Percorsi di Segni. Grafica italiana del Novecento nella collezione Luciana Tabarroni della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Percorsi di Segni – Nel cuore di una Collezione

di Giovanni Avolio

La mostra, “Percorsi di Segni. Grafica italiana del Novecento nella collezione Luciana Tabarroni della Pinacoteca Nazionale di Bologna”, allestita presso Palazzo Pepoli di Campogrande, curata da Elena Rossoni e Fabia Farneti, con progetto espositivo di Silvia Gaiba, presentava una interessantissima selezione di opere grafiche della collezione Tabarroni.

Luciana Tabarroni (1923-1991) ha incentrato la propria passione sulla grafica, considerata come il miglior mezzo a disposizione dell’artista per raccontare la propria intima visione.

A livello collezionistico la raccolta assume un interesse rilevante a cominciare dalle originali intenzioni: si vuole raccontare, attraverso la grafica, il percorso artistico dell’Europa del Novecento, raccogliendo le opere più significative degli artisti più noti nel panorama nazionale ed internazionale.

La collezione, che consta di quasi 2000 opere, la si può leggere in modi diversi; essendo organizzata cronologicamente per data di nascita dell’artista, essa rappresenta un racconto dello stile comune che coinvolge intere generazioni. Una diversa chiave di lettura è relativa all’ordine originale adottato dalla collezionista, ovvero quello di raggruppare le opere cronologicamente (per anno di nascita) in cartelle Nazionali.

Ogni artista trova spazio nella nazione di nascita e, così facendo, la collezione si pone come una “storia dell’arte” nazionale, che individua le principali tendenze ed espressioni, rievocate con il mezzo precipuo dell’incisione. La mostra, infatti, focalizza l’attenzione sulla storia Italiana e presenta una selezione di opere di assoluto pregio artistico, scelte fra le oltre 250 opere di artisti italiani presenti in collezione.

Tra i nomi presenti: Carrà, Soffici, Boccioni, Severini, De Chirico, Morandi, De Pisis, Fontana, Ligabue, Capogrossi, Santomaso, Spacal, Manzù, Guttuso, Burri, Vedova, Consagra, Pomodoro, Ceroli. Un percorso espositivo entusiasmante, che avvicina l’osservatore ad un mondo, quello dell’incisione, spesso sottovalutato, che dimostra le difficoltà e le capacità dell’artista di confrontarsi con una tecnica antica e complessa, per la quale è richiesta una notevole sicurezza tecnica.

La mostra principale è è stata fruibile nel 2016, presso Palazzo Pepoli Campogrande in Via Castiglione 7. Per l’occasione è stato allestito, anche, un piccolo percorso espositivo delle grafiche di Giorgio Morandi, l’artista più rappresentato in collezione con circa 19 opere, presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, sino al 25 aprile 2016.


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