LaBs Gallery Bologna, “Italian Newbrow – Apocalittica”. La nuova mostra firmata Ivan Quaroni.

di Giovanni Avolio

Al 38 di Via Santo Stefano troviamo la LaBs Gallery, fondata nel 2012 da Alessandro Luppi e Stefano Bevilacqua. Sita al piano terra del condominio, non visibile dall’esterno dell’edificio, appare magnificente per eleganza e discrezione. Superato l’androne d’ingresso, infatti, si rimane piacevolmente affascinati dalla singolarità della struttura: un’unica sala espositiva dalle alte pareti che celano una storia secolare, risalente al XII secolo, quando, al posto dell’attuale galleria, sorgeva una piccola chiesa, aspetto ancora riscontrabile nel complesso della struttura. Una saletta video all’ingresso e una sala amministrativa (un tempo sacrestia) completano lo spazio. Sebbene la galleria possa apparire giovane, l’amicizia ventennale e la passione dei galleristi ne hanno fatto, sin da subito, un polo imprescindibile sul panorama artistico bolognese. Ciò che la caratterizza è il dinamismo: cinque o sei mostre annue che propongono artisti affermati e giovani emergenti, curatori di calibro nazionale e internazionale, un dialogo costante con le novità nascenti sul territorio attraverso la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la pubblicazione di volumi relativi alle mostre organizzate. La partecipazione della galleria a numerose fiere, l’intensa attività espositiva e la qualità degli artisti presentati destano l’interesse di affezionati collezionisti e operatori culturali. I galleristi nutrono un particolare interesse per le avanguardie dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, per la street art e gli artisti contemporanei in generale.

 

Dal 30 settembre, sino all’11 Novembre, sarà possibile ammirare la nuova mostra “Italian Newbrow – Apocalittica”, a cura di Ivan Quaroni e con la partecipazione degli artisti storici del gruppo, Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Giuseppe Veneziano, Giuliano Sale e Laurina Paperina, unitasi di recente alla compagine. Opere irriverenti, cariche di spunti riflessivi, sacre e profane insieme, ciniche, satiriche, inquietanti e divertenti, tutti aggettivi che denotano la ricchezza dell’esposizione. Gli artisti, che operano con tecniche e stili differenti, dal Pop alla Video Arte, dal Mesh-Up alla Neo Metafisica, sono accumunati da un intento comune: recuperare la funzione narrativa della pittura al fine di rivelare le ambiguità del vivere contemporaneo.

 

Anteprima di alcune opere presenti alla mostra. In primo piano “Jesus Christ Superstar” di Giuseppe Veneziano.

 


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