose le associazioni culturali che operano in tal senso, dagli Amici del Premio Suzzara, agli Amici del Museo, sino a Photo 16 club e all’associazione Sophia. Il Premio Suzzara è stato anche un incentivo alla nascita di altri due premi in città, uno che ne adotta i modelli, ovvero la Biennale di Pittura A.V.I.S. e uno che corre su un binario parallelo, il premio Arte in “Arti e Mestieri”. Per usare le parole di Salvatore Settis, “il nostro bene culturale più prezioso è il contesto, il continuum fra i monumenti, le città, i cittadini” e Suzzara ne è uno degli esempi più rappresentativi.

 

 


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