Consigli pratici per catalogare la propria collezione. Oggettistica, antiquariato, modernariato, design.

di Giovanni Avolio

In questo articolo cercherò di dare dei consigli per catalogare i propri oggetti del passato o contemporanei. Ci limiteremo alla creazione di una scheda base, dove riportare tutti gli elementi utili ed essenziali alla definizione e corretta attribuzione dell’oggetto. Il catalogo potrà essere facilmente creato con Word. Essenziale, prima di iniziare la catalogazione, organizzare il lavoro e recuperare tutte le informazioni possibili sugli oggetti da catalogare. Dopodichè si passerà alla creazione della propria scheda base, da utilizzare con lievi variazioni per tutti i tipi di oggetti da catalogare, a prendere le misure dell’oggetto, fotografarlo e infine compilare della scheda.

Abbiamo individuato alcuni dati essenziali alla compilazione della scheda, in modo da definire l’oggetto e le modalità d’acquisto. Seguono degli esempi di schede catalografiche base e le modalità di costruzione della scheda con le specifiche delle sezioni.

A livello generale potremmo affermare che i dati riportati nelle schede presentate, relative alla mia collezione d’antiquariato, vintage e modernariato, possono essere sufficienti per la catalogazione base di qualsiasi oggetto, modificabili, poi, secondo le specificità dei casi. Le schede si compongono di 13 o 14 sezioni. La prima è quella relativa al numero di inventario, fondamentale per la corretta attribuzione dei dati ad un singolo oggetto. Si consiglia, qualora fosse possibile, di applicare all’oggetto una carta adesiva riportante il numero di inventario. La seconda sezione è relativa al secolo, riportato sempre in numeri romani. Questa sezione è utile all’attribuzione di una data generica; in caso di incertezza si possono riportare anche più secoli. La terza sezione cerca di individuare l’anno specifico. Questo non sempre è possibile, per questo si potrà scrivere anche un decennio o un ventennio specifico, o, qualora la data non fosse riportata sull’oggetto stesso, è possibile scriverne una attribuita in relazione a dati recuperati dall’esterno. Seguono manifattura e materiali, ovvero si identifica il luogo o la nazione di produzione e i materiali specifici con cui è realizzato. I materiali possono essere riportati direttamente nella sezione relativa alle indicazioni sull’oggetto, di cui si parlerà più avanti. La sezione “prodotto” serve a identificare l’oggetto in maniera generica. Le misure dell’oggetto, espresse in centimetri nella formula “altezza – larghezza – profondità”, vengono riportate nella relativa sezione. In caso di oggetti circolari e ovali si includerà anche il diametro. Nella sezione “indicazioni sull’oggetto” vanno riportate tutte le informazioni utili e specifiche sull’oggetto. I materiali, le eventuali incisioni, la marca, il modello, una descrizione, insomma tutte le informazioni che si riescono a reperire. Segue lo “stato di conservazione” genericamente indicato con: pessimo, scarso, discreto, mediocre, buono, ottimo, eccellente. Ora andiamo ai dati più “personali”, ovvero quelli relativi all’occasione d’acquisto. Questi dati non sono utili all’identificazione dell’oggetto in se, ma, piuttosto, a raccontare le vicende evolutive della collezione, alle occasioni avute, al luogo d’acquisto, alla descrizione delle modalità d’acquisto o come si è reperito l’oggetto, quando è stato acquistato e così via; queste informazioni sono legate al collezionista e rappresentano l’anima del proprio lavoro e della propria ricerca. La sezione relativa al prezzo d’acquisto è utile alla comparazione con la sezione “Quotazione in euro”, dove si riporterà il valore di mercato dell’oggetto venduto al dettaglio. Seguono i dati sulla compilazione (nei casi sopracitati il compilatore coincide con il proprietario della collezione), ovvero il nome del compilatore e la data. Infine la documentazione fotografica è utile ad identificare con certezza l’oggetto, a documentarne lo stato di conservazione e le caratteristiche specifiche.

Sperando che i presenti consigli possano essere stati utili a delineare gli elementi fondamentali per la catalogazione della propria collezione. Come detto in precedenza questi dati possono essere utilizzati per qualsiasi oggetto, basta eventualmente riadattare qualche sezione, come mobili, oggetti di design, figurine, francobolli, giocattoli, antiquariato, vintage, etc.

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